#laFLEalMassimo – Episodio 51: Infrastrutture culturali (che mancano)

#laFLEalMassimo – Episodio 51: Infrastrutture culturali (che mancano)

Nuovo episodio de #LaFLEalMassimo per la Fondazione Luigi Einaudi oggi cerco di catturare un profilo un po’ sfuggente, potremmo chiamarla forma mentis o mindset con terminologia meno antiquata a me piace parlare di “infrastrutture culturali”.

Partiamo da un aneddoto e dalla DAD che come abbiamo visto non è la didattica ma è la Diseguaglianza a Distanza. L’informazione mi è stata riferita da diversi conoscenti affidabili e confermata su vari social anche se non l’ho verificata di persona.

Dopo la pausa per le festività Natalizie entrano in vigore nuove normative per le a scuola si va in remoto se ci sono un certo numero di positivi in classe.

Non entriamo nel merito e nei dettagli, limitiamoci a constatare che un individuo normodotato legge la questione in questi termini: se gli studenti di una classe sono stati insieme e uno o più di essi risulta positivo si interviene in qualche modo eventualmente introducendo le lezioni a distanza.

Ci sono istituti che hanno interpretato la norma in senso follemente burocratico e hanno sottratto alla didattica in presenza anche classi che non si incontravano da settimane, da prima delle festività e gli studenti sono risultati positivi durante le vacanze. Tanto formalmente il requisito di n positivi in classe sussisteva anche se i ragazzi non si erano mai potuti contagiare.

Ora sono sicuro che i sacerdoti del formalismo avranno numerosi appigli e potranno dire che la norma è scritta male e che i poveri funzionari si limitano ad applicare le regole. La storia però dovrebbe insegnarci che dire “eseguivo gli ordini” non è esattamente una giustificazione valida.

Le infrastrutture culturali sono quelle che ti dovrebbero far capire che la norma serve a limitare i contagi e dunque non c’è formalismo che tenga per applicarsi a chi materialmente non si è mai potuto contagiare. Che se in emergenza sanitaria si danno sussidi alle partite IVA se hai 10 società vuote, senza dipendenti forse non dovresti richiede il beneficio.

Possiamo chiamare tutti i salvatori della patria che volete e farci dare decine di miliardi dall’Europa, ma non c’è speranza di crescita o di futuro o possibilità che si riesca a trattenere in Italia i giovani e le persone più capaci, finché la cultura ottusa della forma rimane tanto diffusa con le conseguenze devastanti che conosciamo.

Arrivederci dalla #FLEalMassimo.