«Ai pm potere senza avere la responsabilità: giusto separare le loro carriere»

«Ai pm potere senza avere la responsabilità: giusto separare le loro carriere»

Carlo Nordio, ex procuratore aggiunto di Venezia che Fratelli d’Italia, e parte del centrodestra, avrebbe voluto al Quirinale, apprezza il sì alla separazione delle funzioni. O «delle carriere» come dicono i promotori.

C’è chi teme (e chi promette) che sia il primo passo per il controllo del pm. Non è così?
«Assolutamente no. Il timore del controllo dell’esecutivo è un alibi pretestuoso per consentire al pm di mantenere il suo immenso potere senza alcuna responsabilità. Negli Usa, dai quali abbiamo mutuato il processo alla Perry Mason, il prosecutor è elettivo. Mentre nel Regno Unito è indipendente, ma non è il capo della polizia giudiziaria come da noi».

Lei per quale propende?
«Personalmente preferisco questa seconda soluzione, ma non possiamo ammettere un potere senza responsabilità».

Sarà sottoposta a referendum anche la legge Severino sulla incandidabilità di chi ha avuto condanne. Cosa ne pensa?
«Era una legge sbagliata nella formulazione e applicata peggio. Basti pensare che lo è stata con effetto retroattivo. Quando ho fatto questa critica mi è stato risposto che non era una sanzione penale ma amministrativa. Ignoranza assoluta, perché anche le sanzioni sono irretroattive. Allora si è ripiegati verso la formula vuota del “requisito di mantenimento di una carica”. Una eresia. In realtà è una sanzione, e come tale non può essere retroattiva né precedere una sentenza definitiva… Prima sparisce meglio è».

Se passa il referendum, la custodia cautelare sarà possibile solo per pericolo di fuga e inquinamento delle prove. È una limitazione troppo forte?
«La custodia cautelare deve essere un’eccezione, perché confligge con la presunzione di innocenza. Naturalmente vi sono dei casi, soprattutto dei reati flagranti dove la prova è evidente, per i quali è pienamente giustificata. Ma spesso se ne è fatto uso strumentale per estorcere confessioni o collaborazioni agli indagati. Ben venga la riforma».

È contento anche del referendum sul voto per il Csm. Come lo vorrebbe?
«Il discorso è più complesso. L’unico modo per eliminare la degenerazione delle correnti è il sorteggio, ma questo porrebbe effettivamente problemi di costituzionalità. Ma al di là dei singoli quesiti l’importante è il messaggio complessivo che i cittadini possono inviare sulla credibilità e l’efficienza di questa giustizia, che è fallita e necessita di una rivoluzione copernicana.

Il Corriere della Sera