#laFLEalMassimo – Episodio 5 – Super Evasore, l’eroe di tutti i politici

#laFLEalMassimo – Episodio 5 – Super Evasore, l’eroe di tutti i politici

Episodio 5 –  Super Evasore l’eroe di tutti i politici

E’ più scaltro di Arsenio Lupin, più intelligente e diabolico di James Mo-riarty storico antagonista di Sherlock Holmes e vergognosamente ricco in modo indebito come Rockerduck nemico giurato di zio paperone.

Tra i suoi nemici si possono annoverare la logica aristotelica e il rasoio di Occam

E’ superEvasore paladino dei mestieranti della politica, capro espiatorio in stile Malaussène a formidabile arma di distrazione di massa nei confronti dei reali problemi del paese.

Vediamo un bambino,  il piccolo Hans Christian interrogarsi pensoso sui vestiti nuovi dell’imperatore del Grillo: cosa avranno di diverso gli idraulici e i professionisti italiani da quelli degli altri paesi? Perché questa ossessione nei confronti dell’evasione, principale problema del paese come il traffico del film di Johnny Stecchino?
Non è più semplice pensare che sia lo stato a non essere capace o a non avere la volontà di farsi pagare? E’ più credibile che l’evasore medio italico sia una formidabile escapista come Harry Houdini o che il meccanismo di verifica e sanzione degli illeciti del belpaese sia efficace ed efficiente come i ranghi organizzativi dell’antica Bisanzio?

Se tanti contribuenti cooperano per frodare il fisco, perché per ogni venditore disonesto è necessario che ci sia anche un compratore complice, non sarà per caso che l’intero sistema è assurdamente oppressivo e intollerabilmente ingiusto? Sarà mica che pagare imposte oneste a un sistema che funziona può essere accettabile, se non gratificante, mentre pagare imposte elevate per uno stato che funziona male è percepito come l’ennesima beffa che si aggiunge al danno?

Quando le domande si fanno scottanti arriva SuperEvasore con la sua arma segreta, il controfattuale superfisso: se tutti pagassimo tutte le tasse sparirebbe la fame nel mondo e il riscaldamento globale e secondo alcune stime anche i film di Christopher Nolan avrebbero una trama lineare.

Inutili gli sforzi di un’altra bambina, la  piccola Cassandra, che cercava di spiegare ai propri genitori la traslazione d’imposta, e il patto occulto tra evasori e cooperanti. La sentiamo dire in vano ai genitori che se tutti avessero cognizione del livello reale dell’imposizione del paese ci sarebbe una rivolta. Che forse una tolleranza opportunistica dell’evasione da parte di politici e funzionari della pubblica amministrazione è un ingranaggio del sistema perverso che lega l’imposizione oppressiva alla spesa improduttiva.

Ma ancora superEvasore scende in campo con la lotta al contante e il contrasto d’interessi. Se tutti pagassimo in digitale e il mondo sarebbe un paradiso in terra e il bilancio dello stato una sorta di moto perpetuo nel quale le deduzioni degli uni sono nuove imposizioni per gli altri. Folle di contribuenti ottenebrati dal sostituto d’imposta sciamano per le strade chiedendo il sangue dei perfidi evasori mentre lentamente prende fuoco una quantità di libri di logica, aritmetica e contabilità grande quanto la biblioteca di Alessandria.

L’ultimo bambino ha gli occhiali tondi come Harry Potter, ma usa argomenti degni del Grillo Parlante: se veramente si volesse ridurre l’evasione fiscale invece di distorcere le regole che non vengono rispettate di opprimere chi si comporta in modo onesto, non si potrebbero solo fare dei controlli? Usare la tecnologia per incrociare i dati e far rispettare la legge come avviene in ogni paese civile?

Ma superEvasore ci sorride beffardo e assesta il colpo finale: il suo vero superpotere è l’avversione di tutta la classe politica e burocratica nei cofronti di un sistema fiscale più semplice e più giusto che limiterebbe i margini per abusare delle spesa pubblica da cui dipende il consenso dei politici e il potere dei burocrati.

Quindi SuperEvasore trionfa nel ripudio della logica e del buonsenso, nella fede ideologica che ossessiona i tassatori compulsivi e ai giovani non resta che scansarsi in tempo prima che il leviatano li schiacci col suo peso.

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