E referendum sia

E referendum sia

Sul taglio dei parlamentari, la disponibilità a firmare da parte dei parlamentari per chiedere il referendum confermativo è arrivata su spinta della Fondazione Einaudi. Al Senato di firme ne servono 64 e in parte sono pronte a essere formalizzate. Per Giuseppe Benedetto, che della fondazione è il presidente: «Con il taglio dei parlamentari è stata commessa una violenza nei confronti della Costituzione ed è necessario il giudizio degli italiani». L’approvazione della legge che riduce a 400 i deputati e a 200 i senatori ha convinto la Fondazione Einaudi a istituire un comitato per avviare la raccolta delle firme, oltre che a Palazzo Madama, anche alla Camera, dove ne servono 126, vale a dire un quinto degli eletti. L’alternativa sarebbero 50o mila firme di cittadini o il via libera di cinque consigli regionali. Il referendum costituzionale si può chiedere se un testo non ottiene la maggioranza qualificata nelle ultime letture. Ed è ciò che è accaduto al Senato con la terza dell’u luglio 2019. Entro tre mesi serve il deposito delle firme in Cassazione. «È un appello rivolto a tutti i parlamentari, anche a chi ha votato sì al taglio», dice Benedetto. La Fondazione Einaudi, che il 12 ottobre a Milano sul tema del diritto dei cittadini «a riprendersi la parola» ha organizzato l’incontro #stanchidipagare, presenti tra gli altri Dominick Salvatore, Oscar Girino e Davide Giacalone, alla Camera ha raccolto la disponibilità sia dal centrodestra sia dal centrosinistra. Benedetto prevede un esito «a sorpresa» del referendum, visti anche i precedenti del 2006 e del 2016 dove già il taglio era stato bocciato. «E infimo giustificare questa riforma con il risparmio di denaro pubblico», sostiene il presidente, «non c’è un costituzionalista d’accordo, esclusi i pochi schierati politicamente. Se diminuisce la rappresentanza diminuisce la democrazia». Quanto alle promesse misure compensative, tra cui la nuova legge elettorale, Benedetto è scettico: «E se poi non le facessero?».

di Franco Stefanoni, Corriere della Sera 11 Ottobre 2019 pag. 12