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	<title>repubblica Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>repubblica Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>La Costituzione è stata promulgata 75 anni fa, è ora di riformarla</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/la-costituzione-e-stata-promulgata-75-anni-fa-e-ora-di-riformarla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Clementi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Dec 2022 11:08:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 27 dicembre di settantacinque anni fa, nel 1947, a Roma, a Palazzo Giustiniani, ai sensi della XVIII Disposizione transitoria della Costituzione, apponendo in calce la propria firma, Enrico de Nicola, capo provvisorio dello Stato, promulgò la Costituzione italiana, appena approvata qualche giorno prima &#8211; il 22 dicembre &#8211; dall&#8217;Assemblea Costituente. Unico documento controfirmato non [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/la-costituzione-e-stata-promulgata-75-anni-fa-e-ora-di-riformarla/">La Costituzione è stata promulgata 75 anni fa, è ora di riformarla</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 27 dicembre di settantacinque anni fa, nel 1947, a Roma, a Palazzo Giustiniani, ai sensi della XVIII Disposizione transitoria della Costituzione, apponendo in calce la propria firma, Enrico de Nicola, capo provvisorio dello Stato, promulgò la Costituzione italiana, appena approvata qualche giorno prima &#8211; il 22 dicembre &#8211; dall&#8217;Assemblea Costituente. Unico documento controfirmato non solo dal presidente del Consiglio Alcide De Gasperi (a sgravio della responsabilità del capo provvisorio dello Stato), ma anche dal presidente dell&#8217;Assemblea costituente Umberto Terracini (a riprova della conformità di quel testo rispetto a quello approvato dall&#8217;Assemblea), la firma di Enrico de Nicola è il segno grafico più importante nella storia della Repubblica, non soltanto dal punto di vista simbolico.</p>
<p>Con esso infatti De Nicola attestava agli italiani, in modo ufficiale, l&#8217;esistenza del testo della Costituzione; ne dava una sua eccezionale, perché doppia, pubblica contezza &#8211; «affinché ogni cittadino possa prenderne cognizione» &#8211; tanto tramite la pubblicazione nello stesso giorno in Gazzetta Ufficiale, quanto tramite l&#8217;affissione del testo «nella sala comunale di ciascun Comune della Repubblica per rimanervi esposto durante tutto l&#8217;anno 1948», come previsto dal c. 2 della XVIII Disp. trans.</p>
<p>Infine, anche per evitare di utilizzare, ex art. 5 del d.l.lgt. n. 98 del 16 marzo 1946, il potere monarchico della sanzione regia &#8211; che sarebbe stato un vero e proprio controsenso applicare alla Costituzione repubblicana! -, marcava la discontinuità, sottolineando il termine di entrata in vigore, ossia il «1° gennaio 1948». Oggi allora che quel diritto costituzionale transitorio non soltanto si è fatto passato ma addirittura storia, in quella firma dobbiamo ritrovare un monito chiaro: quello di non perdere l&#8217;opportunità di ammodernare la nostra democrazia, dando alla Parte II della Costituzione una meccanica più adeguata ai tempi che stiamo vivendo. Senza travolgerne evidentemente né la sua anima né il suo spirito.</p>
<p>Se ha un senso infatti quel &#8220;ritorno alla politica&#8221; che con decisione alcuni partiti hanno inteso dare, facendo brutalmente terminare in anticipo il governo Draghi, questo si deve manifestare innanzitutto per affrontare con consapevolezza, dialogo e fiducia reciproca, tanto le note inadeguatezze della Parte II della Costituzione (dal bicameralismo, al rapporto tra lo Stato e le Autonomie, ad un governo debole ed instabile anche rispetto agli altri governi europei, solo per citarne tre) quanto per fronteggiare la questione rappresentativa, la cui naturale<br />
