#laFLEalMassimo – Episodio 37: Scuola, Conoscenza e (è?) libertà

#laFLEalMassimo – Episodio 37: Scuola, Conoscenza e (è?) libertà

Scuola, Conoscenza e (è?) libertà

Nuovo episodio de la #FLEal Massimo per la Fondazione Luigi Einaudi a cura di Massimo Famularo.

Oggi parliamo di un’altra robetta da poco: il legame tra conoscenza e libertà. Nel mio libro di geometria della quinta ginnasio, in quarta di copertina, c’era un aneddoto che trent’anni dopo trovo edificante.

C’è il maestro che passeggia con i suoi discepoli, forse Euclide, forse qualcun altro non importa. Un incauto seguace ha l’ardire di chiedere: ”maestro, quali vantaggi pratici potrò ottenere dallo studio della Geometria?” Senza scomporsi, l’illuminato sapiente chiama un servo e gli dice “dà una moneta a quest’uomo, perché è uno di quelli che non studia, se non può ricavarne qualche utile”.

Da ragazzo, mi sembrava che quella storia raccontasse la nobiltà della cultura e della conoscenza, degli obiettivi che devi perseguire senza badare al costo o ai risvolti pratici. Oggi ci vedo l’arroganza dei monopolisti del sapere, che dall’altro della loro torre d’avorio quasi disprezzano chi si dedica alla pratica, quelli che con il loro lavoro manuale gli permettono di passare il tempo dialogando dei massimi sistemi.

Ma sarebbe bieco populismo immaginare una contrapposizione tra teoria e pratica, che non esiste, non è mai esistita ed un mero vezzo per mezzo del quale chi dispone di privilegi cerca di difenderli a spese degli altri.

La malattia culturale del disprezzo per i risvolti pratici e per la convenienza individuale porta all’assurdo di sistemi scolastici che sfornano eruditi incapaci di ragionare in modo critico per trovare soluzioni innovative ai piccoli di cui è costituita la realtà in cui viviamo. Una malattia che produce caste ereditarie, professionali, lavorative e finanche imprenditoriali, che perpetua disuguaglianza geografiche, di genere, di estrazione sociale, che favorisce l’addensarsi della palude nella quale da troppo tempo affonda il nostro paese.

Oggi mi piace pensare che quello studente irrispettoso dell’aneddoto possa aver fondato una scuola concorrente per mettere in discussione le certezze del maestro e diffondere il dubbio che parlare anche di utilità pratica non sia un sacrilegio ma il punto di partenza di infinite opportunità.

Per altre storie sconvenienti e racconti irriverenti continuate a seguire la FLE al Massimo, ogni settima per la Fondazione Luigi Einaudi. Arrivederci.

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