<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>anm Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
	<atom:link href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/tag/anm/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/tag/anm/</link>
	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
	<lastBuildDate>Mon, 10 Jul 2023 17:08:35 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>

<image>
	<url>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2019/06/cropped-logo-tondo-cerchio-bianco-32x32.png</url>
	<title>anm Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
	<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/tag/anm/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Violante: L’Anm viola la costituzione</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/violante-lanm-viola-la-costituzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Virginia Piccolillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jul 2023 17:08:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[anm]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[violante]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.fondazioneluigieinaudi.it/?p=74933</guid>

					<description><![CDATA[<p>Presidente Luciano Violante, lei è stato prima nella magistratura e poi nella politica. Chi ha ragione nell’ennesimo scontro? «Quando gli stessi conflitti politici si ripetono, noiosamente per decenni, bisogna andare alla radice». Vale a dire? «Alla rinuncia della politica all’esercizio della propria sovranità in favore della magistratura avvenuta a partire dagli anni “80». Cosa intende? «Per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/violante-lanm-viola-la-costituzione/">Violante: L’Anm viola la costituzione</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Presidente Luciano Violante, lei è stato prima nella magistratura e poi nella politica. Chi ha ragione nell’ennesimo scontro?</strong><br />
«Quando gli stessi conflitti politici si ripetono, noiosamente per decenni, bisogna andare alla radice».</p>
<p><strong>Vale a dire?</strong><br />
«Alla rinuncia della politica all’esercizio della propria sovranità in favore della magistratura avvenuta a partire dagli anni “80».</p>
<p><strong>Cosa intende?</strong><br />
«Per non assumersi responsabilità, la politica ha delegato ai giudici non i processi ai singoli imputati di terrorismo, di mafia o di corruzione. Ma la stessa lotta al terrorismo, alla mafia, alla corruzione. E perciò i magistrati sono diventati, di fatto, compartecipi della sovranità . Per questo l’associazione che li rappresenta si muove a volte come titolare di una sovranità. È una stortura democratica».</p>
<p><strong>Allora ha torto la magistratura?</strong><br />
«Bisogna tornare alla Costituzione. La politica, tutta, deve riconquistare la propria sovranità».</p>
<p><strong>Come?</strong><br />
«Oggi i problemi più urgenti sono posti a mio avviso da atteggiamenti dell’Anm non congrui con la rappresentanza di un potere che deve essere terzo. Deve sostenere le proprie ragioni con modalità conformi al ruolo costituzionale della magistratura».</p>
<p><strong>Non pensa che difendendo il valore dell’autonomia e dell’indipendenza l’Anm stia tutelando, come sostiene, anche i diritti dei cittadini?</strong><br />
«Può darsi. Ma l’Anm rappresenta i magistrati non i cittadini. I titolari della rappresentanza generale stanno in Parlamento, non nei tribunali. I contenuti sono a volte condivisibili. Ma il tono, il costume, avrebbe detto Machiavelli, non è condivisibile».</p>
<p><strong>Perché, che tono è?</strong><br />
«Quello di chi si attribuisce un ruolo di rappresentanza generale e si costituisce come controparte del governo o di alcuni suoi membri».</p>
<p><strong>Rispetto agli argomenti ciò non è secondario?</strong><br />
«No. È decisivo. Perché disegna un ruolo. E in questo momento l’Anm rischia di far diventare l’intera magistratura controparte del governo. Ma non lo è, e non può esserlo, a pena di far perdere alla magistratura quella credibilità che è il fondamento della sua legittimazione».</p>
<p><strong>Il sospetto della premier è che parte della magistratura, ispirata da «pezzi grossi del Pd», voglia fermare la riforma Nordio. Lei, che da anni è sospettato di essere il «Grande vecchio» di queste manovre, pensa sia vero?</strong><br />
«Allora forse ero il Grande Giovane (ride ndr). Questi sospetti sono la banalizzazione di temi complessi. Chi governa, qualunque colore abbia, ha un problema di legittimazione quotidiana. Perché, non ogni 5 anni, ma ormai ogni ora, le notizie, vere e false, si propagano velocemente e rendono sempre più inquieto il mare della politica».</p>
