Prezzi calanti

Prezzi calanti

Se si toglie dal cesto il gas (che i russi bruciano e si compra più caro altrove), il prezzo delle materie prime sta scendendo. Compreso quello del petrolio, tanto che è diminuito anche il prezzo al distributore. Benché se ne parli meno di quando aumenta. Il prezzo dei vegetali è complessivamente sceso del 19.2%, i cereali dell’11. Nel solo mese di luglio il grano è sceso dell’8.8%. Ciò significa che l’inflazione importata, quella cui non si può porre rimedio, che tocca pagare e basta, è destinata a scendere. Come era nelle previsioni della Banca centrale europea.

Grosso modo la metà dell’inflazione nell’area dell’euro era importata, il che comporta uno sforzo interno per ridurla di un 2%, in modo da arrivare all’obiettivo della Bce. Si può fare.

Però occorre evitare di trovarsi nella condizione degli Usa, con inflazione autoprodotta. I salari, per intendersi, devono aumentare facendo crescere la produttività, non inseguendo i prezzi, altrimenti ci facciamo del male facendo finta di fare del bene.

La Ragione