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	<title>politica italiana Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>politica italiana Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>Muleta nera</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/muleta-nera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Nov 2022 09:14:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qualche volta il toro vince e incorna il torero. Capita quando non si lascia distrarre e mette bene a fuoco l’avversario. Quasi sempre, però, perde, perché si lascia distrarre dal drappo rosso, dalla muleta. Prova ad incornare quella e viene infilzato a morte. Passi che l’opposizione ha appena finito di perdere le elezioni, passi che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche volta il toro vince e incorna il torero. Capita quando non si lascia distrarre e mette bene a fuoco l’avversario. Quasi sempre, però, perde, perché si lascia distrarre dal drappo rosso, dalla muleta. Prova ad incornare quella e viene infilzato a morte. Passi che l’opposizione ha appena finito di perdere le elezioni, passi che il governo al debutto ha sempre un fascino che trascina la comunicazione, ma non si può correre in massa appresso alla muleta nera, facendo finta di star facendo la guerra di resistenza. Ci si sta solo facendo distrarre.</p>
<p>Se la destra proclama l’opportunità che il merito trionfi negli studi, non è che si possa aprire un dibattito su quanto possa essere asociale il merito. Intanto perché il merito è una bellissima cosa e poi perché la sola sensata da fare è chiedere: cioè? Come pensate di farlo valere, il merito? Come lo misuriamo? Sui banchi o anche in cattedra? Mentre la reazione di un drappello di svaganti intellettuali, che quando sono in vena d’autocritica s’incensano dicendosi “elitari”, è stata quella di vestire i panni di chi difende i somari. Sia quelli in cattedra che quelli dei banchi.</p>
<p>Quando la Corte costituzionale comunicò che l’ergastolo ostativo era da cancellare, la destra balzò a dire: giammai. Ora lo hanno cancellato, mettendo in un decreto il testo di una proposta di legge che non avevano votato, nella scorsa legislatura. Astutamente, però, hanno manifestato festosa vittoria. Il bello è che quanti quella proposta l’avevano votata sono caduti nella trappola, hanno dato per assodato che ancora esista il vincolo della collaborazione con la giustizia e si sono intestati una bislacca battaglia per la liberazione degli ergastolani. Roba raffinata.</p>
<p>A Modena il rave party è stato sgomberato nel modo più sereno, senza pugni né duri né morbidi. Bravi gli operatori presenti. Dopo di che il governo ha varato un decreto che grida vendetta al cielo, scombiccherato, senza che ci fosse alcuna urgenza, scritto in stato di alterazione logica e sintattica. Ma sono stati abili con la muleta nera: linea dura contro l’illegalità.</p>
<p>E anziché dileggiarne gli errori, la cui consapevolezza traspare anche dalle dichiarazioni del ministro degli Interni, si sono buttati sull’accusa di volere uccidere le libertà e creare un regime autoritario, come se la libertà consistesse anche nell’occupare roba altrui, guadagnare soldi in violazione della legge, spacciare e consumare droga fino a sballarsi cervello e budella. E anche questa è fatta.</p>
<p>La muleta nera è così efficace, nell’intestarsi quel che ogni persona civile desidera, ovvero legge e ordine, che quando la destra al governo decide di reintegrare subito i medici non vaccinati e condonare le multe fatte con un consenso quasi unanime del Parlamento, oppositori e pensatori si rimettono a parlare dei vaccini e non s’accorgono che quel condono è l’esatto opposto di legge e ordine: fregatevene della legge e campate nel disordine.</p>
<p>Così i tori si perdono i rilievi di Letizia Moratti, di sicuro non schierabile a sinistra, la quale (giustamente) rileva il pericoloso cambio di rotta e il rischio di sprecare il lavoro sanitario fatto. E si perdono il Carlo Nordio libero pensatore, che andrebbe presentato al Nordio ministro, ricordandogli quel che sosteneva: è stolto portare tutto al penale ed è illusorio alzare le pene, tanto più che i giudici tenderanno a comminare le pene più lievi.</p>
<p>Anziché irridere la muleta nera, ricordando che la pericolosità sociale non è mai uscita dal codice penale, che quelli di Modena sono processabili per una collezione di reati esistenti da decenni, che la stragrande maggioranza degli italiani vaccinati non merita d’essere presa in giro, preferiscono provare a incornare il drappo del “regime”. Rinunciando a stare ai fatti ed avvertire che: sotto la muleta, niente.</p>
<p>Intanto il pil cresce e il gas cala, ma nell’arena il torero che fu all’opposizione se ne giova e il toro che tirò la carretta ora tira cornate a vanvera.</p>
<p><a href="https://laragione.eu/tutti-i-numeri/giovedi-3-novembre-2022/"><em><strong>La Ragione</strong></em></a></p>
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		<title>Marcia</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/marcia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2022 12:09:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non digerita Il ricorrere del centenario della marcia su Roma, all’indomani dell’insediarsi di un governo di destra, può indurre alla peggiore tentazione: parlare di ieri per farlo pesare oggi. Invece si deve parlarne guardano al futuro. Frugando nella nostra storia per agguantarne la parte viscida e ripugnante, che non ha cessato d’essere presente. Quindi liquidiamo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">Non digerita</h3>
<p>Il ricorrere del centenario della marcia su Roma, all’indomani dell’insediarsi di un governo di destra, può indurre alla peggiore tentazione: parlare di ieri per farlo pesare oggi. Invece si deve parlarne guardano al futuro. Frugando nella nostra storia per agguantarne la parte viscida e ripugnante, che non ha cessato d’essere presente. Quindi liquidiamo subito il presente, per poi passare a quel che conta: il permanente.</p>
