La norma inserita in Manovra che impone agli editori di offrire i libri scolastici e universitari in formato digitale al 50% del prezzo della versione cartacea è sbagliata e rischia di produrre più danni che benefici.
Si tratta di una scelta che va in controtendenza rispetto alle misure adottate fin qui dal Governo, sempre orientate alla valorizzazione della lettura su libri cartacei, nell’interesse degli studenti che, è dimostrato, apprendono meglio se leggono su carta.
Senza contare che una eventuale stampa del testo digitale potrebbe annullare il risparmio per le famiglie.
Se l’obiettivo è realmente quello di contrastare il ‘caro scuola’, la soluzione non è scaricarne il costo sugli operatori del settore. Semmai sarebbe utile intervenire con incentivi, detrazioni o contributi destinati direttamente all’acquisto di libri cartacei, sostenendo così famiglie, studenti e filiera editoriale. Confidiamo che il Parlamento, nella sua sovranità, cancelli senza indugio la norma.
La Lomellina
