Ambasciatore Ucraina: Zelensky vuole l’Italia tra i garanti della sicurezza – corriere.it

Ambasciatore Ucraina: Zelensky vuole l’Italia tra i garanti della sicurezza – corriere.it

Melnyk: «Serve la no fly zone sui cieli ucraini e l’embargo totale dei prodotti russi, compreso il gas e il petrolio. Bisogna avere il coraggio di non essere falsi pacifisti»

Alla vigilia dei nuovi colloqui tra Kiev e Mosca, in programma martedì a Istanbul (potrebbero iniziare alle 10 locali, le 9 in Italia) il presidente ucraino Volodymyr Zelensky afferma di essere pronto ad accettare lo status di neutralità come parte di un accordo di pace. E vuole l’Italia,, tra i garanti di un eventuale intesa con la Russia insieme ad altri Paesi: i quattro membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (Cina, Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna; esclusa la Russia che è parte in causa) e poi Germania, Canada e Turchia.

L’Italia aspira dunque a un ruolo di garante della neutralità e della sicurezza dell’Ucraina con un ruolo attivo nel vigilare sul rispetto delle condizioni dell’intesa. In questa direzione va anche la telefonata tra il premier Mario Draghi e il presidente russo Vladimir Putin che potrebbe avere luogo nei prossimi giorni anche se finora non c’è una data certa.

«Sono contento che l’Italia sia nell’elenco dei paesi garanti» di un accordo. «Il vostro Paese sta aiutando molto l’Ucraina con armi, aiuti finanziari e umanitari» afferma l’ambasciatore ucraino a Roma, Yaroslav Melnyk . E poi spiega meglio le intenzioni di Zelensky: « «Il nostro presidente ha lanciato l’iniziativa U24, United for peace, per creare un gruppo di Paesi capace di dare una risposta entro 24 ore in caso di aggressione.Di questo gruppo dovrebbero far parte i membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu, più la Germania, il Canada, la Turchia e anche l’Italia».

No fly zone

«Non abbiamo iniziato noi questa guerra e per fermarla dobbiamo lavorare su un complesso di misure. Prima di tutto chiediamo la chiusura del cielo dell’Ucraina, almeno nella versione base trasferendoci i caccia e la difesa antiaerea. Poi serve il rafforzamento delle nostre forze armate, l’embargo totale commerciale per i prodotti russi, compreso il gas e il petrolio, il blocco della propaganda russa, la chiusura dei porti alla Russia e l’ulteriore rafforzamento delle misure già in corso» afferma Melnyk, nel corso del convegno «L’aggressione militare russa in Ucraina: quale futuro per la nostra libertà», organizzato dalla Fondazione Einaudi. «Le nostre richieste non devono sembrare eccessive – rileva-. Capisco la paura dell’escalation, ma la paura non fermerà la perdita di vite. Bisogna avere il coraggio di non essere falsi pacifisti. Gli appelli alla pace devono essere fatti all’aggressore che conosce solo il linguaggio della forza».

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