Scuola dei Diritti e delle Libertà. Il prezzo della libertà è l’eterna vigilanza – Lezione 19: Porcheria parlamentare

Scuola dei Diritti e delle Libertà. Il prezzo della libertà è l’eterna vigilanza – Lezione 19: Porcheria parlamentare

Qualche settimana fa, il Parlamento italiano ha introdotto un’importante novità nei procedimenti per la raccolta delle firme del referendum abrogativo, del referendum costituzionale e delle proposte di legge di iniziativa popolare.

Come molti di voi sapranno, fino a questo momento, i comitati promotori di questi istituti di democrazia diretta sono stati costretti a raccogliere un numero di firme previsto dalla legge e, soprattutto, ad autenticarle attraverso l’opera di un pubblico ufficiale.

Questa prescrizione, prevista dalla l’ordinamento, è stata molto importante perché ha dato credibilità all’iniziativa popolare.

Tuttavia, in alcune occasioni, ha rappresentato una forte limitazione, perché non sempre i comitati promotori e le iniziative che partono dal basso sono stati in grado di raccogliere le 500 mila firme e, soprattutto, di avere a disposizione ufficiali in grado di autenticare le sottoscrizioni.

Pertanto, molte volte, l’iniziativa popolare è dipesa dalla macchina organizzativa dei partiti politici e anche dalla loro volontà, la quale, in alcuni casi, è stata proprio contraria al desiderio espresso da una parte del corpo elettorale.

Il deputato Riccardo Magi ha convinto il Parlamento ad introdurre l’utilizzo della firma digitale per la raccolta delle firme in occasione della presentazione dei referendum e dei disegni di legge di iniziativa popolare.

Si tratta di un’iniziativa meritoria, che non rappresenta un cedimento alle tesi radicali della democrazia diretta. Rimaniamo comunque una democrazia parlamentare e rappresentativa.

Però è anche giusto che, nel 2021, si possano utilizzare degli strumenti tecnologici innovativi per agevolare proprio l’iniziativa popolare. Dunque, non per allargare istituti di democrazia diretta, ma per rafforzare quelli che ci sono e che nessuno contesta.

Sono istituti assolutamente legittimi e necessari, che devono concorrere insieme alla democrazia rappresentativa.

Qualche settimana dopo, lo stesso Parlamento si è rifiutato di introdurre l’utilizzo delle firme digitali per la raccolta delle firme in occasione della presentazione delle liste elettorali per le competizioni politiche.

Questo è un grave errore di cui parleremo ne #ilcafFLEdelmercoledì proprio con Riccardo Magi, sotto l’onorevole direzione di Emanuele Raco.