<p>Sostenni, come altri, che l’eventuale vittoria elettorale della destra non sarebbe stato il preludio ad alcun regime. Destra e sinistra si sono reciprocamente rimproverate, per lustri, di volerne costruire uno, dimostrando solo di non avere altri argomenti da spendere. Dopo l’esito elettorale, il 16 di ottobre, giorno in cui, nel 1943, gli italiani ebrei furono rastrellati a Roma e inviati alla morte, sorte che subirono tanti altri, tutti traditi come nostri concittadini e non pochi di loro traditi anche come fascisti, l’onorevole Meloni disse due cose:</p>
<ol style="list-style-type: lower-alpha;">
<li>quella vergogna non si cancellerà mai;</li>
<li>la sua matrice era nazifascista.</li>
</ol>
<p>Nel discorso parlamentare per la fiducia, il 24 dello stesso mese, aggiunse di non avere mai avuto alcuna simpatia per le dittature, fascismo compreso. Magari poteva dirlo prima. Si può non condividere una parola di quel che dice e non una cosa di quelle che farà, ma su quel delicato fronte considero chiusa la partita che la riguarda. Ma non lo è per l’Italia e non lo è per il tempo successivo al regime fascista, che svergognò e distrusse la Patria.</p>
<p>Non lo è perché aveva capito tutto un giovane, che oggi considereremmo quasi un ragazzino, uno che ebbe il coraggio di opporsi e che fu massacrato dai picchiatori fascisti, causandone la morte: Piero Gobetti. Vide che il fascismo era &lt;&lt;l’autobiografia della Nazione&gt;&gt;. E una biografia non si cambia, come non si cambia la storia. L’Italia è cambiata, siamo molto più ricchi, viviamo bene come mai si visse, in salute e longevità come mai prima, ma anche il non saperlo riconoscere è segno che il dna non è cambiato.</p>
<p>Il fascismo fu violenza anche prima di divenire regime, fu violenza prima della marcia su Roma, fu violenza e omicidi anche prima dell’assassinio di Giacomo Matteotti (che non fu eliminato perché oppositore, ma perché aveva le carte che dimostravano la corruzione di Mussolini, dalle cui tasche non caddero soldi, quando morì, sol perché li aveva messi altrove). Ma, a parte le varie e caleidoscopiche origini, il fascismo non fu solo violenza. Non con quella conquistò un consenso vastissimo, di cui la nostra biografia resta colpevole. Fu dell’altro.</p>
<p>Dobbiamo a Carlo Emilio Gadda una descrizione, contemporanea, che lo rende italico nel suo sudiciume morale. Descrisse Mussolini, allora acclamato quale “duce”, secondo i grotteschi dettami dannunziani, quale &lt;&lt;Priapo Maccherone Maramaldo&gt;&gt; e anche &lt;&lt;Gran Somaro Nocchiero&gt;&gt;. Un demagogo somaro e maramaldo.</p>
<p>I suoi accoliti entusiasti non erano patrioti ma: &lt;&lt;Li associati a delinquere cui per più d’un ventennio è venuto fatto di poter taglieggiare a lor posta e coprir d’onte e stuprare l’Italia, e precipitarla finalmente in ruina&gt;&gt;. Li vide nella loro crassa miseria immaginando il funerale di un loro camerata, ove, dopo avere urlato &lt;&lt;presente!&gt;&gt;, neanche finito il rito: &lt;&lt;che già e’ siedevano a tavola, co’ i’ grifo sui maccheroni. Da imbrodolarsi il grugno di tutte salse&gt;&gt;.</p>
<p>L’Italia invidiosa e rancorosa, sedotta per potere tradire, vile con chi può aggredire senza doverne avere il coraggio, rabbiosa con chi sa perché pregna d’ignoranza. Quella roba c’è ancora. Assieme all’altra, certo. Ma c’è.</p>
<p>Non ci sono ex gerarchi fra i viventi e, del resto, la Costituzione ne stabilì l’esclusione dalla vita politica per cinque anni. Scaduti nel 1953. Ma ci sono quelli che tengono il testone del Priapo Maccherone Maramaldo, allevati nel culto del falso e, quindi, dell’avversità alla libertà e alla democrazia. La loro colpa, che c’è ed è grande, non è connivenza con il regime, che non vissero, ma con la sua tarocca apologia, che perpetuarono. E facendolo aizzarono una manica d’assassini neri che se la videro con gli assassini rossi, parimenti allucinati, parimenti nemici della democrazia, parimenti avversi alle democrazie occidentali. E questa è storia ancora marcia. Nel senso di marcita. Ancora da digerire, perché i presenti in quella crebbero.</p>
<p><a href="https://laragione.eu/tutti-i-numeri/venerdi-28-ottobre-2022/"><em><strong>La Ragione</strong></em></a></p>
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		<title>Varata</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/varata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2022 11:54:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Terminati i tripudi elettorali, superato il passaggio al Colle, esauriti i voti parlamentari preliminari, la nave governativa è varata, si smonta l’imbandieramento e si passa ai fatti. Dire di volere essere giudicati da quelli è una cosa, produrli un’altra. Se si sostiene di volere rispettare il diritto dei profughi ad essere accolti, al tempo stesso [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Terminati i tripudi elettorali, superato il passaggio al Colle, esauriti i voti parlamentari preliminari, la nave governativa è varata, si smonta l’imbandieramento e si passa ai fatti. Dire di volere essere giudicati da quelli è una cosa, produrli un’altra.</p>
<p>Se si sostiene di volere rispettare il diritto dei profughi ad essere accolti, al tempo stesso impedendo gli ingressi illegittimi, posto che il sistema produttivo ha fame di lavoratori, ci si deve dotare degli strumenti per distinguere e decidere. Ricordando che per l’immigrazione “normale” è necessario si facciano decreti-flussi adeguati.</p>
<p>Meloni ha indicato la formula migliore: centri di raccolta e identificazione prima della partenza. Sarebbe meglio se in aree extraterritoriali, che alcune di quelle zone sono teatro di guerre. Sarebbe meglio ancora se a cura dell’Unione europea. Ma se, fin qui, non si è riusciti a fermare i trafficanti alla partenza non è per ragioni oscure, ma perché difficile. Servono accordi con i Paesi coinvolti. Già solo in Libia significa parlare più con le tribù che con i governi. Roba da politica estera, non da prefetto.</p>
<p>Se si afferma che il gas dall’Adriatico va preso, si rientra nel campo dell’ovvio. Vista la condizione. Ma non è che l’ovvio non sia stato fatto perché si volesse far da spalla agli speculatori, bensì perché chi oggi lo propone (Meloni compresa) era contrario. Con tanto di aizzamento della deprecata (ora) “Italia del No a tutto”. Bene, ma il fatto non è dirlo, è assegnare concessioni e avviare i lavori.</p>
