FLER News n.3

FLER News n.3

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 EINAUDIANAMENTE  

A proposito della legge elettorale e del Parlamento dei nominati

La classe politica non si forma da sé, né è creata dal fiat di una elezione generale. Ma si costituisce lentamente dal basso; per scelta fatta da gente che conosce personalmente le persone alle quali delega la amministrazione delle cose locali piccole; e poi via via quella delle cose nazionali o inter-statali più grosse. […] Dove non esiste il governo di se stessi e delle cose proprie, in che consiste la democrazia?” (Luigi Einaudi, Via il prefetto!, in «L’Italia e il secondo Risorgimento», 17 luglio 1944)”.

 La legge di stabilità  

Il dibattito politico è attualmente concentrato – caso Cancellieri a parte – sulla legge di stabilità, all’esame del Senato in prima lettura. Agli inizi di settembre, nella prospettiva della sua presentazione in Parlamento, Confindustria e sindacati, in un documento congiunto, avevano dato voce alla speranza degli italiani che questa fondamentale legge dello Stato potesse contribuire significativamente allo sviluppo economico e alla crescita dell’occupazione del nostro Paese.

Agli auspici, le forze sociali avevano aggiunto il suggerimento di cosa e come fare. In sintesi, meno imposte su lavoro e imprese, meno costi dell’energia, incentivazione degli investimenti in ricerca e innovazione, attuazione dell’agenda digitale e sviluppo della green economy. Come risultato, più domanda interna e più competitività e, quanto alle coperture finanziarie occorrenti, privatizzazioni e una revisione della spesa pubblica mirata agli aspetti istituzionali: abolizione delle Province, accorpamento dei Comuni più piccoli, città metropolitane, riforma del Titolo V della Costituzione e riduzione selettiva delle funzioni svolte dalle Amministrazioni centrali e periferiche.

I contenuti del disegno di legge di stabilità – che di tutto quanto necessario per rilanciare crescita e occupazione reca poco o nulla – hanno però deluso auspici e aspettative e attirato critiche severe.

Per Confindustria la legge di stabilità non ha la stazza per agganciare e blindare la ripresa internazionale che nell’ultimo trimestre dell’anno dovrebbe determinare un’inversione di trend del nostro PIL.

Susanna Camusso l’ha giudicata una variante della c.d. austerità accrescitiva: vi sarebbe, al fondo, l’idea che la ripresa prima o poi arrivi da sola e che per agganciarla basti tenere a posto i conti pubblici e attrarre investimenti esteri.

I sindacati hanno proclamato quattro ore di sciopero (poche in verità per la gravità del problema!).

L’ISTAT ha evidenziato l’insufficienza del modesto taglio del cuneo fiscale – che la legge di stabilità prevede – ai fini del recupero della domanda interna e della competitività delle imprese, calcolando che il beneficio per i lavoratori dipendenti sarà mediamente inferiore a 10 euro al mese di incremento della busta paga e che per i datori di lavoro il risparmio sarà mediamente dello 0,1 %.

La Corte dei Conti ha ribadito che per reperire le risorse necessarie agli investimenti di sviluppo occorre procedere ad una revisione radicale dei confini entro cui opera il sistema pubblico e ridurne senza indugio la spesa corrente, mentre il Governo rinvia alle indicazioni che verranno dal nuovo Commissario straordinario alla spending review Cottarelli proveniente dal Fondo Monetario Internazionale.

Tutti gli osservatori, Banca d’Italia inclusa, rilevano che, alla stregua di questi profili critici, il quadro previsionale del Governo che, per il 2014 stima un incremento del PIL dell’1,1%, è fortemente a rischio, tenuto anche conto di un possibile rialzo degli interessi a scala mondiale. E l’ISTAT, infatti, ha rivisto al ribasso (solo uno 0,7% di aumento del PIL per l’anno venturo) questa previsione.

Ci sono quindi motivi consistenti di preoccupazione e di inquietudine, anche per il fondato dubbio che il Governo (delle larghe – ma difficilissime – intese) ed il Parlamento (in perenne fibrillazione) di questa XVII Legislatura siano in grado di aggiustare il tiro e rendere più incisiva, in chiave di crescita e occupazione, questa legge di stabilità.

 Destinazione Italia  

La globalizzazione dell’economia porta con sé l’internazionalizzazione produttiva : un ingentissimo flusso di investimenti (oltre 20.000 miliardi di $ nel 2011) che varcano le frontiere degli stati alla ricerca di minori costi di produzione, di mercati, di tecnologie, di risorse produttive.

Purtroppo, solo una piccolissima parte (l’1,6%) di questi investimenti, che sono un motore di sviluppo economico, approda in Italia perché la nostra capacità di attrarli è nettamente inferiore a quella di Francia, Germania, Spagna, Regno Unito e Svizzera, per citare soltanto alcuni dei nostri concorrenti. Inoltre, i capitali internazionali che vengono investiti nel nostro paese non sono destinati – come sarebbe più gradito – a dar vita a nuove attività produttive, bensì all’acquisto di imprese già esistenti e appetibili e generano nell’opinione pubblica la c.d. sindrome outlet e cioè la sensazione odiosa che l’Italia, in declino, svenda i suoi gioielli.

Attraiamo pochi investimenti esteri e non i più desiderabili perché tutti gli osservatori internazionali considerano l’Italia un paese in cui, per una molteplicità di cause economiche, politiche, istituzionali, burocratiche non è facile (né conveniente) fare impresa. La Banca Mondiale, ad esempio, nella classifica Doing Business, ci colloca al 73° posto sui 185 paesi considerati.

