L’Europa dei diritti tra valori e falsi miti ma sempre da difendere – Gazzetta del Sud 14/05/2019

L’Europa dei diritti tra valori e falsi miti ma sempre da difendere – Gazzetta del Sud 14/05/2019

I tanti volti dell’Europa unita e i rapporti tra scienza e liberalismo sono stati al centro delle ultime giornate della “Scuola di Liberalismo”. «L’Europa unificata segna il progresso comune», questa frase di Gaetano Martino, citata da Pippo Rao, ha concluso l’incontro con il giornalista e opinionista toscano Davide Giacalone, il quale ha incontrato i corsisti della “Scuola” e in serata i soci del “Circolo”. Giacalone vanta una carriera sia nel campo giornalistico che politico: dal 1987 al 1991 è stato consigliere del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni Oscar Mammì. Saggista, ha scritto di versi testi dedicati ai cattolici in politica, l’Europa dei diritti, il sistema radiotelevisivo, la comunicazione politica, la Terza Repubblica.

Nella sua “lezione”, non sono mancate provocazioni, riflessioni e analisi dei dati, con al centro questa Europa, secondo Giacalone “la migliore possibile”: l’integrazione economica, la caduta del Muro di Berlino e il ruolo della Germania, l’entrata dell’Euro, veri e falsi miti dell’Unione Europea, lo scottante tema dell’immigrazione e della questione libica, con la necessita di superare molti nodi e conoscenze di questa realtà complessa e articolata.

Il prof. Giuseppe Gembillo, docente di Storia della filosofia del nostro Ateneo e apprezzato studioso del rapporto tra filosofia e scienze e delle teorie della complessità, si è soffermato sul liberalismo della scienza attraverso la figura di due grandi scienziatifilosofi, Heisenberg e Prigogine. Due grandi intellettuali che hanno teorizzato sistemi complessi e “aperti”, superando ogni dogma dello scientismo, in un visione “relativistica” e dinamica del sapere.

Al centro del liberalismo scientifico, i nuovi modelli della scienza novecentesca, antideterministici e legati a relazioni di “indeterminazioni”: cade la struttura logica classica della fisica, e al centro del sapere viene posto il soggetto individuale e l’interazione sociale. Gli esseri viventi sono “sistemi aperti” che, seguendo un modello antropico, si scambiano materia, energie, calore,interagendo e influenzandosi costantemente.

Il russo Ilya Prigogine (Nobel per la Chimica nel 1977, che venne a Messina nel 1997), pioniere della “scienza della complessità” (insieme, tra gli altri, al fisico messinese Tito Arecchi) ha superato il dogma dell’eternità dei fenomeni naturali e sociali e ha teorizzato l’instabilità dei sistemi complessi. Anche città e stati creano macrosistemi che interagiscono tra loro, in un sistema in rete dinamico e interattivo. Una visione che pone l’individuo al centro di modelli “aperti”, caratterizzati da influenze reciproche.

Sergio Di Giacomo

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