<p>A volere la rete pubblica di telecomunicazione Meloni non è la prima. Ci provò anche Renzi e prima di lui altri. Risultato: soldi buttati. A questo giro sarebbero incassati dagli attuali proprietari. Passare ai fatti significa:</p>
<ol style="list-style-type: lower-alpha;">
<li>stabilire le regole del gioco;</li>
<li>chiarire se le reti in concorrenza rimangono o devono essere unificate e come;</li>
<li>indicare i criteri di valutazione, giusto per non pagarle come se fossero preziose, laddove talune sono scassate;</li>
<li>informare il mercato su cosa succede se un proprietario non intende vendere o negoziare.</li>
</ol>
<p>Dal discorso presidenziale è stata espulsa la flat tax, preferendo l’italiano: tassa piatta. Ma quelle delle campagne elettorali non erano flat e quella del discorso non è piatta. Sono aliquote nuove e aggiuntive, riferite a circostanze particolari. Il sistema fiscale si complica anziché semplificarsi.</p>
<p>In quanto alla “tregua” fiscale, pur avendo una coloritura più tenue della “pace” da altri proposta, si dovranno definire i termini di quella roba che, in italiano, si chiama: condono. Che è sempre una pernacchia fatta agli onesti e puntuali, che si sopporta se accompagnata da innovazioni sistemiche, mentre resta sberleffo se attuata per far cassa e scassare la credibilità statale.</p>
<p>Evviva la fine dell’epidemia di bonus. Mancava solo il bonus per chi propone bonus. Ma per organizzare l’assistenza a chi è veramente povero e non un travestito da povero, serve un sistema fiscale credibile. I dati dell’Irpef non fanno scopa con la realtà. E per aiutare chi cerca lavoro si deve sapere chi ha intenzione di lavorare, il che comporta l’eliminazione dei grotteschi navigator, il superamento dei centri dell’impiego e la collaborazione con le reti private.</p>
<p>In vista della modifica del patto di stabilità, in Ue, è bene chiarire che se si vuole (come vorremmo) più debito comune non si possono chiedere meno vincoli di bilancio. Se si vogliono più risultati, più strumenti, più fondi e più integrazione, quella roba porta con sé più vincoli. Che chi non escludeva di uscire dall’euro ora sia favorevole a maggiore collaborazione e integrazione è cosa bellissima, ma servono i fatti.</p>
<p>È confortante sapere che talune delle cose che si lasciarono intendere ieri non si ha intenzione di farle oggi, ma è necessario poterci credere anche domani. La nave è varata, sta in mare, il capitano ne ha il piglio, la ciurma è variopinta. Ma va fornito qualche elemento in più che non l’emozione di una reminiscenza felliniana.</p>
<p><em><strong><a href="https://laragione.eu/tutti-i-numeri/giovedi-27-ottobre-2022/">La Ragione</a></strong></em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Oppositori</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/oppositori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2022 13:01:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
		<category><![CDATA[governo meloni]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Devono scegliere Le opposizioni non avranno una comune linea politica. Non è mai successo e non avrebbe senso. Il guaio non è che esistano opposizioni con idee e politiche diverse, ma che ne siano prive. O che siano frastornate. Termini come “opposizione dura”, o “ragionevole” o ancora “responsabile” non significano un accidenti. L’opposizione che spera [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">Devono scegliere</h3>
<p>Le opposizioni non avranno una comune linea politica. Non è mai successo e non avrebbe senso. Il guaio non è che esistano opposizioni con idee e politiche diverse, ma che ne siano prive. O che siano frastornate. Termini come “opposizione dura”, o “ragionevole” o ancora “responsabile” non significano un accidenti. L’opposizione che spera di diventare maggioranza deve scegliere i temi su cui vuole caratterizzarsi e che utilizzerà per far cadere il governo. E qui, al momento, si brancola nel buio.</p>
<p>Nel discorso della presidente Meloni si devono andare a cercare certi vocaboli, impreziositi dall’enfasi della pronuncia, per rintracciare l’oppositrice che fu. Uno, per esempio: “potentati”. Della serie: noi popolo siamo contro i potenti. E vabbè, ora sei potente e vediamo. In quel discorso, però, andando alla sostanza, lasciando da parte l’uso emotivo della storia personale, c’è una conversione che pone un problema agli oppositori, ove mai vogliano essere effettivamente tali e puntare ad essere futuri vincitori.</p>
<p>Concretamente: l’Italia continuerà nel totale sostegno dell’Ucraina e nella condanna dell’invasione russa. Questa la posizione del governo. Sappiamo bene che in maggioranza, determinanti, ci sono presenze che la pensano all’opposto. Il tema, per chi si oppone è: si lavora sulle spaccature interne alla maggioranza, in modo da indebolire Meloni e accelerare la crisi, oppure si lavora consolidando la condanna russa e gli aiuti agli ucraini, in questo modo aiutando Meloni e marginalizzando i putiniani governativi?</p>
<p>Il che comporta una seconda scelta: si prova a tenere unita l’opposizione, così cominciando a dire frescacce generiche, malpanciste e falso pacifiste, o si abbandona al suo destino il populismo d’opposizione e se ne costruisce una che sia degna di governare? Non è che le domande siano retoriche e le risposte scontate, affatto.</p>
<p>Solo che le prime opzioni comportano un miglioramento del livello politico italiano e la necessità di un ricambio mica solo di una segreteria, ma di una cultura e una mentalità; le seconde rendono più facili le campagne elettorali, sono le scelte che i governanti di oggi fecero ieri, quando erano oppositori, ma dequalificano la classe politica e la popolano di retori a tre palle un soldo.</p>
<p>Al governo c’è un ministro della giustizia che (finalmente) parla esplicitamente dell’ovvio derivato del processo accusatorio: la separazione delle carriere. L’opposizione può scegliere se incalzarlo, morderlo quando incontrerà ostacoli imponenti, sollecitarlo alla scontro anziché alla mediazione, oppure può avversarlo e intestarsi per l’avvenire l’essere consustanziale alle camarille togate e al corporativismo autoreferenziale.</p>
