Contro gli ideologismi idioti, idee della Fondazione Einaudi. Nati da mamme residenti in Italia e cittadini europei. Una riflessione di Davide Giacalone, tutta da leggere
Il linguaggio sbagliato produce idee sbagliate, generatrici di leggi nocive. La riforma della cittadinanza รจ indirizzata al solito, stucchevole e inutile scontro di tifoserie. Specie se continueremo a discettare di ius soli.
Quello, al contrario di quel che crede di sapere qualche pappagallo del latinorum, non รจ un diritto individuale, men che meno dei popoli, ma un diritto imperiale.
Nella Roma antica si era cittadini romani se figli di cittadini romani (ius sanguinis). La musica cambiรฒ quando lโimpero divenne immenso, talchรฉ il concetto divenne: sei nato dentro il territorio dellโimpero, quindi sei suddito dellโimperatore e a lui devi pagare le tasse.
Tanto che dalla Costitutio Antoniniana, emanata dallโimperatore Caracalla nel 212, erano esclusi, guarda caso, i dediticii, ovvero quanti si erano spontaneamente arresi e sottomessi, consegnando i loro beni ai vincitori e perdendo il diritto a fare testamento. Quelli potevano restare cittadini di quale che sia altra statualitร o tribรน.
Che ius soli, nellโalticcio dibattito odierno, sia divenuto sinonimo di libertร e conquista individuale segnala il livello sotto suolo delle conoscenze medie.
Si aggiunga che in ere a noi assai piรน vicine quel diritto del suolo รจ stato fatto valere non per aprire, ma per chiudere allโinfluenza esterna. Negli Stati Uniti lo adottarono perchรฉ ex colonie, con le originarie case regnanti che ancora accampavano pretese di sovranitร , sicchรฉ stabilirono: chi nasce qua รจ un vero americano e solo chi รจ nato negli Usa potrร essere eletto presidente. Con tanti saluti al Regno Unito, la Francia e la Spagna.
Lo ius soli, al contrario di quel che crede di sapere qualche pappagallo del latinorum, non รจ un diritto individuale
Torniamo a noi. Avere bambini che sono nati in Italia, hanno frequentato le scuole italiane e parlano con la cadenza dei loro coetanei, ma non sono cittadini italiani, รจ un non senso.
Che chi paga le tasse in Italia, vivendoci, non possa votare neanche alle amministrative, mentre chi non ha mai messo piede in Italia e non ha mai versato un centesimo allโerario possa, per il solo fatto di discendere da italiani, votare per le Assemblee legislative, รจ un obbrobrio. Anche questi sono frutti propagandistici di un nazionalismo tanto nostalgico quanto sciocco.
Veniamo alla legge in discussione. Non prevede affatto che chi nasce in Italia sia automaticamente cittadino italiano (quindi la gran parte delle polemiche รจ campata in aria), ma รจ necessario che almeno uno dei genitori sia legittimamente stabilito dentro i nostri confini.
Posto ciรฒ, trovo che sia un errore. Anche in questo caso figlio della zuccherosa e venefica retorica del politicamente corretto. Si dovrebbe stabilire: solo se partorito da una donna con regolare permesso di soggiorno e solo se i genitori lo desiderano (altrimenti, eventualmente, il pargolo potrร provvedere per i fatti suoi, una volta raggiunta la maggiore etร ).
Ciรฒ perchรฉ la paternitร รจ notoriamente incerta e se si vuole evitare lโorrido mercato delle partorienti inviate in Italia, con quello parallelo dei falsi riconoscimenti di paternitร , la sola cosa che si deve fare รจ legare a quelle la legittimitร territoriale.
Cโรจ di piรน: ciascuno di noi รจ cittadino italiano o francese o tedesco, ma tutti siamo cittadini europei, quindi, a volere essere seri, occorre armonizzare, meglio ancora ugualmente regolare, lโacquisizione della cittadinanza in un qualsiasi punto dellโUnione europea. Farsi ciascuno la propria legge significa non avere compreso la piรน importante premessa.
LโItalia, che รจ anche fra le frontiere piรน esposte e sensibili, avrebbe fatto bene a rendersi promotrice di un simile processo. A beneficio proprio e dellโUnione intera. Invece, manco a dirlo, sโรจ avviata la solita fiera degli sbandieratori, animati da una faziositร ideologica che alle ideologie ha sostituito il sentimentalismo: cโรจ chi vuole apparire buono e chi ci tiene a sembrare cattivo.
Entrambe sono inutili e dannosi. Uno spettacolo poco commendevole. Purtroppo non inedito.
Davide Giacalone, 17 giugno 2017

