Scuola di Liberalismo 2020 Messina: 3 dicembre lezione di Enzo Palumbo

Scuola di Liberalismo 2020 Messina: 3 dicembre lezione di Enzo Palumbo

Giovedì 3 dicembre quindicesimo incontro della Scuola di Liberalismo 2020 di Messina

Quindicesimo appuntamento dell’edizione 2020, la decima, della Scuola di Liberalismo di Messina, diretta da Pippo Rao, promossa dalla Fondazione Luigi Einaudi ed organizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Messina e con la Fondazione Bonino-Pulejo.

La quindicesima lezione si svolgerà giovedì 3 dicembre, dalle ore 17 alle ore 19, sulla piattaforma Microsoft Teams, e sarà tenuta dall’Avv. Enzo Palumbo (già Senatore della Repubblica Italiana nella IX Legislatura e membro del Consiglio Superiore della Magistratura dal 1988 al 1990, nonché componente del Dipartimento Giustizia della Fondazione Einaudi), con una relazione dal titolo “Il Liberalismo come rappresentanza: riduzione dei parlamentari?”.

La partecipazione all’incontro è valida ai fini del riconoscimento di crediti formativi agli studenti dell’Università di Messina e agli avvocati iscritti al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Messina.

Pippo Rao

Direttore Generale Scuola di Liberalismo di Messina

 

SINTESI DELLA LEZIONE DI ENZO PALUMBO ALLA SCUOLA DI LIBERALISMO MESSINA 2020

Partendo dall’età classica e seguendone l’evoluzione storica, la lezione di Enzo Palumbo sul “Liberalismo come rappresentanza: riduzione dei parlamentari” ha illustrato le tappe attraverso cui la rappresentanza, dall’ambito privatistico in cui era confinata nell’evo antico, si è poco alla volta tramutata in rappresentanza prima degli interessi corporativi e poi della volontà popolare, sino a diventare un tutt’uno con le istituzioni liberali delle moderne democrazie.

Coessenziale alla rappresentanza, secondo Palumbo, è un sistema elettorale che consenta di rispecchiare effettivamente la volontà dei cittadini, traducendola in seggi da attribuire attraverso elezioni in cui ciascun voto sia “personale ed eguale, libero e segreto” come stabilisce l’art. 48 della nostra Costituzione.

Sotto questo profilo, la lezione ha evidenziato come, a partire dal 2005, con due leggi elettorali (porcellum e italicum) dichiarate incostituzionali, e pure con quella attuale (il rosatellum) ancora sub iudice in numerose Corti italiane, si sia pervicacemente compiuto un vero e proprio furto di democrazia rappresentativa, favorendo in ogni modo chi è già all’interno del sistema in danno delle nuove offerte politiche, e comunque impedendo ai cittadini di eleggere liberamente i loro rappresentanti.

Tale situazione si è ulteriormente aggravata con la recente riduzione del numero dei parlamentari, che ha stirato, sino a romperlo del tutto, il filo che lega la piccola quota di sovranità popolare di ogni cittadino al Parlamento, di fatto finendo per ridurne la capacità rappresentativa e provocando una serie di conseguenze ordinamentali, dettagliatamente elencate da Palumbo nella sua puntigliosa lezione, in termini che si rifletteranno sulla tutela delle minoranze parlamentari e sulla stessa funzionalità delle Camere.

La situazione si aggraverà ulteriormente se verranno portate avanti alcune altre riforme che sono già all’esame e che finirebbero per delegittimare definitivamente il Parlamento, ove mai venisse introdotto per i parlamentari un qualche vincolo di mandato e venisse approvato il c. d. referendum contrappositivo tra leggi già votate dalle Camere e proposte d’iniziativa popolare, come vorrebbe fare il partito 5Stelle: un esito nefasto per la democrazia parlamentare, che è tutt’uno con la democrazia liberale, e che tocca quindi ai liberali di contrastare in ogni modo possibile.