<p>Se il governo, come dice il ministro responsabile, decide di riprendere la via dell’energia nucleare, l’opposizione può scegliere se farsi venire i mancamenti falso ecologisti o se sfidarlo nel passare dalle parole ai fatti.</p>
<p>Se il ministro dell’agricoltura si propone di aumentare i terreni coltivati, l’opposizione può scegliere di passare ancora del tempo a sollazzarsi sulla “sovranità” alimentare, mentre è oggettivamente ridicola la suggestione dell’autarchia produttiva, ma può, invece, far osservare che quei terreni qualcuno dovrà poi lavorarli e, come l’esperienza insegna, se solo si conosce la realtà, saranno per lo più immigrati. Nel prossimo decreto flussi ce ne mettiamo una paio di centinaia di migliaia? Sarebbero, gli oppositori, non solo gente che s’oppone, ma anche propone. Il che fa perdere il vantaggio della facile rimonta, ma fa guadagnare un motivo serio per rimontare.</p>
<p>Se, invece, intendono discutere ancora a lungo su se sia più femminista la quota rosa o il rosa a palazzo, se i generi sessuali siano due o n tendente all’infinito, su chi fa il segretario di cosa e chi si allea con chi, sappiano di potere continuare in tutta tranquillità, perché non gliene frega niente a nessuno. Tranne che a loro.</p>
<p><a href="https://laragione.eu/tutti-i-numeri/mercoledi-26-ottobre-2022/"><em><strong>La Ragione</strong></em></a></p>
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		<item>
		<title>Alla partenza</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/alla-partenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Oct 2022 18:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
		<category><![CDATA[governo meloni]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giorgia Meloni si appresta ricevere l’incarico per formare il governo. Il percorso dell’esecutivo, però, si annuncia piuttosto accidentato… Fra qualche ora l&#8217;Onorevole Giorgia Meloni riceverà l&#8217;incarico per formare il governo e, credo, a stretto giro porterà al Presidente della Repubblica una proposta per i nomi che costituiranno il prossimo esecutivo. Gli ultimi tentativi di indebolirla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/pwwAFpB4tbo" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3 style="text-align: center;">Giorgia Meloni si appresta ricevere l’incarico per formare il governo. Il percorso dell’esecutivo, però, si annuncia piuttosto accidentato…</h3>
<p>Fra qualche ora l&#8217;Onorevole Giorgia Meloni riceverà l&#8217;incarico per formare il governo e, credo, a stretto giro porterà al Presidente della Repubblica una proposta per i nomi che costituiranno il prossimo esecutivo. Gli ultimi tentativi di indebolirla o addirittura di fermarla, in realtà, non si devono alle diverse opposizioni, ma ad esponenti della sua maggioranza, ossia della coalizione con la quale ha vinto le elezioni.</p>
<p>Fratelli d&#8217;Italia e Giorgia Meloni sono i trionfatori delle elezioni dello scorso 25 settembre, ma senza la coalizione di centrodestra non ha i voti parlamentari per governare da sola. E il centrodestra, nel suo insieme, i voti non li ha guadagnati, li ha persi.</p>
<p>In particolare, poi, la straordinaria vittoria di Fratelli d&#8217;Italia ha ridotto gli altri due partner, che, sommati assieme, non raggiungono neanche alla lontana il risultato di Fratelli d&#8217;Italia. Queste sono le ragioni della tensione.</p>
<p>Non credo affatto che in questi giorni abbiamo assistito ad un Silvio Berlusconi che avesse, in qualche modo, perso il controllo della favella. Non ci credo per niente. Lo ha fatto scientemente, per indebolire la Meloni e per far capire che, almeno per quello che lo riguarda, il percorso del governo non sarà un percorso sereno e tranquillo, ma alquanto accidentato.</p>
<p>L&#8217;effetto che ha ottenuto nell&#8217;immediato credo che sia più o meno opposto a quello che pensava. Perché sul tema della politica estera e sul tema dell&#8217;appartenenza all&#8217;Unione Europea – a questa Unione Europea, con queste regole – la storia di Fratelli d&#8217;Italia e anche quella personale di Giorgia Meloni non sono delle più rassicuranti.</p>
<p>La questione relativa all&#8217;Ucraina ha chiuso molte piaghe, perché loro sono stati lealissimi nei confronti della posizione del Governo e dell&#8217;Occidente. Però ci poteva stare la pretesa di Forza Italia e di Silvio Berlusconi di dire: “Facciamo noi i garanti della posizione europeista e atlantista del governo Meloni”.</p>
<p>Ecco, è riuscito ad ottenere l&#8217;esatto contrario. Forse toccherà a Meloni fare da garante per la posizione europeista di Berlusconi. È inutile che Berlusconi dica che la sua storia personale parla per lui. C&#8217;è una guerra ai confini dell’Europa. Ricordiamo che la guerra è al confine con la Polonia, quindi al confine con l&#8217;Unione Europea. Lui sul continente europeo, con determinate esternazioni, rappresenta le ragioni del nemico. Quindi la posizione di Berlusconi è semplicemente inqualificabile e inascoltabile.</p>
<p>Pertanto, toccherà alla Meloni fare da garante. Detto ciò, il governo partirà. Vedremo la squadra come sarà composta. Mai avere preconcetti, ma attendere i fatti e commentare quelli.</p>
<p>Ad ogni modo, non c’è solamente la politica estera, sebbene rilevantissima. Esistono anche le questioni economiche: gli ultimi due trimestri di quest&#8217;anno sono in recessione tecnica. Dobbiamo ancora vedere come si concluderà l&#8217;ultimo trimestre, ma, insomma, questa è l&#8217;aria, anche se non è niente di drammatico.</p>
<p>Per l&#8217;anno prossimo è comunque prevista una crescita minima, tra lo 0,3 e lo 0,6, a seconda delle diverse previsioni. Il rallentamento è evidente. Al tempo stesso, però, c&#8217;è la grande disponibilità dei fondi europei legati al PNRR, che sono per il governo un’opportunità.</p>
