Putin e i falsi

Putin e i falsi

Nel corso della storia, una lunga storia, la Russia ha tentato diverse volte di dividere l’Occidente. Una delle costanti geopolitiche in quell’area è idea che è questa grande potenza asiatica e, per un pezzo, europea non debba avere i suoi confini occidentali nulla di forte o, comunque, di significativo.

Quindi, ha sempre provato ad avere dentro ciascun Paese che sta dalla parte occidentale delle quinte colonne, delle componenti politiche e culturali che lavorassero a dividere e ad indebolire l’Occidente.

Ciascuno di noi se lo ricorda. Io ho 62 anni e sono cresciuto nell’Europa e nell’Italia in cui c’era il forte Partito Comunista Italiano, che era finanziato dall’Unione Sovietica. L’Unione Sovietica era la forma federale che la Russia aveva preso dopo la rivoluzione d’ottobre, ma sempre Russia era. La geopolitica non cambia con le stagioni o con i regimi politici.

Dalla parte occidentale ci sono stati, quindi, spesso, un gruppo di volontari votati all’indebolimento. Oggi, invece? Oggi l’Occidente si presenta molto unito, molto compatto ed è la ragione per la quale l’operazione di aggressione all’Ucraina è comunque destinata alla sconfitta.

Eppure ci sono forze che provano a dividere e ad indebolire, cercando le ragioni della Russia. In questa ottica, Putin ha delle ragioni: la più forte di queste tesi è quella secondo la quale egli reagirebbe al fatto che la NATO – Alleanza Difensiva Occidentale – gli è arrivata fino in casa, laddove era stata data assicurazione che questo non sarebbe mai capitato.

Ma veramente le cose stanno così? Tutto nasce da una desecretazione, che è stata ripresa dal quotidiano tedesco Spiegel, di un documento che dimostrerebbe questo: lo ha desecretato la Russia? Lo hanno messo in giro loro? No. Lo ha desecretato un archivio inglese ed è un documento del marzo 1991.

Non è un trattato, non è un accordo. È solo un verbale di una riunione del marzo 1991 in cui dei diplomatici, rappresentanti anche della NATO e dell’Occidente convengono su questo: la NATO non si sarebbe dovuta espandere ad est, ma, ricordiamo, non è un trattato.

In compenso, c’è un trattato vero del 1994 firmato, bollato, protocollato, che quando si denuclearizza l’Ucraina, le parti si impegnano a tutelare l’incolumità dei confini: infatti, prima era parte dell’Unione Sovietica, mentre in un momento successivo diventa uno Stato indipendente. A questo punto, lì si trovano le armi nucleari sovietiche, riprese, quindi, dalla Russia. Putin ha violato questo di accordo.

Inoltre, l’Unione Sovietica crolla nel dicembre del ‘91. Pertanto, a marzo del ’91 la Russia così come è oggi ancora non esiste. Infatti, Russia non è sinonimo di Unione Sovietica, in quanto l’Unione Sovietica comprendeva un numero notevole di Stati, che, a seguito del suo crollo, diventano indipendenti.

E comunque, la Polonia, ex Patto di Varsavia, blocco dell’est, entra nella NATO nel 1999. Questa potrebbe essere la prova che Putin ha ragione, che la NATO gli è arrivata in casa. La Polonia, però, non è proprio “casa sua”, pur essendo compresa nel Patto di Varsavia.

Questo giustificherebbe Putin? No, perché nel 2002, Putin in persona, partecipa ad un patto di fratellanza, amicizia e collaborazione con la NATO, a Pratica di Mare, in Italia. Si fotografa anche insieme a Bush e Berlusconi, mentre stringe loro la mano. Sapeva benissimo che nel 1999 la Polonia era entrata nella NATO, solo che non lo considerava un elemento di accerchiamento.

Dunque, questa tesi è una balla colossale, così come lo era la potenza economica dell’Unione Sovietica e il suo avanzamento scientifico. Questa narrazione è crollata miseramente, dopo aver negato la libertà.

È la stessa fine che farà Putin.​