Scuola di Liberalismo 2021 – Messina: lezione di Pippo Rao sul tema “La Scuola di oggi ha messo o perso le rotelle?”

Scuola di Liberalismo 2021 – Messina: lezione di Pippo Rao sul tema “La Scuola di oggi ha messo o perso le rotelle?”

Cala il sipario sull’edizione 2021 della Scuola di Liberalismo di Messina, promossa dalla Fondazione Luigi Einaudi ed organizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Messina e con la Fondazione Bonino-Pulejo. Il corso, dedicato alla memoria del Prof. Girolamo Cotroneo, ha avuto come obiettivo quello di trattare ed approfondire le figure e le forme del pensiero liberale e si è articolato in 17 lezioni, tutte erogate in modalità telematica attraverso la piattaforma Zoom.

La diciassettesima ed ultima lezione si svolgerà giovedì 16 dicembre dalle ore 17 alle ore 19 e sarà tenuta dal prof. Pippo Rao (Direttore Generale della Scuola), con una relazione dal titolo “La Scuola di oggi ha messo o perso le rotelle?”.

La partecipazione all’incontro è valida ai fini del riconoscimento di crediti formativi agli studenti dell’Università degli Studi di Messina.

Pippo Rao

Direttore Generale Scuola di Liberalismo di Messina

 

Ultimo atto dell’edizione 2021 della Scuola di Liberalismo di Messina, promossa dalla Fondazione Luigi Einaudi, organizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Messina e la Fondazione Bonino-Pulejo e con il patrocinio della Regione Siciliana e di cinque Ordini professionali (Architetti, Avvocati, Ingegneri, Medici Chirurghi ed Odontoiatri, Notai) di Messina.

Lunedì 20 dicembre, alle ore 10.30, presso i prestigiosi locali de “Il Circolo” di Messina (sito in Via Garibaldi, 136), si svolgerà la cerimonia conclusiva della undicesima edizione messinese del ciclo di lezioni dedicato alle figure ed alle forme del pensiero liberale, con la consegna degli attestati di partecipazione ai corsisti e la premiazione dei vincitori delle cinque borse di studio, tutte del valore di € 500 ciascuna, messe in palio a favore dei corsisti (di età inferiore ai 32 anni e frequentanti almeno i 2/3 delle lezioni della Scuola) che hanno svolto delle tesine sui temi oggetto del corso. La prime quattro borse di studio, intitolate alla memoria del prof. Girolamo Cotroneo (cui è stato dedicato il corso), sono state stanziate dall’Università degli Studi di Messina (in numero di due), dalla Fondazione Bonino-Pulejo e dalla Fondazione Luigi Einaudi; la quinta borsa di studio, intitolata alla memoria del prof. Ernesto Paolozzi, è stata stanziata dal Coordinamento messinese della Fondazione Luigi Einaudi.

La cerimonia di chiusura sarà introdotta dagli interventi del prof. Francesco Trimarchi (Presidente de “Il Circolo”), del prof. Pippo Rao (Direttore Generale della Scuola) e dell’ing. Edoardo Milio (Responsabile Relazioni istituzionali della Scuola). A seguire, il prof. Giuseppe Gembillo (Direttore Scientifico della Scuola), tratteggerà un ricordo delle figure dei proff. Girolamo Cotroneo (1934-2018) ed Ernesto Paolozzi (1954-2021), illustri studiosi ed esponenti del Liberalismo italiano.

Saranno presenti all’incontro l’on. Roberto Lagalla (Assessore della Regione Siciliana all’Istruzione e Formazione professionale), il prof. Salvatore Cuzzocrea (Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Messina), il dott. Lino Morgante (Presidente della Fondazione Bonino-Pulejo), la prof.ssa Lea Reverberi Paolozzi, l’on. avv. Enzo Palumbo (Componente del Dipartimento Giustizia della Fondazione Luigi Einaudi) e l’avv. Giuseppe Benedetto (Presidente della Fondazione Luigi Einaudi).

La partecipazione all’evento è condizionata dal rigoroso rispetto delle misure anti Covid-19: ciascun presente dovrà essere munito di mascherina e di “Green Pass”, che verrà richiesto e controllato all’ingresso dal personale de “Il Circolo”.

Pippo Rao

Direttore Generale Scuola di Liberalismo di Messina

 

Che gli italiani attribuiscano una insufficiente importanza alla Scuola emerge da tutte le indagini periodiche che analizzano il nostro sistema scolastico in un rapporto comparativo con gli altri Paesi. Nell’ultimo rapporto l’OCSE ci informa, ad esempio, che la spesa per l’istruzione in Italia è pari al 3,6% del PIL mentre la media OCSE è del5%. Ne consegue chela nostra spesa per studente scende, in rapporto a quella degli altri Paesi, di almeno il 10% evidenziando il limitato interesse per una istruzione che metta al centro lo studente ed i suoi bisogni. In tempi dì Coronavirus, il confinamento della Scuola ha allontanato ulteriormente il raggiungimento dell’obiettivo proprio dell’istruzione, soprattutto nella scuola primaria e secondaria di primo grado. Il ricorso alla DaD, salutato come un grande merito della nostra Scuola, ha fatto registrare peggioramenti negli apprendimenti di tutti gli allievi. In primo luogo di quelli con disabilità, dei più poveri e degli immigrati che risultano, in gran parte, scomparsi dal radar della Scuola. Ma ciò che ha scandalizzato sono stati il milione di banchi a rotelle considerati “avanguardie educative”ed il nuovo pensiero pedagogico rivoluzionario alla base della nuova metodologia didattica. La scuola non ha messo le rotelle ma ha perduto le poche che le erano rimaste. Per rinnovare la Scuola italiana, occorre un Progetto-Scuola che attenzioni in modo serio il capitale umano, docenti per primi, e che inizi una vera lotta contro la povertà educativa ed a favore dell’unica uguaglianza possibile: quella nei punti di partenza perché il diritto allo studio sia patrimonio di tutti a partire da coloro colpiti dal ineguaglianze immeritate. Ma un effettivo rinnovamento della Scuola italiana potrà aversi con l’abolizione del valore legale dei titoli di studio, come accade, peraltro, nei Paesi anglosassoni. Questo rianimerebbe tutto il sistema scolastico mettendo fine, tra l’altro alla vecchia contesa fra Scuola statale e Scuola non statale e consentirebbe alla Scuola italiana di determinare, nella massima libertà, materie, programmi d’insegnamento, sperimentazioni. “Finché, ha scritto Valitutti, non sarà tolto qualsiasi valore legale ai certificati rilasciati da ogni ordine di Scuola, dalle elementari all’Universita’, non avremo libertà d’insegnamento ed avremo insegnanti occupati a ficcare nella testa degli scolari il massimo numero di nozioni…. Nozioni e non idee”Tutto cio’ al fine del “”pezzo di carta”che possa alimentare la speranza falsa dell’occupazione sicura. E,non è questo il compito della Scuola!

Pippo Rao