Una mostra dell’archivio custodito – La Ragione

Oggi la Fondazione Luigi Einaudi, (in via della Conciliazione 10, a Roma) apre i suoi archivi, inaugurando una mostra che sarà aperta al pubblico fino al 22 dicembre. Nelle teche allestite nel salone delle conferenze si potranno ammirare documenti autentici, pescati nella storia stessa della Fondazione e nei fondi che qui sono stati depositati, fra i quali quello di Giovanni Malagodi, Oronzo Reale, Gian Piero Orsello, Antonio Scialoja e Valerio Zanone.

A queste carte hanno lavorato (e continueranno a farlo) giovani ricercatori, coordinati da Leonardo Musci, responsabile dell’archivio storico. Dietro il vetro ci saranno non solo testimonianze di alto valore storico ma anche di umanità e di affetto, come quello che legava Emesto Rossi a Luigi Einaudi e a sua moglie. Messaggi personali che Rossi accompagnava con il disegno di un burattino “Esto”. Lo stesso che compariva sempre nelle lettere che dal carcere e dal confino inviò, per lunghi anni, alla compagna di tutta la sua vita. Lunghi anni di detenzione per la sola colpa d’essere un antifascista.

Il compito delle Fondazioni è proprio questo: non solo custodire gli archivi ma anche aprirli, renderli accessibili al pubblico, sollecitare con quelli la curiosità e l’impegno dei più giovani. Non è vero che i ragazzi non siano interessati al passato, semmai sono le generazioni dei loro genitori e nonni che hanno preferito, per convenienza, nasconderlo e modificarlo a piacimento.
In questa occasione la Fondazione Luigi Einaudi ricorda anche i 60 anni.

 

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