Regolamento per l’accesso

I fondi inventariati sono consultabili su appuntamento, scrivendo a [email protected] previo conseguimento dell’autorizzazione del Soprintendente Archivistico per il Lazio, ai sensi dell’art. 127 comma 1 del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 “Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137” (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 45 del 24 febbraio 2004 – Supplemento Ordinario n. 28) e successive modificazioni, richiesta da parte dell’utente tramite il modulo disponibile nel sito istituzionale della Soprintendenza.

La lettera di autorizzazione del Soprintendente deve essere inoltrata mediante email all’Archivio Storico in allegato alla domanda di ammissione alla consultazione (download modello) in cui, oltre ai dati anagrafici e ai titoli accademici, l’utente deve dichiarare di conoscere e rispettare le vigenti leggi in materia di accesso a dati e documenti (Codice di deontologia e di buona condotta per i trattamenti di dati personali per scopi storici) e le norme stabilite dal Regolamento dell’Archivio Storico della Fondazione Luigi Einaudi (download pdf). E’ altresì obbligatorio indicare il tema e la finalità della ricerca.

L’autorizzazione ha validità annuale con decorrenza dalla data di presentazione della domanda e si riferisce al tema della ricerca per la quale è stata richiesta. Alla scadenza di tale termine e nel caso in cui ci fosse la necessità di effettuare studi in ambiti diversi rispetto a quello per cui è stato autorizzato, l’utente deve ripetere l’iter burocratico, inoltrando una nuova richiesta di autorizzazione alla Soprintendenza Archivistica del Lazio e un’altra domanda di accesso all’Archivio Storico della FLE.

La consultazione dei documenti necessari allo svolgimento della ricerca autorizzata è soggetta allo stato conservativo degli stessi. L’utente può richiedere un numero massimo di tre unità archivistiche (busta, faldone, fascicolo, documento di formato speciale) al giorno.

L’utente ammesso alla consultazione può autogestirsi la riproduzione digitale dei documenti per i quali ha fatto richiesta di accesso. Le riproduzioni dei documenti sono liberalizzate ai sensi della legge 4 agosto 2017 n. 124 Legge annuale per il mercato e la concorrenza. Lo studioso ha facoltà di utilizzare solo mezzi di riproduzione a distanza (fotocamera o smartphone) che non determinino contatto diretto con il documento senza l’uso di flash, stativi o treppiedi.

L’utente deve comunque compilare il modulo di richiesta (download modello) per le riproduzioni.

La Fondazione effettua, altresì, un servizio di riproduzioni digitali per conto degli studiosi, sempre dietro presentazione dell’apposito modulo di richiesta.  Il servizio fornisce scansioni a colori dei documenti fino al formato A3 con risoluzione a 300 dpi. Il servizio è gratuito fino a dieci scansioni. Per consistenze maggiori il costo è di 0,50 euro per ogni scansione senza alcuna franchigia. Eventuali scansioni con risoluzione più elevata sono disponibili secondo modalità e prezzi da concordare. L’invio o la consegna delle scansioni avviene entro 15 giorni dal pagamento della somma stabilita.

Gli utenti che intendono non consultare direttamente l’archivio possono richiedere scansioni digitali dei fascicoli di loro interesse identificati negli inventari. La Fondazione effettua servizio di document delivery con la stessa risoluzione e gli stessi costi sopra menzionati. Per accedere al servizio lo studioso deve presentare il Modulo di accesso all’Archivio ed il Modulo di richiesta riproduzioni. Non è possibile richiedere una selezione dei documenti presenti nel fascicolo che va pertanto acquisito integralmente. L’invio delle scansioni avviene entro 15 giorni dal pagamento della somma stabilita.

Le coordinate bancarie per effettuare il pagamento vengono comunicate all’utente via e-mail.

Qualora la riproduzione dei documenti esaminati fosse finalizzata ad una pubblicazione, l’utente ha l’obbligo di inoltrare una richiesta di autorizzazione (download modello) in cui dichiara di osservare le disposizioni sul diritto d’autore e di citare nella pubblicazione la fonte archivistica.

L’utente s’impegna a depositare presso la Fondazione Luigi Einaudi una copia dei risultati della ricerca.