Legge senza legalità

Legge senza legalità

Un brutto filo unisce la canea dopo una sentenza che condanna un gioielliere per duplice omicidio e tentato omicidio all’assenza di legalità che scorrazza ovunque in monopattino. Quel filo intreccia la voglia di cavalcare le emozioni con l’incapacità di affrontare i problemi.

Posto che il gioielliere è stato condannato sulla base della legge voluta e scritta dagli stessi che ora ne reclamano l’urgente modifica, legge che (ovviamente) esclude che la legittima difesa s’estenda al potere inseguire criminali che scappano e accopparli sulla pubblica via (mettendo a rischio la vita dei passanti), posto che i tre gradi di giudizio gli hanno riconosciuto tutte le possibili attenuanti, posto ciò, ove mai la condanna avesse suggerito una modifica della legge e a muovere gli animi fosse stata la solidarietà con il condannato, l’iniziativa legislativa avrebbe avuto un senso dopo la condanna di primo grado, l’avrebbe conservata dopo la conferma della condanna in appello e lo perde dopo la conferma in Cassazione. A che serve correggere l’irrimediabile? Serve solo a far propaganda.

Qualora, il cielo non voglia, si accedesse alla dissennatezza che qualsiasi reazione sia consentita, anche quando il pericolo non è più attuale e i criminali sono in fuga, non resterebbe che attendere il giorno in cui un bambino nel passeggino sarà raggiunto dalla pallottola esplosa inseguendo un ladro e predisporsi all’ondata emotiva opposta: basta con i pistoleri per strada.

È sicuramente questione di minore peso emotivo, ma di non minore significato, quel che accade con i monopattini: da subito dopo l’approvazione della legge (due anni fa) è divenuto obbligatorio il casco; da qualche settimana è obbligatoria la targa e da qualche giorno anche l’assicurazione. Tutto per legge. Ma scendete per strada: la stragrande maggioranza (almeno a Roma la pressoché totalità) dei monopattini è senza targa, nessuno indossa il casco, molti vanno in due, sui marciapiedi e contromano. Non so dirvi dell’assicurazione, ma l’ipotesi di pagarla per poi restare comunque fuorilegge sarebbe da deficienti, sicché propendo per l’assenza.

Non li ferma nessuno e i mezzi non vengono sequestrati. Il che, tornando ai pistoleri, ricorda che la sicurezza non è data dal potere sparare, ma dal potere supporre che un ladro sia acciuffato e condannato. Ancora un elemento che unisce i due diversissimi problemi: la pretesa che i problemi si risolvano legiferando, salvo poi essere assente il controllo di legalità. Ovvero il trionfo dell’inutilità.

La Lomellina

Share