Il fatto è che ci siamo fatti prendere la mano e più di una volta abbiamo rimosso alcuni limiti che pure ci siamo dati. Quando ne abbiamo avuto la possibilità , abbiamo pensato di poterli togliere del tutto perché quei limiti riflettono una natura sui generis che lo specchio-specchio-delle-mie-brame ci dice che può essere più che umana e tecnologica, onnipotente e forse immortale. Quello che abbiamo ascoltato dallo specchio è stato inebriante e terrificante. Alcuni si sono eccitati alla sola idea, altri spaventati a morte. Quelli che si sono spaventati hanno pensato che tanto vale distruggere la macchina. Gli altri hanno iniziato a fare della tecnologia la religione di post-umani di ultima generazione. Gli uni non si sono resi conto che è impossibile rinunciare alla tecnologia dal momento che siamo tecnologici per definizione. Gli altri non hanno considerato che ancora oggi la sfida più difficile è la conquista della nostra umanità . Agli opposti e di mezzo, il nostro bel problema. Questo libro è un invito a prenderlo di petto, a tenere la giusta postura per spingere lo sguardo oltre l’orizzonte e darci una direzione.

