Eravamo la culla del diritto, siamo diventati i bulli del diritto

Eravamo la culla del diritto, siamo diventati i bulli del diritto

La Cedu, che non è l’università di Del Piero ma la corte europea dei diritto dell’uomo, dunque per la maggioranza degli italiani fumisteria da professoroni, ha giudicato inumano e degradante l’ergastolo ostativo cui fa ricorso la giustizia italiana. L’ergastolo ostativo è quello che nega al condannato la speranza di recuperare un giorno la libertà, e in Italia lo stanno scontando oltre mille detenuti. La Corte si è espressa sul caso di Marcello Viola. Caso interessantissimo: Viola è mafioso, omicida, sequestratore. Nella smania contemporanea di giudicare al volo tutto e tutti, lo si potrebbe dire il peggio del peggio. Non ha benefici, cioè non uscirà mai, perché non si è pentito, almeno non nella nostra bizzarra accezione. Pentirsi, ecco una categoria forse afghana del diritto, di sicuro italiana, come se il pentimento non fosse una faccenda da sbrigare con la coscienza, anziché con gli inquirenti. Però funziona così: se parli e sputtani qualcuno, ti diamo un premietto. Ma ci pensate all’orrore di un baratto del genere? Be’, la Cedu lo ha detto meglio ma lo ha detto: fa un po’ schifo. Non solo, ha anche ricordato che per la Convenzione europea dei diritti umani e, aggiungiamo qui, per la Costituzione italiana, la pena deve tendere alla rieducazione, e a nessuno può essere sottratto l’obiettivo del ritorno nel consesso civile. Ci toccherà adeguarci, nonostante i due statuti confliggano con l’evoluzione della sensibilità penale italiana, che poggia su due capisaldi: buttare le chiavi e marcire in cella. Un bell’indizio, che siamo diventati i bulli del diritto, dacché ne eravamo la culla.

da La Stampa, pag. 1 del 14 Giugno 2019