trasformazione non è stata adeguatamente accompagnata proprio da quelle istituzioni di cui era espressione;  istituzioni che invece sono state lasciate progressivamente in balìa di un populismo che ha trovato non poca linfa proprio in quelle disfunzioni, che eppure sono ampiamente note e da decenni invero denunciate. Consapevole allora sia dei fallimenti in tema, sia che non basta dire &#8220;no&#8221; per migliorare il quadro, la politica stavolta non perda l&#8217;opportunità: che siamo ancora in tempo infatti per &#8220;riscoprire&#8221; le istituzioni come bastioni di stabilità. E per dare a quella firma, a settantacinque anni dalla sua apposizione, un rinnovato valore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.quotidiano.ilsole24ore.com/"><strong><em>Il Sole 24 Ore</em></strong></a></p>
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		<title>Luciano Fontana: La &#8220;Repubblica dei sussidi&#8221; distribuisce illusioni</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/luciano-fontana-la-repubblica-dei-sussidi-distribuisce-illusioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2020 06:32:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#BuonaPagina]]></category>
		<category><![CDATA[Bilancio pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[corriere della sera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; #BuonaPagina &#8211; Votazione chiusa.fontana-corriere-repubblica-sussidi</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="su-button-center"><a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2020/07/fontana-corriere-repubblica-sussidi.pdf" class="su-button su-button-style-flat su-button-wide" style="color:#ffffff;background-color:#003c71;border-color:#00305b;border-radius:5px" target="_self"><span style="color:#ffffff;padding:9px 30px;font-size:22px;line-height:33px;border-color:#4d779c;border-radius:5px;text-shadow:0px 0px 0px #ffffff"><i class="sui sui-newspaper-o" style="font-size:22px;color:#ffffff"></i> VISUALIZZA ARTICOLO</span></a></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>#BuonaPagina &#8211; Votazione chiusa.<a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2020/07/fontana-corriere-repubblica-sussidi.pdf">fontana-corriere-repubblica-sussidi</a></p>
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		<title>La Cassazione dà via libera al referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari &#8211; Repubblica.it</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/la-cassazione-da-via-libera-al-referendum-costituzionale-sul-taglio-dei-parlamentari-repubblica-it/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2020 18:11:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dicono di Noi]]></category>
		<category><![CDATA[Comitato NoiNo]]></category>
		<category><![CDATA[repubblica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al voto in primavera. La Fondazione Einaudi: &#8220;Il governo fissi subito la data&#8221; ROMA &#8211; Via libera della Cassazione al referendum sulla legge costituzionale relativa alla riduzione del numero dei parlamentari&#8221;. L&#8217;ufficio centrale per i referendum della Suprema Corte ha sancito che la richiesta di referendum, sottoscritta da 71 senatori, &#8220;è conforme all&#8217;articolo 138 della [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Al voto in primavera. La Fondazione Einaudi: &#8220;Il governo fissi subito la data&#8221;</em></p>
<p>ROMA &#8211; Via libera della Cassazione al referendum sulla legge costituzionale relativa alla riduzione del numero dei parlamentari&#8221;. L&#8217;ufficio centrale per i referendum della Suprema Corte ha sancito che la richiesta di referendum, <a href="https://www.repubblica.it/politica/2020/01/10/news/taglio_dei_parlamentari_i_radicali_raccolgono_solo_669_firme_e_lanciano_un_appello_a_salvini_per_il_referendum-245393958/">sottoscritta da 71 senatori,</a> &#8220;è conforme all&#8217;articolo 138 della Costituzione&#8221; e ha accertato la &#8220;legittimità del quesito&#8221; referendario proposto.</p>
