La sanità privata? Più veloce (e a volte meno costosa) di quella pubblica

La sanità privata? Più veloce (e a volte meno costosa) di quella pubblica

La sanità privata è più veloce e, spesso, anche meno costosa di quella pubblica. È quanto emerge da uno studio commissionato dalla Funzione Pubblica Cgil e condotta dal Consorzio per la Ricerca Economica. Preceduti da cinque domande sul tema a Davide Giacalone, giornalista e vicepresidente della FLE, abbiamo raccontato i dati più salienti in una infografica

1) Sanità e conti pubblici: i tagli al personale e agli ospedali di questi anni sono stati inevitabili e necessari o lineari e inefficienti?

Inevitabili, necessari, lineari e inefficienti. Purtroppo non si escludono a vicenda. La spesa va riqualificata e gli sprechi tagliati, valutando la corrispondenza fra costi e risultati. I tagli devono far bene alla salute.

2) Sanità italiana, due modelli a confronto: meglio la mutua o il SSN subentrato dal 1978. E perché?

Le mutue funzionavano bene e lasciarono un patrimonio, quando furono chiuse. Avevano il difetto di coprire solo i mutuati e le loro famiglie. Il SSN ha funzionato male, burocratizzato i medici e generato buchi. La riforma Bindi ha politicizzato le nomine. La regionalizzazione ha disastrato anche il SSN e generato voragini.

3) Il Buono sanità teorizzato da Milton Friedman è una buona proposta? E IN Italia sarebbe applicabile?

Ogni tanto qualcuno pesca idee di Friedman (come l’imposta negativa) e le lancia manco fosse un collettivista. Quelle proposte sostituiscono, non si sommano a quel che c’è. Presuppongono la chiusura del welfare state. Sicché se ne può discutere in sede teorica, ma sono lontane anni luce dalla realtà italiana e dalle intenzioni di quelli stessi che le espongono.

4) Sanità USA buona per i ricchi e cattiva per i poveri: mito o realtà?

La riforma Obama ricorda le mutue. Occhio a non pensare che la realtà sia immutata, altrimenti sarebbe lecito, in Italia, cercare il dottor Terzilli.

5) Sanità cubana tra le migliori al mondo: mito o realtà?

E durante il fascismo i treni arrivavano in orario e si dormiva con le porte aperte. Fortuna che ci si è svegliati.[spacer height=”20px”]