Le radici abruzzesi del napoletano Benedetto Croce

Le radici abruzzesi del napoletano Benedetto Croce

In coda alla Storia del Regno di Napoli, Benedetto Croce volle pubblicare le due monografie dedicate rispettivamente a Montenerodomo (paese del padre) e Pescasseroli (paese della madre dove nacque nel 1866) e l’Appendice fu intitolata così: Due paeselli d’Abruzzo.

Però, ora che in Abruzzo inizia a prender vita il Parco Letterario Benedetto Croce – di cui è stata data notizia durante l’ultimo Premio Croce a Pescasseroli – i “paeselli” abruzzesi non son due ma tre per l’aggiunta di Raiano. Perché? Perché in questo terzo “paesello”, il più piccolo dei tre, il filosofo si recava, ben prima di far ritorno a Pescasseroli, con la sua compagna Angelina Zampanelli, dalla cugina Maria Teresa Petroni.

A “Teresina”, come la chiamava, Croce era molto legato e non nascondeva né a sé né a lei di aver ritrovato a casa della cugina quell’affetto familiare che aveva perso nel dramma del terremoto di Casamicciola del 1883.

Il legame con Raiano fu particolare: infatti, Croce vi soggiornava con la sua adorata Angelina che, per quanto statuaria, era fragile di salute e si sperava che l’aria più fine dell’Abruzzo nel periodo estivo le donasse ristoro. Purtroppo, sul finire di settembre del 1913 a Raiano la Zampanelli morì.

Croce, che poi si sposò con la torinese Adele Rossi, rimase legato a Raiano. Proprio a Raiano, tra le carte crociane del Palazzo Sagaria-Rossi, son riemersi gli appunti che Croce prese per la terza monografia che poi non scrisse: I feudatari di Raiano. Si tratta solo parzialmente di un inedito perché Ottaviano Giannangeli nel 1964 ne pubblicò la trascrizione nella rivista “L’Osservatore politico letterario”.

Ora, però, che con Raiano, Montenerodomo e Pescasseroli c’è il Parco Croce, che ha come scopo la valorizzazione della presenza del filosofo in Abruzzo, tutte la “pagine sparse” su Croce, da Giannangeli a Damiano Venanzio Fucinese a Antonio Cordeschi per citarne alcuni, possono essere raccolte per meglio servire agli studiosi e alle nuove generazioni che si avvicinano all’opera e alla grande figura di Benedetto Croce.

Infatti, è ora uscito il libro I Luoghi di Croce in Abruzzo, a cura di Francesco Sabatini, che oltre a raccogliere le monografie su Pescasseroli e Montenerodomo pubblica anche gli appunti che Croce segnò per l’ipotesi della monografia su Raiano che rimase ipotesi.

La trascrizione del manoscritto, che si conserva presso la famiglia Sagaria di Raiano, è di Teresa Leo, la studiosa della Fondazione “Biblioteca Benedetto Croce” che meglio si orienta nel decrittare la grafia del filosofo, tutt’altro che semplice.

Il Corriere della Sera

Share