<p>Per quanto riguarda la data del referendum, la convocazione spetta al Presidente della Repubblica con un suo decreto &#8220;su deliberazione del Consiglio dei ministri&#8221; che verrà appositamente convocato entro 60 giorni a partire da oggi, giorno in cui è stata depositata l&#8217;ordinanza della Cassazione che ha dato il via libera all&#8217;iniziativa sottoscritta da un fronte vario di 71 senatori contrari alla riduzione di 345 &#8216;poltrone&#8217; parlamentari, compreso un &#8216;grillino&#8217;.</p>
<div id="adv-Bottom">Entro due mesi, dunque, Palazzo Chigi deve decidere in quale data convocare le urne, decisione che deve essere presa in un periodo compreso tra il 50esimo e il 70esimo giorno successivo allo svolgimento del Consiglio dei ministri. Quindi si dovrebbe votare tra gli ultimi giorni di marzo, e la prima domenica di giugno.</p>
<p>&#8220;Grande soddisfazione&#8221; è stata espressa dalla Fondazione Luigi Einaudi, promotrice della raccolta firme tra i parlamentari.<br />
&#8220;A questo punto &#8211; si legge in un comunicato della Fondazione &#8211; attendiamo che il governo proponga nel più breve tempo possibile la data del referendum, in modo da poter iniziare il vero confronto sui temi che il quesito referendario solleverà, che pone il modello di democrazia parlamentare di matrice liberale contrapposto all&#8217;idea di democrazia diretta di stampo populista a cui si sono ispirati i fautori di questa riforma. La parola passa ai comitati referendari NoiNO, che è possibile costituire e sostenere dal portale www.noino.eu&#8221;.</p></div>
<div></div>
<div><a href="https://www.repubblica.it/politica/2020/01/23/news/cassazione_da_via_libera_al_referendum_costituzionale_sul_taglio_dei_parlamentari-246502405/">Repubblica.it</a></div>
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		<item>
		<title>La Repubblica delle pere indivise</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/la-repubblica-delle-pere-indivise/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Aug 2016 23:10:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 18 agosto del 1970, in un articolo sul Corriere della Sera, Ennio Flaiano riportò un episodio divertente che aveva vissuto qualche anno prima al Quirinale con Luigi Einaudi, allora Presidente della Repubblica. Di seguito, il racconto, poi finito in una raccolta di articoli titolata “I Maestri. Gli elzeviristi del Corriere della Sera dal 1967 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/la-repubblica-delle-pere-indivise/">La Repubblica delle pere indivise</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il 18 agosto del 1970, in un articolo sul Corriere della Sera, Ennio Flaiano riportò un episodio divertente che aveva vissuto qualche anno prima al Quirinale con Luigi Einaudi, allora Presidente della Repubblica. </em><em>Di seguito, il racconto, poi finito in una raccolta di articoli titolata “I Maestri. Gl</em><em>i elzeviristi del Corriere della Sera dal 1967 al 1970”.</em></p>
<p>Molti anni fa, nel terzo o nel quarto anno del suo mandato presidenziale, fui invitato a cena al palazzo del Quirinale, da <strong>Luigi Einaudi</strong>. Non invitato <em>ad personam</em> – il Presidente non mi conosceva affatto – ma come redattore di una rivista politica e letteraria diretta da Mario Pannunzio. A tavola eravamo in otto, compresi il Presidente e sua moglie. Otto convitati è il massimo per una cena non ufficiale, e la serata si svolse dunque molto piacevolmente, la conversazione toccò vari argomenti, con una vivacità e disinvoltura che davano fastidio all’enorme e unico maggiordomo in polpe che ci serviva. Questo <strong>maggiordomo</strong>, una specie di Hitchcock di più vaste proporzioni ma totalmente destituito di ironia, aveva sulle prime tentato di intimidirci posandoci il prezioso vasellame davanti come se temesse che l’avremmo rotto; e fulminandoci con occhiate di sconforto se non riuscivamo a individuare tra le tante (alcune nascoste persino tra i merletti della tovaglia), le posate giuste.</p>
