Tasse, perché nessuno le diminuisce

Tasse, perché nessuno le diminuisce

Meno imposte e meno tasse, una speranza piuttosto diffusa. In campagna elettorale è la promessa di tutti. In diversi poi sostengono di esserci realmente riusciti, anche se i beneficiari non sempre se ne erano accorti.

La domanda è: perché una cosa tanto voluta non si riesce a realizzarla? Perché è meno facile di quel che si racconta a chiacchiere. Il 44.9% dei contribuenti, pari al 62% della popolazione, genera il 4% del gettito fiscale.

All’opposto: il 5% dei contribuenti versa il 40% della raccolta fiscale. Se si vuol far scendere la pressione fiscale sui redditi a chi si fa lo sconto: ai tanti o ai meno? Siccome la risposta è ovvia, essendo difficile sgravare chi già lo è o già provvede a non pagare, ecco che diventa politicamente impervia.

Allora si faccia scendere la pressione sulla produzione e sul lavoro. Giusta strada, ma gli effetti si vedono dopo qualche tempo. Mentre tutti hanno sempre fretta di vendere risultati (talora immaginari). E, in ogni caso, se si vuole meno fisco senza aumentare i debiti (che sono fisco futuro) si devono comprimere le spese.

Con una difficoltà: si considerano essenziali quelle di cui si beneficia e sprechi quelle verso altri. Ciascuno difende il proprio essere riscossore, dimenticando d’essere anche pagatore. Per paura di perdere si evita di cambiare, senza, però, rinunciare a imprecare.

Ecco la magia: quel che tutti vogliono nessuno lo afferra. Per difetto di capacità e volontà. Più che magia è un maleficio.

Davide Giacalone, 4 maggio 2018

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