Fondazione Einaudi: ambasciatori EAU e Bahrein su Accordi di Abramo

Fondazione Einaudi: ambasciatori EAU e Bahrein su Accordi di Abramo

GD – Roma, 2 feb. 21 – Sugli Accordi di Abramo, la dichiarazione congiunta tra Israele, Emirati Arabi Uniti e Bahrein siglata l’anno scorso, sono intervenuti gli ambasciatori dei due Paesi in Italia in occasione della loro partecipazione al convegno online ”Gli accordi di Abramo: una speranza per il futuro”, organizzato a Roma dalla Fondazione Luigi Einaudi.
«Gli accordi di Abramo firmati il 15 settembre 2020 rappresentano una pietra miliare nella storia del Medio Oriente», ha detto Omar Obeid Mohamed Alhesan Alshamsi, ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti in Italia. L’ambasciatore ha poi rimarcato i valori di pace, coesistenza e tolleranza degli Emirati Arabi Uniti in una «nuova visione di prosperità globale» importante per le generazioni future. «Sin dalla fondazione degli Emirati Arabi Uniti, il nostro obiettivo è stato lo sviluppo degli Emirati e la cooperazione con gli altri Paesi», e gli accordi di Abramo rappresentano un passo in questa direzione. «Quest’anno continueremo tale percorso con Expo 2020 Dubai», all’interno della quale ci sarà «un mega evento» per celebrare la collaborazione con altre nazioni finalizzata a un futuro migliore.

L’ambasciatore dell’EAU ha anche evidenziato il ruolo dell’Italia, «importante partner» dalle relazioni storiche. Per quanto riguarda i settori della collaborazione, quelli elencati dall’ambasciatore emiratino sono economico, sanitario e ambientale, ma anche scientifico, tecnologico, energetico, agricolo e di sicurezza alimentare. «Dobbiamo collaborare ora più di sempre per il futuro nostro e dei nostri figli», ha concluso.

Da parte sua Naser Al Belooshi, ambasciatore del Regno del Bahrein in Italia, ha affermato che «Gli accordi di Abramo sono basati sull’accettazione dell’altro, e fanno voltare pagina» in direzione di «una soluzione giusta e completa nel conflitto tra Israele e Palestina». Tale soluzione è quella «a due Stati», come convenuto nel summit della Lega araba nel 2002.

L’ambasciatore ha ricordato poi che il Bahrein ha ospitato la conferenza per la presentazione della parte economica del Piano dell’ex presidente Usa Trump ‘Pace per prosperità’, nella quale si è parlato di come aiutare i palestinesi. «Crediamo che i palestinesi abbiano bisogno di uno sviluppo economico, sociale e di migliori standard di vita», ha aggiunto. Per quanto riguarda l’accordo con Israele, il diplomatico lo ha definito «win-win», con 13 memorandum d’intesa seguiti e riguardanti viaggi, commercio, trasporti, formazione, scienza, tecnologia e investimenti, che si aggiungono a «operazioni anti-terrorismo, contro Daesh o Hezbollah».

Il rappresentante del Bahrein in Italia ha inoltre sottolineato la libertà di culto garantita nel Paese alle persone di qualsiasi religione. «In Bahrein si possono vedere moschee, chiese, sinagoghe, e templi indù. I riti in pubblico di altre religioni» rappresentano «una parte normale della nostra vita quotidiana. La società del Bahrein è tollerante e la diversità è protetta e celebrata dalle persone e dalla costituzione», nell’articolo 22, ha inoltre specificato il diplomatico.

Giornale Diplomatico