#laFLEalMassimo – Episodio 56: La globalizzazione rende la guerra più difficile e costosa

#laFLEalMassimo – Episodio 56: La globalizzazione rende la guerra più difficile e costosa

Bentornati alle #FLEalMAssimo mentre la sicurezza e la libertà del popolo ucraino sono ancora soggetti al folle attacco promosso da Vladimir Putin, rinnoviamo allora l’auspicio che i governi del mondo libero possano sostenere in modo più incisivo le ragioni della nazione aggredita oltre ad accogliere i rifugiati ed inviare generi di conforto come stanno già facendo.

La tragedia umana e politica alla quale stiamo assistendo ci offre tuttavia anche l’occasione per una riflessione su come la globalizzazione abbia modificato le modalità di svolgimento degli eventi bellici e reso molto più costoso e difficile attentare alla libertà delle nazioni sovrane.

In un mondo diviso a blocchi, dove le nazioni inseguono l’illusione miope dell’autarchia è più facile portare avanti guerre di conquista poiché a fronte di un paese attaccato si possono mantenere le relazioni, in particolare gli scambi commerciali con gli altri.

Se invece esiste un’unica economia globalizzata, allora ogni nazione dipende da tutte le altre e chi si azzarda a muovere azioni militari come quella promossa da Putin va incontro alla reazione di tutte le altre società aperte e per modesti successi militarti riesca a conseguire nel brevissimo termine, su un orizzonte appena più ampio è destinato a soccombere.

Dunque mentre applaudiamo l’eroica resistenza del popolo ucraino al quale dobbiamo fornire tutto il sostegno possibile possiamo almeno compiacerci del fatto che l’isolamento economico e finanziario della Russia è una condizione di fatto insostenibile e che porterà necessariamente il paese aggressore a dover ritrattare le proprie posizioni.

Dunque la libertà di scambio e di commercio dalla quale deriva la ricchezza delle nazioni è in ultima analisi anche uno strumento di pace perché consente alle società aperte di esercitare una pressione significativa contro le minacce derivanti dai regimi come quello di Putin.

Questo non ci deve illudere di poter risolvere il conflitto senza ulteriori spargimenti di sangue, come tristemente testimoniato dagli aggiornamenti che riceviamo ogni giorno. Può tuttavia farci sperare che l’aggressione non sia sostenibile ancora a lungo e che possa finalmente terminare quanto prima. Per la fondazione Einaudi avete ascoltato la #FLEalMassimo arrivederci.