<p>Su quella roba lì il governo dovrà navigare e dimostrare di tenere ferma la barra nell’esecuzione delle cose che l&#8217;Italia si è impegnata a fare: ossia investimenti e riforme. Sulle riforme non dimentichiamoci che il lavoro del Parlamento è importante. E su quello dovrà raccogliere i voti per andare avanti. Quello che abbiamo visto nelle ore precedenti, lascia intendere che quest&#8217;ultimo aspetto non è il caso di darlo per scontato.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Investitura</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/sapprossima-linvestitura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Oct 2022 15:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[centrodestra]]></category>
		<category><![CDATA[governo italiano]]></category>
		<category><![CDATA[mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>S&#8217;approssima l’investitura S&#8217;approssima l’investitura. Una volta ricevuto il mandato presidenziale i tempi si faranno veloci. Vedremo presto la composizione del nuovo governo, sapremo quale via l’onorevole Meloni avrà deciso d’imboccare. Una cosa la sappiamo già: Silvio Berlusconi andò per indebolire ed è stato demolito. L’ha anche favorita: la destra non ha una buona tradizione europeista [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">S&#8217;approssima l’investitura</h3>
<p>S&#8217;approssima l’investitura. Una volta ricevuto il mandato presidenziale i tempi si faranno veloci. Vedremo presto la composizione del nuovo governo, sapremo quale via l’onorevole Meloni avrà deciso d’imboccare. Una cosa la sappiamo già: Silvio Berlusconi andò per indebolire ed è stato demolito.</p>
<p>L’ha anche favorita: la destra non ha una buona tradizione europeista e anche nell’atlantismo vedeva l’opposto del nazionalismo, sicché poteva anche starci che taluno si proponesse di fare da garante della nostra collocazione internazionale, ma – a parte che l’aggressione russa all’Ucraina, complice la netta posizione polacca, aveva indotto la destra a plaudire l’europeismo atlantista del governo Draghi – le sparate di Berlusconi hanno reso possibili queste parole di Meloni: «L’Italia è a pieno titolo, e a testa alta, parte dell’Europa e dell’Alleanza atlantica».</p>
<p>Semmai è Meloni che potrà garantire per Berlusconi, che le ha fatto un gran favore. Molti sono sinceramente convinti che Meloni abbia ricevuto dagli elettori il mandato a governare e che sia stata premiata per la sua coerenza. Le cose stanno in modo diverso, il che è rilevante per provare a intravedere il futuro, non per rimestare il passato. La coalizione di destra ha incassato la maggioranza relativa dei voti e quella assoluta degli eletti.</p>
<p>Secondo le cose che essi stessi dissero (chi prenderà più vo-ti sarà il capo), il mandato a governare lo ha ricevuto una coalizione nella quale Meloni ha avuto il mandato a guidarla. Purtroppo, però, la coalizione era falsa, era un cartello elettorale e questo crea e creerà problemi. La coerenza è certificata dall’essere stata costantemente all’opposizione, per tutta la scorsa legislatura, mentre in passato non solo è stata in partiti che si candidarono in coalizioni (altrettanto false) che poi provvidero a distruggere, ma fu anche ministro.</p>
<p>E se anche restiamo alla sola scorsa legislatura, non è confutabile che sia stata costantemente alleata con chi si trovava al governo: prima alleata della Lega, stando all’opposizione con Forza Italia, poi alleata di Lega e Forza Italia, stando all’opposizione degli altri due. Variopinta, come coerenza. Le alleanze, si dice, sono solo il frutto di questo (anche del precedente e di quello prima ancora, tutte furbate mal riuscite) sistema elettorale.</p>
<p>Vero, ma allora coerenza vorrebbe che lo si cambiasse. In fretta, che non si sa mai e visto che già esponenti di Fratelli d’Italia hanno evocato possibili elezioni anticipate. La storia d’Italia e le origini della destra, in era repubblicana, inducono a chiedere di fare i conti con il passato fascista. Son conti seri, ma anche in questo caso le parole di Meloni sono state nette il 16 ottobre, ricorrenza del rastrellamento degli ebrei romani (1943).</p>
<p>Una volta al governo i conti andranno fatti con il passato assai più recente, con l’antieuropeismo mascherato da comunitarismo di nazionalismi, con la demonizzazione dei mercati, con il dileggio dei vincoli di bilancio e degli impegni sottoscritti dall’Italia. Meloni ha già iniziato questo cammino, ma le parole attendono i fatti. E non sarà facile.</p>
<p>Questa, comunque, è la sfida che farà la differenza fra una fiammata (in tutti i sensi) demagogica – con il solito premio a chi critica e si oppone – e una diversa pagina della nostra storia democratica. Pagina che sarà aperta ove Meloni si dimostri in grado di interpretare il ruolo della destra di governo in un Paese che ovviamente resta democratico, ma non meno fermamente nell’Unione europea (si chiama così) e nella comunità atlantica.</p>
<p>Per riuscirci dovrà scegliere se prediligere l’essere federatrice delle destre, come fece Berlusconi, o iniziatrice di una nuova stagione, che dismesse le dighe ideologiche non ha timori nell’affrontare le diversità programmatiche e ideali. Prosaicamente si tratta di vedere se cercherà i voti di maggioranza nell’ombra parlamentare o proverà a rivolgersi alla maggioranza degli italiani in piena luce. La scalata è compiuta, inizia la salita.</p>
<p><a href="https://laragione.eu/pdfviewer/21-ottobre-2022/"><em><strong>La Ragione</strong></em></a></p>
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		<title>PoveraMente</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/poveramente-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Oct 2022 16:27:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[destra sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I poveri hanno traslocato. Abitavano le parole dei politici di destra e le pagine dei giornali a quella vicini, ora si trovano nelle pagine vicine alla sinistra, in attesa che i politici di quella parte ritrovino la favella. Nessuno sembra porsi il problema di come governare, in compenso tutti sanno come fregare chi governa, usando [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I poveri hanno traslocato. Abitavano le parole dei politici di destra e le pagine dei giornali a quella vicini, ora si trovano nelle pagine vicine alla sinistra, in attesa che i politici di quella parte ritrovino la favella. Nessuno sembra porsi il problema di come governare, in compenso tutti sanno come fregare chi governa, usando dosi massicce di demagogia, che nella vulgata populista può ben tingersi di qualsiasi colore. I poveri veri, però, non sono solo un problema serio, sono anche in gran parte sconosciuto. Anche perché neanche abbiamo una banca dati unica degli assistiti.</p>
