La borsa di studio al piccolo imprenditore delle merendine

Il 13 dicembre, presso la sede della Fondazione Einaudi, si è svolta una piccola cerimonia nella quale è stata assegnata una borsa di studio al giovane studente di Moncalieri sospeso perché vendeva merendine. Presenti le principali televisioni nazionali.

“È chiaro che in un Paese tutti devono rispettare le regole e pagare le tasse, ma le regole devono essere sensate e le tasse proporzionate. E l’idea che a scuola un ragazzo non possa vendere qualche merendine ai suoi compagni non è sensata.” Così Davide Giacalone, in qualità di vicepresidente della Fondazione Einaudi, ha spiegato la scelta di assegnare una borsa di studio al ragazzo che commerciava merendine nell’Istituto Pininfarina di Moncalieri.

Su due concetti, però, è stato inflessibile e netto: “il regolamento dell’istituto va rispettato e a scuola si va per studiare, non per commerciare.”

Il Presidente Giuseppe Benedetto ai microfoni del Tg1 ha precisato la valenza simbolica della borsa di studio: “Il premio è un gesto simbolico. In una società che muore di statalismo e burocrazia, abbiamo voluto premiare un ragazzo che, con una semplice operazione commerciale, ha prodotto un reddito per sé e servizi per gli altri. Un giovane liberale, anche se inconsapevole. Naturalmente, non intendiamo metterci contro l’istituto scolastico.”

Benedetto ha poi puntualizzato il punto di vista della Fondazione sulla natura illegale del gesto del ragazzo: “Il vero problema non sono i 20 centesimi di lucro, ma una società e un Paese che stanno morendo a causa di regole ossessive e ossessionanti. Abbiamo voluto dare un segnale. Più che l’azione del ragazzo, abbiamo premiato lo spirito d’iniziativa.”

Non potevamo dimenticare Leonardo, “il piccolo imprenditore delle merendine”. Accompagnato dal padre e dai due fratellini (la madre era assente per motivi familiari) il ragazzo è apparso educato, per nulla sfrontato e al tempo stesso con le idee chiare su passato e futuro delle proprie attività commerciali.  Alle telecamere ha spiegato che, attraverso il commercio delle merendine, aspirava ad avere qualche spicciolo in più – la sua è una famiglia monoreddito, con padre operaio – e al tempo stesso a dare un servizio ai compagni, che con la sua attività, potevano risparmiare fino al 50% su ogni prodotto.

Leonardo ha pure ammesso che, a un certo punto, la situazione gli è sfuggita di mano e ha promesso di dedicarsi, nell’immediato, solo agli studi. Il futuro, però, è nel commercio. “Con i soldi ricevuti sto pensando di andare in Portogallo. Lì, un giorno, potrei aprire un’attività imprenditoriale nel campo alimentare. Il motivo? Posto meraviglioso e poche tasse.” 

Articolo Carlo Lottieri, Il Giornale 22 novembre 2016

Articolo Maurizio Crippa, Il Foglio 14 dicembre 2016

Intervista Presidente Benedetto, NotizieNazionali

Intervista Radio Capital e articolo Repubblica.it

Articolo theFielder

               
Condividi
  •  
  •  
  •  
  •  

Ti potrebbe interessare anche:

“Altro che regime sovietico!” Lo scorso 13 dicembre, presso la sede della Fondazione Einaudi, si è svolta una piccola cerimonia nella quale è stata assegnata una borsa di studio al giovane studente di Moncalier...