Il grande flop dei Centri per l’impiego

I numeri dei Cpi commentati da Davide Giacalone

36.000 persone all’anno trovano lavoro grazie ai Centri per l’impiego. Considerato che presso quei centri lavorano in 8.000, ne deriva che ciascun addetto lavora per 4 persone all’anno. In pratica il solo lavoro che hanno prodotto è il proprio.

A questo si aggiunga il cattivo esempio: se anche dove il lavoro dovrebbe essere l’oggetto dell’attività si agisce con scarsa preparazione e infinitesimale produttività, risulta evidente che del mercato del lavoro si ha e si pratica un’idea che è l’esatto opposto di quella che potrebbe e dovrebbe creare sviluppo e occupazione. Se la misurazione della produttività e della redditività dei soldi investiti non si riesce a farla in quella casa è fantasioso supporre che gli abitanti possano promuoverla altrove.

Ci ripetiamo queste cose con disincanto e, anche, rassegnazione. Salvo dovere ricordare che questo significa rassegnarsi ad un’Italia che cresce poco e perde terreno rispetto agli altri Paesi europei. Una via che porta prima al declino e poi al degrado. L’alternativa esiste, eccome, ma parte dallo smantellare ciò che è inutile e intralciante, premiando le buone pratiche e punendo quelle cattive. Una rivoluzione che avrebbe effetti clamorosi.

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