<p>Sono anni che il numero dei poveri cresce. Anche quando cresce la ricchezza prodotta. Singolare. Frutto di una inversione logica: si crede di far crescere la spesa per l’assistenza perché aumentano le persone da assistere, invece le persone da assistere crescono perché cresce la spesa dell’assistenza. Quella spesa non sta aiutando i poveri, li sta moltiplicando. Ciò avviene più per imperizia che per scelta. La sola cosa che sanno dire, per rispondere all’evidenza e all’obiezione, è: tu neghi che esistano poveri e pensi vada tutto bene. Invece credo esistano, che non li si riconosca e che quindi vada decisamente male.</p>
<p>Secondo le dichiarazione dei redditi, presentate da 41 milioni e mezzo di italiani, ben 10 milioni affermano (dati 2019, anno con occupazione in crescita) di avere perso soldi o di avere incassato al massino 7.500 euro. In un anno. Rapportati al complesso della popolazione significa che 14 milioni e mezzo di italiani vivono con all’incirca 320 euro al mese.</p>
<p>Aggiungete altri più di 8 milioni di contribuenti (con i familiari da mantenere quasi 12 milioni di italiani) che dichiarano di vivere con, in media, 940 euro al mese. A questo punto delle due l’una: o i poveri sono molti di più dei tantissimi che si contano, oppure li si sta contando in modo sbagliato. Rivelatore è il gettito Iva: al Sud è pari a circa 600 euro l’anno a testa, al Nord e al Centro a 2.900. Sul serio al Sud si consuma 5 volte meno che nel resto d’Italia?</p>
<p>Coerentemente l’abbondante maggioranza dei percettori di reddito di cittadinanza si trova al Sud, però la Caritas fa osservare che la stragrande maggioranza di quelli che le si rivolgono per bisogni alimentari, al Nord e al Centro, non percepisce quel reddito. Questo significa:</p>
<ol style="list-style-type: lower-alpha;">
<li>i poveri ci sono eccome;</li>
<li>non sappiamo chi sono, talché l’assistenza va a non pochi che barano;</li>
<li>non lo sappiamo perché la nostra lente fiscale è un vetro rotto caduto nella pece.</li>
</ol>
<p>Però ci si comporta come un cieco che ha battuto contro un muro e, anziché cambiare direzione, si convince che ci deve mettere più forza e impeto, sperando di attraversarlo.</p>
<p>Anche il mondo cattolico sembra avere perso la bussola. Visto che il terzo settore, nel quale ha una presenza significativa, funziona meglio dell’elargizione di quattrini (lo spiegò Ernesto Rossi nel 1946), tanto varrebbe spendere per aiutarlo, anziché per estinguerne la necessità.</p>
<p>Poi arriva la Banca d’Italia e certifica quel che sapevamo: per chiudere una causa civile in Italia ci vuole troppo tempo, ma al Sud il doppio, quindi le imprese scappano. Poi arrivano i test Invalsi e raccontano quel che sappiamo: al Sud i voti di maturità sono più alti, ma la preparazione mediamente più bassa.</p>
<p>Essendo, mediamente, inaccettabilmente bassa in tutta Italia. Ed eccola qua, la nostra fabbrica della miseria. Che diventa anche morale quando non si opera per cancellare arretratezza e bisogno, ma per assopirli nei bassi consumi. Un genitore povero ha un’ambizione e un diritto, quello di pensare che i figli potranno vivere una vita migliore. Invece l’assistenzialismo produce rassegnazione, che diventa sommossa ove negato. Ed è così che mi tocca, da orgoglioso terrone, assistere alla ferocia con cui si nega il futuro in nome della bontà.</p>
<p>Certo che ci sono i poveri. E ce ne saranno sempre di più se si continuerà a comprarne il voto e divertirsi a colorarli politicamente.</p>
<p><a href="https://laragione.eu/pdfviewer/19-ottobre-2022/"><em><strong>La Ragione</strong></em></a></p>
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		<title>Tasche</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/tasche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2022 15:24:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[governo meloni]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le divisioni ci sono e sono profonde. Le abbiamo viste prima, si sono ampliate durante e sono deflagrate dopo il voto. Come sono state negate e poi svelate, ora saranno celate. Fra qualche giorno nascerà il nuovo governo. Considerato che i coltelli sono stati sguainati su questioni di nomi ed equilibri, ci sono diversi temi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le divisioni ci sono e sono profonde. Le abbiamo viste prima, si sono ampliate durante e sono deflagrate dopo il voto. Come sono state negate e poi svelate, ora saranno celate. Fra qualche giorno nascerà il nuovo governo. Considerato che i coltelli sono stati sguainati su questioni di nomi ed equilibri, ci sono diversi temi che riguardando le tasche, gli interessi materiali, sui quali la destra non sarà chiamata domani, ma oggi a far sapere qualche cosa. Saranno pur grette, le tasche, ma più rilevanti delle sceneggiate.</p>
<ol>
<li>Sulla partita europea del gas continua a lavorare Mario Draghi. In settimana ci sarà il Consiglio europeo, l’ultima funzione del governo ancora in carica. L’Italia chiede di porre una qualche forma di tetto al prezzo e procedere ad acquisti e stoccaggi comuni. È rilevante che la si spunti (come penso) o meno, ma lo è di più che siano chiare le conseguenze: più l’Unione europea affronta unita non solo la conclamata condanna dell’invasione russa, ma la gestione delle conseguenze, più si stringono i vincoli di appartenenza. Se qualcuno vuole l’Europa dei popoli e delle nazioni, senza troppo mettere in comune rischi e difese, deve parlare oggi, o per sempre accettare quel che ne deriva. Togliere quel mandato a Draghi sarebbe legittimo, ma deve essere chiaro. A parte sapere chi va a fare il ministro di cosa, occorrono parole chiare sulle cose che hanno riflessi nelle tasche.</li>