<p>Poiché il Presidente, nei suoi anni verdi, aveva frequentato una trattoria di via della Croce, la Fiaschetteria Beltramme (che noi ancora frequentiamo), si parlò anche di questa: e dei suoi colleghi di università coi quali vi andava, del proprietario e di altri clienti che egli vi intravedeva Bruno Barilli, Cardarelli, il pittore Bartoli. Da un argomento all’altro, tra aneddoti che per il gran ridere scuotevano il Presidente come un uccellino bagnato; tra riflessioni cui seguivano gli aneddoti,<strong> pensieri economici</strong> e altri sul futuro, la cena si stava prolungando oltre il lecito. Il Presidente sembrava un nonno felice di rivedere nipoti lontani. Ma eccoci alla frutta</p>
<p>Il maggiordomo recò un enorme vassoio del tipo che i manieristi olandesi e poi napoletani dipingevano due secoli fa: c’era di tutto, eccetto il melone spaccato. E tra quei frutti, delle <strong>pere</strong> molto grandi. Luigi Einaudi guardò un po’ sorpreso tanta botanica, poi sospirò: <em>«Io»</em> &#8211; disse <em>«prenderei una pera, ma sono troppo grandi, c’è nessuno che ne vuole dividere una con me?». </em>Tutti avemmo un attimo di sgomento e guardammo istintivamente il maggiordomo: era diventato rosso fiamma e forse stava per avere un colpo apoplettico. Durante la sua lunga carriera mai aveva sentito una proposta simile, ad una cena servita da lui, in quelle sale. Tuttavia lo battei di volata: <em>«Io Presidente»</em>, dissi alzando una mano per farmi vedere, come a scuola. Il Presidente tagliò la pera, il maggiordomo ne mise la metà su un piatto, e me lo posò davanti come se contenesse la metà della testa di Giovanni il Battista. Un tumulto di disprezzo doveva agitare il suo animo non troppo grande, in quel corpo immenso. <em>«Stai a vedere»</em> – pensai – <em>«che adesso me la sbuccia, come ai bambini»</em>.</p>
<p>Non fece nulla, seguitò il suo giro. Ma il salto del trapezio era riuscito e la conversazione riprese più vivace di prima: mentre il maggiordomo, snob come sanno esserlo soltanto certi camerieri e i cani da guardia, spariva dietro un paravento. Qui finiscono i miei ricordi sul presidente Einaudi. Non ebbi più occasione di vederlo, qualche anno dopo saliva alla presidenza un altro e il resto è noto. <strong>Cominciava per l’Italia la repubblica delle pere indivise</strong>.</p>
<p><strong>Ennio Flaiano</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-50210" src="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/08/Foto-Premio-Luigi-Einaudi-2021-Pera-650x366.jpg" alt="" width="650" height="366" srcset="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/08/Foto-Premio-Luigi-Einaudi-2021-Pera-650x366.jpg 650w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/08/Foto-Premio-Luigi-Einaudi-2021-Pera-400x225.jpg 400w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/08/Foto-Premio-Luigi-Einaudi-2021-Pera-250x141.jpg 250w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/08/Foto-Premio-Luigi-Einaudi-2021-Pera-768x432.jpg 768w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/08/Foto-Premio-Luigi-Einaudi-2021-Pera-1536x864.jpg 1536w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/08/Foto-Premio-Luigi-Einaudi-2021-Pera-150x84.jpg 150w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/08/Foto-Premio-Luigi-Einaudi-2021-Pera-800x450.jpg 800w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/08/Foto-Premio-Luigi-Einaudi-2021-Pera-1200x675.jpg 1200w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/08/Foto-Premio-Luigi-Einaudi-2021-Pera-1600x900.jpg 1600w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/08/Foto-Premio-Luigi-Einaudi-2021-Pera-2000x1125.jpg 2000w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/08/Foto-Premio-Luigi-Einaudi-2021-Pera.jpg 2048w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Scuola, caro prof estivo, quanto mi costi: il tesoretto in nero delle ripetizioni</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/scuola-caro-prof-estivo-quanto-mi-costi-il-tesoretto-in-nero-delle-ripetizioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 May 2016 18:36:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dicono di Noi]]></category>
		<category><![CDATA[focus]]></category>
