Perché ho paura della vostra paura

Perché ho paura della vostra paura

La paura fa 360. La città dove vivo questa mia prigione, una città che ha tollerato la monnezza sparsa ovunque, il posteggio a cazzo di cane in pieno centro storico, e gli abusivi di tutto dappertutto, ora si scopre rigidamente legalitaria e rumorosamente autoritaria.

Un paese che ha mandato al potere puzzoni populisti e sovranisti inguardabili, inaffidabili racconta palle che hanno riempito i ministeri di accattoni come loro, osa sgridare persino il papa perché a piedi da pellegrino è andato in chiesa senza nemmeno la mascherina, e si accanisce ad additare e individuare trasgressori cui rivolge continue violente e volgari minacce assecondato ma invero guidato e eccitato (ma leggetela sul serio la Colonna infame di Alessandro Manzoni) da un potere politico cui non par vero di ritrovare per questa via consenso e far dimenticare così le sue colpe e la sua mediocrità.

C’è in questo accanimento come il disvelamento di una miseria morale. Nelle carceri si tollera (con l’epidemia incombente!) l’illegalità del sovraffollamento e Bonafede e Salvini possono continuare a stringersi la mano perché condividono lo stesso principio: ‘chiudi la porta e butta la chiave’.

Certo, dobbiamo stare a casa, certo dobbiamo evitare i contatti sociali, certo dobbiamo proteggere noi e gli altri. Tutto vero, tragicamente vero. E chi oserebbe mai dire di no? Ma c’è un accanimento, una bavosa goduria di voler di più, sempre di più, un brama di controllo a 360 gradi, che mette a nudo, nella voluttà del conformismo sociale, la vigliaccheria di una società che fa la voce grossa col vecchietto che esce a far la spesa magari più volte al giorno, e forse ha dimenticato il pane o il companatico (mentre il servizio a domicilio va in tilt perché sovraccarico: perché non chiediamo ai nostri soldati di aiutarli, questi vecchietti, a far la spesa, invece di immaginarli travestiti da poliziotti?).

Quelli che gridano all’untore invero non vedono l’ora di vendere la propria anima all’uomo forte che li protegga dopo che si sono lasciati sedurre dalle sue grossolane e volgari bugie. Ma l’uomo forte si è rivelato sempre, ieri come oggi, uno spaccone da baraccone. Un paese spaventato si affida infine a forzuti da fiera. Si, ho paura, della vostra paura.

 

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