<li>I nostri vincoli non sarebbero certo solo quelli del gas. Le politiche europee comuni, cui dobbiamo grande parte della nostra stabilità monetaria e prosperità economica, sono più vaste. Starci dentro contando nulla e facendo comunella con i piccoli non è nell’interesse della seconda potenza industriale europea. Non basta avere un ministro degli esteri o degli affari comunitari che reciti la poesiola dell’europeismo, serve la convinta e permanente conferma della consapevolezza e accettazione. Considerato che al governo si trovano almeno due componenti che andavano vaneggiando di uscita dall’euro, le nostre tasche reclamano chiarezza.</li>
<li>Nei primi otto mesi del 2022 le entrare fiscali sono aumentate del 15%, con un maggiore gettito di 42 miliardi. Contrariamente a quel che le propagande elettorali andavano raccontando, l’Italia è cresciuta, in due anni, quanto non cresceva da molti anni e più della media Ue. Nello stesso tempo è sceso il peso percentuale di deficit e debito. Eccellente risultato. Ora la crescita rallenta (nel mondo), da noi potrebbe fermarsi e quel maggiore gettito non era dovuto, purtroppo, al recupero di evasione fiscale, ma all’inflazione e all’Iva (prevalentemente). Il che significa non ci sarà ancora. La legge di bilancio, che il nuovo governo dovrà fare subito, sarà scritta alla maniera di Fratelli d’Italia, senza scostamenti e più debiti, o a quella di Lega e Forza Italia (come di 5 Stelle e Pd)? Nel primo caso le tasche si tranquillizzano, nel secondo si preparino a pagare di più per il servizio al debito.</li>
<li>La Lega disse di avere cancellato la legge Fornero, sulle pensioni. Falso: era sospesa, si sono tolti soldi a lavoratori e contribuenti per pagare anticipi pensionistici e, il primo gennaio, torna in vigore. Si parla di una “opzione uomo”, i cui contorni sono ancora ignoti. Servirebbe una “opzione umana”, consistente nel rendere possibili uscite anticipate, ma senza un solo centesimo a carico di lavoratori e contribuenti, sulla base del versato. Perché far pagare ai più giovani pensioni che loro non avranno mai è una terribile ingiustizia. Soffrono le tasche, ma anche le teste.</li>
<li>Finito lo spazio non elenco le truffe sul reddito di cittadinanza, elargito non solo a delinquenti, ma anche a inesistenti in Italia. I navigator non si sono limitati a non trovare loro lavoro, non li hanno proprio trovati. E manco cercati. Mentre bonus insensati costano un occhio e rendono un accidente. I vincitori promisero di sbaraccare questa roba. Sarebbe bello sapere come e quando.</li>
</ol>
<p><a href="https://laragione.eu/tutti-i-numeri/martedi-18-ottobre/"><em><strong>La Ragione</strong></em></a></p>
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		<item>
		<title>Ripartire</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/ripartire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2022 08:22:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[centrodestra]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono partiti male. Ma il problema non sono i dissidi e i livori, che possono passare. Il guaio è la sostanza politica, che rimane. E il guaio più grosso è che a pagarla non sarà chi i giornali individuano come sconfitto, né a guadagnarci quello che promuovono a vincitore, pagherà il Paese. Perché nella brutta [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono partiti male. Ma il problema non sono i dissidi e i livori, che possono passare. Il guaio è la sostanza politica, che rimane. E il guaio più grosso è che a pagarla non sarà chi i giornali individuano come sconfitto, né a guadagnarci quello che promuovono a vincitore, pagherà il Paese. Perché nella brutta partenza c’è la debolezza della maggioranza, del governo che va a formarsi e di chi lo guiderà.</p>
<p>Che le coalizioni fossero dei falsi, lo abbiamo sostenuto ben prima del voto. Non ho cambiato idea. A destra e a sinistra. Un parlamentare di Forza Italia, attento e conoscitore, Giorgio Mulé, osserva che ci sono problemi politici nella maggioranza. Impossibile non vederli, ma appena qualche giorno addietro, quando pubblicamente glieli indicavo, li negava. Ci sono. Ben più grossi di questo o quel posto da assegnare.</p>
<p>Molti italiani dicono: abbiamo votato, c’è una vincitrice, basta chiacchiere e che governi. Comprensibile, ma sbagliato: Giorgia Meloni non è vincitrice, ma trionfatrice, peccato che la maggioranza esiste solo se anche le altre due componenti ne fanno parte (o pensano di andare avanti negoziando trasfusioni, come per l’elezione del presidente del Senato? nel qual caso sono fritti in partenza). E l’accordo per vincere s’è dissolto nel gestire la vittoria.</p>
<p>Ignazio La Russa è stato ministro nei governi Berlusconi, non è una questione personale il mancato voto di Forza Italia. Che si è presentata agli elettori come garante dell’ancoraggio europeo e atlantico della coalizione, salvo poi votare per la presidenza di Lorenzo Fontana, avversario delle sanzioni alla Russia. Il che nuoce molto a Meloni, perché la garanzia offerta da FI era ultronea rispetto alle sue stesse parole, salvo essersi ritrovati assieme nell’avallare l’opposto. Che uno sia cattolico o meno, ultra o meno, è irrilevante. Che sia filo Putin è dirimente. Fontana ha detto che da quelle sue posizioni è passato del tempo.</p>
<p>Difficile immaginare affermazione più autodenigratoria. Ma difficile anche non cogliere quanto ieri sia stata minata la credibilità del futuro presidente del Consiglio. Che sarà tale, ricordiamolo, solo se avrà il consenso di chi non ha votato La Russa e di chi sta con Putin. E questo il giorno del varo, quando lo scafo si trova nel bacino protetto, senza i marosi economici e sociali, senza neanche avere cominciato la navigazione.</p>
<p>Certo che il ritorno al Senato, per Silvio Berlusconi, ha coinciso con una sberla. Ma il danno maggiore lo incassa Meloni. Un governo senza l’aggancio al Partito popolare europeo sarebbe un rischio enorme. Non solo per lei. Né Berlusconi nel chiederlo né Meloni nel negarlo possono pensare che tutto ruoti attorno alla collocazione di una persona.</p>
