La lettera di Tria e la svolta sulla giustizia che non ci sarà

La lettera di Tria e la svolta sulla giustizia che non ci sarà

Nella lettera inviata alla Commissione Europea il ministro Giovanni Tria ha scritto che le riforme strutturali previste dal governo avranno un impatto determinante nel miglioramento della nostra economia e nell’abbattimento del deficit; tra queste riforme campeggia quella della giustizia, e in particolare la riduzione dei tempi dei processi. Purtroppo nutriamo scarsa fiducia in questo benemerito auspicio perché mancano le concrete iniziative necessarie alla sua realizzazione: la semplificazione delle procedure, la diminuzione del contenzioso, una radicale depenalizzazione e, non ultima la discrezionalità dell’azione penale. A queste ragioni strutturali se ne aggiungano due contingenti, che peraltro ne costituiscono la conferma. La prima riguarda la magistratura, e la seconda proprio la politica. Due significativi esempi recenti ne chiariranno le dimensioni.

Primo esempio. La Procura di Agrigento aveva avviato, con grande clamore mediatico, un’indagine nei confronti del ministro dell’Interno in seguito all’approdo a Catania della nave Diciotti, e del conseguente divieto di sbarco dei migranti. Avevamo scritto subito, su queste pagine, che l’inchiesta era nata male e suscitava più di una perplessità. Primo perché quell’ufficio non era competente, Secondo perché era stato ipotizzato un reato, l’arresto illegale, che non stava in piedi, perché non era stato arrestato nessuno. E infine, terzo, perché l’altro reato ascritto a Salvini, il sequestro di persona, sarebbe stato commesso sotto gli occhi dello stesso pubblico ministero che lo aveva ipotizzato, ma che non aveva fatto nulla per porgli fine. Ora è accaduto che la procura di Palermo, cui gli atti erano stati inviati per la trasmissione al Tribunale dei Ministri, si è dichiarata incompetente, e ha spedito gli atti a Catania, dopo avere peraltro eliminato l’ipotesi di arresto illegale. Essendosi verificate le prime due nostre previsioni aspettiamo la terza: che un’eventuale imputazione di Salvini sia accompagnata da una  contestuale accusa al Pm di Agrigento, responsabile di omissione di atti d’ufficio e forse di concorso nel sequestro, ai sensi dell’articolo 40, 2°comma, del codice penale. Secondo il quale, ripetiamolo, non impedire un evento che si ha il dovere di impedire equivale a cagionarlo. Davanti a simile pasticcio la domanda è: può un Paese sopportare una simile confusione di ruoli e mantenersi credibile?

Secondo esempio. Il vicepremier Di Maio, lamentando l’interferenza di una manina che avrebbe modificato la bozza del decreto sul condono ha minacciato di rivolgersi alla Procura della Repubblica. Ora, a parte l’impossibilità di individuare un reato in questa ipotetica alterazione, il dato significativo e allarmante dell’ iniziativa, peraltro opportunamente ritirata, è l’ennesimo riconoscimento, stavolta ai massimi livelli, della subalternità della politica di fronte alla Magistratura.

Come altro può definirsi il comportamento di un ministro che davanti a una lamentata (e, se, reale, gravissima) violazione di lealtà politica non trova di meglio che rifugiarsi nell’intervento del Magistrato, come un bambino capriccioso invoca l’intervento della mamma? La seconda domanda quindi è: può un Paese sopportare una simile devoluzione impropria di funzioni? Evidentemente non può.

Con queste premesse, è lecito supporre che la lettera di Tria, sarà accolta con scetticismo pur rivendicando il principio condivisibile che certe regole e la pura ortodossia non sono un tabù. Ma affidare (anche) alla auspicata ma non avviata riforma della Giustizia la possibilità del mantenimento degli impegni assunti e della riduzione del deficit, significa presentare un libro di sogni che un’Europa diffidente, e forse ostile, prenderà a pretesto della nostra inaffidabilità, considerandolo l’ ennesimo tentativo di giocare a carte truccate. Un gioco pericoloso, salvo che qualcuno, qui da noi, faccia prima saltare il banco.

Carlo Nordio, “Il Messaggero” 23 ottobre 2018