<p><strong>E quindi?</strong><br />
«I governi subiscono una sindrome di accerchiamento. Era già successo a Renzi, a Conte, a Berlusconi. Prodi criticò, non senza ragione, alcuni interventi della giustizia amministrativa. Fa parte della dinamica politica. Ma la magistratura deve mantenere la propria autorevolezza, non deve cedere al complesso del ring. Rischia di logorare la propria credibilità, magari cedendo alle sirene di parti interessate, che domani sarebbero pronte a voltare le spalle. Quando è accaduto, si sono trovati all’hotel Champagne».</p>
<p><strong>A pilotare nomine. In quel caso cos’era?</strong><br />
«Una delle cose peggiori: una contrattazione tra politici e magistrati, nell’interesse non della giustizia ma di alcuni singoli».</p>
<p><strong>Il governo mette in fila i casi La Russa, Santanché e Delmastro e formula il sospetto che sia iniziata un’offensiva pre elettorale in vista delle Europee. È così?</strong><br />
«Non vedo questo rischio, anche perché si vota ogni anno. E, come è noto, chi è sotto procedimento in genere guadagna voti, non li perde»</p>
<p><strong>Si riferisce a Berlusconi?</strong><br />
«Anche a Trump».</p>
<p><strong>Il governo reagisce accelerando sulla separazione delle carriere. È la soluzione?</strong><br />
«Sono contrario. Con il sottosegretario Delmastro il pm ha chiesto una cosa e il giudice ne ha fatta un’altra. Più separati di così! In Francia e in Germania è considerato positivo per la professionalità di un magistrato il cambio di funzioni».</p>
<p><strong>Allora come uscirne?</strong><br />
«Mi occupo di diritto da più di mezzo secolo e ho maturato una forte diffidenza nei confronti della invocazione di regole quando mancano i costumi, le educazioni. È una questione di etica pubblica. Ci servono migliori comportamenti da parte di tutti».</p>
<p><strong>L’Anm rivendica il diritto di dare pareri tecnici sulla riforma Nordio. Sbaglia?</strong><br />
«No; ha le competenze per farlo. E alcune osservazioni, come quelle sulla impraticabilità pratica del collegio di tre giudici per le decisioni sulla libertà, sono esatte. Ma non come controparte».</p>
<p><strong>Allora?</strong><br />
«Deve prendere posizione nello spirito della leale collaborazione tra istituzioni, più volte richiamata dalla Consulta. Anche quando l’altra parte non lo fa. Non deve cadere nella trappola del litigio».</p>
<p><strong>Faceva parte dei saggi della Riforme Calderoli Si è dimesso anche lei. Perché?</strong><br />
«Come ho detto al Ministro Calderoli e al Professor Cassese non avevo il tempo necessario per seguire con attenzione una riforma così decisiva per i diritti dei cittadini. Ho avvertito anche alcuni colleghi».</p>
<p><strong>Condivide obiezioni degli altri che si sono dimessi?</strong><br />
«Il punto di fondo è che sui diritti essenziali dei cittadini deve intervenire il Parlamento».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.corriere.it/economia/lavoro/23_luglio_09/violante-governo-accerchiato-sindrome-diffusa-ma-dall-anm-toni-sbagliati-7066f8aa-1e8b-11ee-9790-534f50182f9e.shtml#:~:text=Presidente%20Luciano%20Violante%2C%20lei%20%C3%A8,%2C%20bisogna%20andare%20alla%20radice%C2%BB."><strong><em>Corriere della Sera</em></strong></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/violante-lanm-viola-la-costituzione/">Violante: L’Anm viola la costituzione</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Toghe e prestigio smarrito</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/toghe-e-prestigio-smarrito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 May 2022 12:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[anm]]></category>
		<category><![CDATA[magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[Toghe]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.fondazioneluigieinaudi.it/?p=57226</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il prestigio dei magistrati va tolto dalle mani dei magistrati. Chiusi nella corporazione hanno perso il senso della realtà. La correntocrazia ha velenosamente inquinato il Consiglio superiore della magistratura, che da organo costituzionale incaricato di garantire l’impermeabilità alla politica è divenuto zuppo di politica spartitoria. È noto da anni e da anni lo si denuncia. