La pantomima della (non) sfiducia a Bonafede

La pantomima della (non) sfiducia a Bonafede

Nessuno ieri ha discusso seriamente dell’operato di Bonafede, di Giustizia, di governo della cosa pubblica, si è proceduto ad una pantomima. E gli italiani se ne sono resi conto. Il commento di Giuseppe Benedetto, presidente della Fondazione Luigi Einaudi.
C’è un mondo fuori dal Parlamento. Quando c’è la cesura tra questo mondo e quel che avviene in Parlamento, la situazione diviene pericolosa. Si interrompe il rapporto virtuoso tra eletto ed elettore, tra cittadini e loro rappresentanti.

Cosa è avvenuto ieri in Parlamento? La discussione e il voto su due mozioni di sfiducia ad personam verso il Guardasigilli.

Quale pathos avete avvertito, quale interesse il Paese ha dimostrato per quanto avveniva all’interno dell’assemblea legislativa?
Nulla. Il nulla assoluto.

Quanto vuoti appaiono i partiti e i suoi rappresentanti? Quanto non più credibili sono divenuti i reiterati penultimatum?

Siamo sull’orlo del ridicolo. In politica tutto può essere digerito. L’incapacità, la disonestà, la mediocrità, ma c’è una legge ferrea: di fronte al ridicolo sei travolto.

Per favore forze politiche tutte, rappresentanti della maggioranza, dell’opposizione e della terra di nessuno dei penultimatum, risparmiateci questi penosi spettacoli.

Lo diciamo da strenui difensori della democrazia parlamentare. Anzi, proprio per questo. Lasciamo stare i nobili principi, le battaglia ideali, ma almeno un po’ di coerenza la pretendiamo.

Nessuno ieri ha discusso seriamente dell’operato di Bonafede, di Giustizia, di governo della cosa pubblica, si è proceduto ad una pantomima. E gli italiani se ne sono resi conto. Non perché vi abbiano ascoltato, ma perché vi hanno riconosciuto.

Pubblicato su Formiche