Per attrarre investimenti esteri sul nostro territorio, il Governo ha elaborato un piano denominato Destinazione Italia. Vi vengono individuate 50 misure, molto articolate, per : mitigare i fattori (costo e produttività del lavoro, costo dell’energia, inefficienza logistica, complessità della regolamentazione, scuola, ricerca e innovazione, giustizia, fisco ecc.) ostativi degli investimenti esteri nel nostro paese; creare, qui da noi, nuove opportunità di business per gli investitori; promuovere e propagandare nel mondo l’Italia come meta di business.

Per la messa a punto definitiva di tale piano (il cui testo integrale è sul sito www.destinazioneitalia.gov.it) è in corso una consultazione pubblica, cui seguirà un road show, del Presidente del Consiglio e dei Ministri più direttamente coinvolti, nelle principali capitali economiche mondiali.

FLER è stata sentita in un incontro presso il MAE alla presenza dell’On. Emma Bonino e di autorevoli esponenti di quel Ministero e del MISE.

In estrema sintesi, l’opinione espressa è stata la seguente :

  • apprezzamento per l’iniziativa del Governo di porre al centro della sua agenda azioni per attrarre investimenti esteri in Italia;

  • raccomandazione di una selezione rigorosa delle priorità di intervento, avuto anche realistico riguardo alle incerte prospettive di durata dell’Esecutivo e della Legislatura;

  • dubbi di fondo sull’efficacia della strategia disegnata in Destinazione Italia se il nostro paese non riuscirà a riprendere un cammino di crescita : gli investitori internazionali non investono in un mercato stagnante.

 In memoria di Alberto Musy  

Questo ricordo di Alberto Musy è di Chiara Garibotto, coordinatrice, negli anni passati, della Scuola di Liberalismo di Torino e assistente di Musy. Nel 2011 Egli inaugurò la Scuola con una lezione su Ralf Dahrendorf e un’altra lezione la tenne l’anno dopo su Douglas North: era il 28 febbraio 2012. Il 21 marzo subì l’attentato.

Dopo 19 mesi di coma profondo, Alberto Musy se ne è andato, lasciando la moglie e le quattro figlie. Una grave perdita non solo per la famiglia e gli amici, ma anche per la sua città e per il paese.

Avvocato e professore universitario, chi ha conosciuto Musy lo ricorda come un uomo entusiasta, un trascinatore. Una persona semplice e schietta nei modi, sagace e acuta nell’analisi. Di una cultura profonda e in continuo aggiornamento. Sempre, però, in un’ottica costruttiva, mai autoreferenziale: per lui la cultura raggiungeva il momento più alto quando poteva essere trasmessa.

Dopo un’esperienza giovanile nel partito liberale, Alberto era tornato ad occuparsi di politica nel 2011, candidandosi a sindaco di Torino per il Terzo polo, deciso a restituire alla carica un’accezione antica, di servizio.

Musy aveva affrontato “l’impresa impossibile” di presentarsi a Torino al di fuori dei due poli con tutto se stesso, riuscendo a trascinare persone molto diverse tra loro, a volte riottose o litigiose, con infinita pazienza. Partendo dal presupposto che, se un’idea è buona, si può portare avanti anche con compagni di viaggio dalle vedute discordanti. La sua attività di consigliere comunale lo ha dimostrato. Sui principi, però, non transigeva. Mai. Un uomo moderno, ma sorretto da convinzioni liberali classiche, come la tutela della libertà e il rispetto delle regole.

 EVENTI  

  • Lobbismo e libertà

Mercoledì 30 ottobre Laboratorio Liberale ha organizzato a Roma , nella sede di Settembrini libri e cucina , in piazza Martiri di Belfiore, un dibattito sul tema “Lobbismo e Libertà” coordinato da Elvira Cerritelli e Andrea Della Valle, cui hanno partecipato 5 ex allievi della Scuola di Liberalismo: Alfredo Borgia (Sky), Francesco Delpio (Autostrade), Alessandro Poggiali (Philip Morris), Franco Spicciarello (Open Gate), e Paolo Zanetto (Cattaneo & Zanetto).

  • Gli impianti a biomasse in partenariato pubblico privato

Il 4 novembre Asset Camera, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Roma ha realizzato, in collaborazione con Cresme Europa Servizi, presso la sede dell’Ente Camerale romano in via de’ Burrò, ha realizzato un importante evento sul tema in epigrafe, presentando un manuale operativo per la realizzazione in ppp degli impianti in questione.

Come noto, il partenariato pubblico privato è una “forma di cooperazione tra le amministrazioni pubbliche ed il mondo delle imprese private finalizzata al finanziamento, alla costruzione o al rinnovamento, alla gestione, alla manutenzione di un’opera pubblica o alla fornitura di un servizio pubblico”. Vista la forte domanda degli enti locali, Asset Camera ha realizzato e sta promuovendo dei manuali operativi tematici che integrano lo studio di buone pratiche all’analisi del mercato di riferimento. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito dell’Osservatorio regionale del ppp www.siop-lazio.it in aerea eventi.

 APPUNTAMENTI  

Capitani dell’Anno

(guarda la locandina)

Sabato 16 novembre, alle h. 10.45 presso la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, saranno consegnati i premi “Capitani dell’Anno 2013” agli imprenditori che hanno portato all’eccellenza le proprie imprese e che oggi le difendono dalla crisi.

Da quest’anno gli organizzatori del premio rivolgono la loro attenzione anche ai Capitani del Volontariato e della Ricerca, con assegnazione di un premio al Rettore del Campus Biomedico di Roma, Prof. Onetti Muda.

La Fondazione Luigi Einaudi di Roma è stata invitata a partecipare all’evento ed ha volentieri accettato.

 

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