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/toghe-e-prestigio-smarrito/">Toghe e prestigio smarrito</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il prestigio dei magistrati va tolto dalle mani dei magistrati. Chiusi nella corporazione hanno perso il senso della realtà. La correntocrazia ha velenosamente inquinato il Consiglio superiore della magistratura, che da organo costituzionale incaricato di garantire l’impermeabilità alla politica è divenuto zuppo di politica spartitoria. È noto da anni e da anni lo si denuncia. Da ultimo è arrivato un ex capo dell’Associazione nazionale magistrati ed ex componente del Csm a dettagliare l’orgia d’intrallazzi. Supporre di superare quella situazione smettendo di parlarne, buttandola in caciara e, cosa ridicolissima, facendo supporre che quel “sistema”, cui presero parte in massa, si sia estinto per espulsione di un suo orchestratore, significa avere perso il senso della realtà.</p>
<p>A togliere ogni dubbio arriva la stessa Anm, che non solo esplicitamente e direttamente si comporta da soggetto politico, ma convoca anche uno sciopero tutto politico. Uno sciopero dei magistrati affinché il Parlamento non legiferi diversamente da come desiderano. Se non fosse osceno sarebbe insurrezionale. Lo fanno il 16 maggio &lt;&lt;per arrivare in tempo prima che il Senato concluda i lavori&gt;&gt;. Parola del presidente Anm. Spero che molti magistrati si rendano conto dell’enormità, che non aderiscano allo sciopero e, come già tanti lavoratori di altri settori, abbandonino il sindacato. Divenuto il loro peggiore rappresentante.</p>
<p>Discutendosi una riforma della giustizia è normale che dei magistrati possano esprimere le loro opinioni. Plurale, perché non c’è alcuna categoria umana i cui componenti pensano tutti alla stessa maniera. E ci sono gli strumenti, anche parlamentari, per poterlo fare. Ma convocare lo sciopero del giudiziario per limitare le scelte del legislativo significa distruggere il fondamento dello Stato di diritto, ovvero la separazione dei poteri.</p>
<p>Nel mentre l’Anm convocava lo sciopero il Csm nominava il nuovo procuratore nazionale antimafia. Uno strumento voluto da Giovanni Falcone, ma che i colleghi magistrati gli impedirono di gestire. Siamo stati informati che il nominato ha preso 13 voti, il secondo classificato 7 e il terzo 5. Un magistrato componente del Csm ha detto che avrebbe preferito uno dei perdenti, visto che aveva sempre dimostrato &lt;&lt;indipendenza dalla politica&gt;&gt; e sarebbe estraneo &lt;&lt;alle patologie del correntismo&gt;&gt;. Vale a dire che, secondo il dichiarante, il nominato no. Non si può negare sia assai efficace, come modo per far sprofondare il prestigio di tutti.</p>
<p>Ma al di là di questo, ammesso al di là si possa andare, di tante parole spese sulla storia dell’uno e la fama mediatica dell’altro, soprassedendo sul nulla da dire circa il terzo, non s’è trovata traccia alcuna di cosa una scelta così importante comporta per la procura antimafia. Che so: un piano organizzativo, un programma d’intenti, qualche generica buona intenzione. Niente. Li avrà in mente, ma non pare abbiano pesato nell’attribuzione.</p>
<p>Chi s’appresta ad un così delicato e prestigioso incarico, ideato da un così valoroso e isolato collega, farebbe bene a partire con il piede giusto: noi cittadini vogliamo essere certi che gli uffici giudiziari sappiano operare contro la mafia. Invece c’è rimasto in gola un boccone amarissimo, che continueremo a sputare fuori perché non ci rassegniamo a mandarlo giù: è in corso il processo per il depistaggio sull’omicidio Borsellino e quella roba rimane uno sfregio orribile sul volto della giustizia.</p>
<p>Sappiamo bene che il giudizio si svolge in quell’Aula di tribunale, dovendo essere libero da ogni pressione. Ma sappiamo anche che pressioni ci furono per isolare Falcone e per impedire a Paolo Borsellino di svolgere le indagini che l’altro non aveva potuto completare. Sappiamo che tali pressioni presero corpo nella procura di Palermo, dentro il palazzo della giustizia. Sappiamo che le indagini sulla morte di Borsellino, cui la procura di Palermo impediva di indagare, sono state mandate su un binario falso. Mostruosamente falso. Sappiamo che s’è inscenata una inesistente trattativa fra Stato e mafia, trascurando di guardare in procura. Ecco: il nominato cominci da lì. Gioverebbe al prestigio.</p>
<p>La Ragione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/toghe-e-prestigio-smarrito/">Toghe e prestigio smarrito</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La grottesca espulsione di Palamara</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/la-grottesca-espulsione-di-palamara/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2020 16:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[anm]]></category>