<p>Banca d’Italia ha rivisto le previsioni per il 2023: la crescita sarà allo 0.3% (nella Nadef, appena qualche giorno addietro, era allo 0.6), ma se cessassero le forniture di gas la recessione arriverebbe a -1.5%. Il 2024 è comunque in crescita, ma presupponendo l’applicazione del Pnrr e un governo che non si giochi in partenza le coperture europee che tengono in equilibrio i nostri conti. Ieri, invece, mentre Draghi era a Parigi per cercare alleati sul gas, contrastando Putin, la politica ha eletto un putinofilo e messo un dito nell’occhio agli alleati.</p>
<p>Ripartire si può. Ma se lo si interpreta come il verbo della ripartenza, non della ripartizione. Ora tocca a Meloni tirare fuori la sua rissosa coalizione dal buco in cui s’è ficcata già il primo giorno, tocca a Meloni stabilire se avvia un governo che sia fondativo di una destra di governo o se sta già pensando alla campagna elettorale.</p>
<p>Una carta l’ha nel mazzo: ascolti quel che Carlo Nordio ha da dire sulla riforma della giustizia e sul metodo delle riforme costituzionali. Perché se la partita sarà nazionale, allora potrà essere superato l’infelice debutto. Ma se sarà di parte, se mancherà di respiro e non saprà costruire consenso fuori dalla propria tifoseria, allora, tolti gli scarti, nel mazzo resta troppo poco.</p>
<p><a href="https://laragione.eu/tutti-i-numeri/sabato-15-ottobre-2022/"><em><strong>La Ragione</strong></em></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Prova dei fatti</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/prova-dei-fatti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Oct 2022 19:15:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[senato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È iniziata ufficialmente la nuova legislatura: ecco quale sarà l’ostacolo più impegnativo per quello che è il primo governo di destra della Repubblica. La diciannovesima legislatura è ufficialmente cominciata. Non ci sono stati ritardi, come qualcuno ha supposto. Sono stati rispettati i normali tempi tecnici. Semmai, in questo lasso di tempo – aggravato dal fatto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/MeIwYgefiTc" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3 style="text-align: center;">È iniziata ufficialmente la nuova legislatura: ecco quale sarà l’ostacolo più impegnativo per quello che è il primo governo di destra della Repubblica.</h3>
<p>La diciannovesima legislatura è ufficialmente cominciata. Non ci sono stati ritardi, come qualcuno ha supposto. Sono stati rispettati i normali tempi tecnici.</p>
<p>Semmai, in questo lasso di tempo – aggravato dal fatto che il sistema elettorale è pessimo – si sono avuti problemi sulla designazione degli eletti. Questo si poteva evitare e, spero, che si eviterà in futuro.</p>
<p>Comunque la legislatura è iniziata e, ancora una volta, contrariamente a quanto diversi credono di sapere o di ricordare, non è mica la prima legislatura con una maggioranza assoluta di uno schieramento che si propone di governare.</p>
<p>Non era nelle abitudini della cosiddetta Prima Repubblica, fino al 1994, perché erano governi di coalizione e si votava con il sistema proporzionale. Ma è già capitato che nella cosiddetta Seconda Repubblica ci fosse un governo di centrodestra, frutto di una maggioranza assoluta voluta dagli elettori. Anche quel governo entrò, ad un certo punto, in una condizione di non funzionamento.</p>
<p>La differenza fra i governi di centrodestra e di centrosinistra in questa stagione politica, denominata Seconda Repubblica, è che quelli di centrosinistra entrano in affanno e cadono, mentre quelli di centrodestra andavano in affanno e si bloccavano, però tendevano a rimanere lì, salvo cambiare qualche Ministro.</p>
<p>Quindi non è la prima volta. Però questa è la prima volta in assoluto che, nella storia della Repubblica Italiana, che la trazione del Governo sia della destra dichiarata. Però è una destra che non ha al suo interno, se non altro per ragioni anagrafiche, persone che abbiano partecipato all&#8217;infamia e alla vergogna del ventennio fascista.</p>
<p>È molto interessante e molto importante che la prima seduta al Senato si sia aperta con quella che, all’epoca, era una bambina e che, quindi, nella sua biografia ha l&#8217;essere stata vittima dell&#8217;infamia e della vergogna fascista e delle leggi razziali. Questo è un punto importante: quella vergogna lì, quell&#8217;infamia lì non è sulla spalla di quelli della destra. È sulla spalla di tutti noi italiani. Io sono nato dopo, quindi cosa volete che c&#8217;entri personalmente? Ma è la storia del mio Paese. Appartiene anche alla mia storia.</p>
<p>Certo, chi eventualmente fosse tifoso di quella roba e nostalgico di quella roba dovrebbe solo che vergognarsi, ma per il resto amen.</p>
<p>Allora il governo nuovo dovrebbe essere costituito in tempi abbastanza veloci. Non è mai esistito un governo appena nato che diceva: “Noi vogliamo essere di basso profilo, disomogeneo, composto da tutti i Ministri che non sanno neanche leggere e scrivere”.</p>
<p>Da che mondo è mondo, i governi nascono dicendo: “Il nostro governo è molto coeso. Abbiamo gente capace, preparata e che andrà avanti con un taglio istituzionale e di alto profilo”.</p>
<p>Questo è normale. Questo è ovvio. Il problema sarà fare i conti con la realtà, cioè con gli scogli dopo aver preso il mare aperto. Lo scoglio più grosso non sarà quello di cui tutti stanno parlando, ossia le bollette e l&#8217;energia, perché lì si fa “pronto soccorso”, si cerca di tamponare l&#8217;aumento del costo delle materie prime. Ma non è nelle disponibilità del governo.</p>
<p>Quello a cui, invece, sarà subito chiamato, cioè la prova, è la legge di bilancio. Quale delle due anime prevarrà? Quella di Fratelli d&#8217;Italia, ossia: no agli scostamenti di bilancio, no maggiore deficit, no maggiore debito. O la posizione della Lega e di Forza Italia che, per la verità, era anche quella del Partito Democratico e dei Cinque Stelle? Cioè sì allo scostamento di bilancio, con più debito?</p>
<p>Lo sapremo più avanti nel tempo, ma neanche troppo avanti.</p>
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