		<category><![CDATA[davide giacalone]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[palamara]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.fondazioneluigieinaudi.it/?p=40097</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’Associazione nazionale magistrati non è un’istituzione, pretende di non essere un sindacato, suppone d’essere presidio di valori e garanzie che si leggono nella Costituzione e nelle leggi, sicché non hanno alcun bisogno dell’Anm, di fatto è un organismo corporativo rappresentativo delle correnti politiche che dividono i magistrati, salvo riunirli nella difesa della corporazione stessa. L’espulsione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/la-grottesca-espulsione-di-palamara/">La grottesca espulsione di Palamara</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Associazione nazionale magistrati non è un’istituzione, pretende di non essere un sindacato, suppone d’essere presidio di valori e garanzie che si leggono nella Costituzione e nelle leggi, sicché non hanno alcun bisogno dell’Anm, di fatto è un organismo corporativo rappresentativo delle correnti politiche che dividono i magistrati, salvo riunirli nella difesa della corporazione stessa. L’espulsione di Luca Palamara non solo non risolve il problema, non solo non restituisce quell’onore che il presidente della Repubblica giustamente indica come requisito per i magistrati, ma rende tutto ancor più grottesco.</p>
<p>Questo è il risultato perché che nomine e incarichi fossero suddivisi e assegnati secondo logica correntizia era noto a tutti e da molto. Palamara non è un passate, ma colui il quale di quell’organismo è stato presidente. Può ben darsi che non tutti fossero al corrente di ciascuna sua iniziativa, contatto, tresca e scambio, ma è escluso tutti non sapessero che era presidente proprio per praticare quella roba. Ove qualcuno voglia sostenere di non averlo né saputo né sospettato, fra i colleghi, occorre che invochi l’infermità mentale. Più facile il plateale mendacio. Sicché espellerlo, l’ex presidente, negandogli anche la possibilità di difendersi con un intervento o una memoria, è una via di mezzo fra l’infantile speranza che la cosa si chiuda qui è il tremulo timore che gli venga voglia di raccontare quanti e chi comparteciparono della sua attività spartitoria e lottizzatrice.</p>
<p>A questo si aggiunga che l’intera amministrazione della giustizia vive la maturazione di fenomeni degenerativi profondissimi, ivi comprese toghe che ricordano a distanza di anni favoritismi o sfavoritismi che avrebbero avvantaggiato i criminali o che avrebbero visto la compartecipazione di istituzioni non preposte a pressioni per dirimere conflitti d’attribuzione, il tutto dimenticando che trattasi non solo di malcostume, ma anche di reati e che loro sarebbero tutti pubblici ufficiali, sicché tenuti alla denuncia. E non nei memoriali postumi.</p>
<p>Il tutto in un Paese in cui la giustizia è negata ai cittadini, i tempi sono incivili e si giunge a lamentarsi della scarcerazione per decorrenza dei termini, dopo 5 anni e sette mesi, di un già criminale, condannato in via non definitiva a 20 anni di galera, ove lo scandalo sarebbe la scarcerazione, laddove lo è che in tutto quel tempo non si sia concluso il processo. È bene sottolinearlo mille volte: non esiste alcuna possibilità di probità dei magistrati in assenza di giustizia, non esiste alcun onore se si continua a sfregiare il diritto. Così come non esiste neanche la più lontana possibilità di addossare tutte le colpe a qualche intrallazzone o anche a una sola categoria, posto che il Parlamento attualmente in carica è il medesimo che ha approvato l’incivilissima riforma che condanna qualsiasi cittadino a essere processato a vita.</p>
<p>Pertanto: se qualcuno spera di far dimenticare tutto questo buttando fuori Luca Palamara si sbaglia di grosso. Si tratta, in un colpo solo, di un elogio immeritato e di una vile vendetta, peraltro innescati da intercettazioni a cura di colleghi, diffuse per ogni dove e non corredate da alcuna sentenza. Ed è solo all’ultima cosa che la giustizia dovrebbe servire. E anche questa volta non c’è.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pubblicato da Formiche</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/la-grottesca-espulsione-di-palamara/">La grottesca espulsione di Palamara</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