		<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[scuola italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[:it]La Repubblica del 16 maggio 2016 riporta la ricerca della FLE sulla scuola italiana[:]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/scuola-caro-prof-estivo-quanto-mi-costi-il-tesoretto-in-nero-delle-ripetizioni/">Scuola, caro prof estivo, quanto mi costi: il tesoretto in nero delle ripetizioni</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;anno scolastico è agli sgoccioli e lo spauracchio delle &#8220;rimandature&#8221; si avvicina. Ma a temerle di più sono forse i genitori costretti a fare i conti col bilancio familiare. In questi giorni, infatti, gli studenti si stanno giocando le ultime chance per evitare di sudare sui libri anche d&#8217;estate, magari col conforto di un prof privato. E proprio sulle lezioni private, la <strong>fondazione Einaudi</strong> ha concentrato la sua attenzione qualche giorno fa, stimando un giro d&#8217;affari vicino al miliardo di euro, che però resta quasi completamente sconosciuto al fisco. Lo studio, già dal titolo che lascia poco spazio agli equivoci (&#8220;Quanto vale il mercato nero delle ripetizioni scolastiche?&#8221;), prova a quantificare, per la prima volta, una realtà antica quanto il sistema stesso dell&#8217;istruzione, ma del quale si sa sempre poco.</p>
<p>Stando alla fotografia fornita dalla fondazione, è un vero e proprio mercato sommerso, se è vero che il 90% degli intervistati dichiara di non aver ottenuto, dal prof incaricato di colmare le lacune scolastiche, nessun tipo di ricevuta. Una galassia del nero che spesso si autoalimenta con poca trasparenza e in base al passaparola: il 70% dei genitori spiega di aver reclutato il docente privato nello stesso istituto che il figlio frequenta. &#8220;È presumibile &#8211; si legge così nello studio &#8211; che studenti di un&#8217;insegnante A prendano lezioni privatamente da un&#8217;insegnante B e viceversa&#8221;. Tutte informazioni ottenute grazie a un sondaggio anonimo perché, spiegano gli esperti della fondazione, &#8220;in caso contrario, gli intervistati avrebbero rifiutato di sostenere il questionario e di indicare cifre e metodi di pagamento&#8221;.</p>
<p>&#8220;Le cifre &#8211; commenta Giorgio Rembado, presidente dell&#8217;Associazione nazionale presidi &#8211; mi colpiscono per la loro entità. Non mi sembra sia cambiato molto, perché la scuola italiana si pasce di novità che restano sulla carta per mancanza di risorse&#8221;. Il riferimento è al 1995, quando l&#8217;allora ministro della Pubblica istruzione Francesco D&#8217;Onofrio, proprio per evitare discriminazioni tra studenti ricchi e poveri, abolì gli esami di riparazione alle superiori, sostituendoli con i Corsi di recupero. Nel 2007, per gli Idei (&#8220;Interventi didattici educativi e integrativi&#8221;), erano stati stanziati 240 milioni di euro. Poi, il finanziamento si è via via assottigliato fino a rendere oggi quasi impossibile per le scuole organizzare i corsi di recupero. Chiarisce Rembado: &#8220;Gli insegnanti, per impartire lezioni private agli alunni della stessa scuola, dovrebbero chiedere un&#8217;autorizzazione al dirigente scolastico. Il fenomeno, però, resta spesso sommerso&#8221;.</p>
<p>Per le famiglie costrette a rivolgersi ad uno o più insegnanti privati, la situazione è complicata. Alle superiori, spiega la fondazione Einaudi, un&#8217;ora di lezione costa in media 27 euro, per una spesa mensile che si aggira sui 324 euro per materia. Così a fine anno le famiglie devono mettere a bilancio, sempre mediamente, ben 1.620 euro per le lezioni private. Un bel gruzzolo, che potrebbe essere speso per una vacanza.</p>
<p>Del resto, spiega il Miur, i rimandati a giugno ammontano a circa un quarto dei 2 milioni di studenti che frequentano le prime quattro classi di licei, istituti tecnici e professionali. Anche se le famiglie, per scongiurare le rimandature, si rivolgono spesso al privato ad anno scolastico ancora in corso. Un aspetto che porta la fondazione Einaudi ad asserire che metà degli studenti prenda lezioni private. Per un giro d&#8217;affari che, tra medie e superiori, raggiunge gli 890 milioni di euro annui. Con gli studenti italiani tra i più impegnati d&#8217;Europa anche nei compiti a casa. Per Angela Nava, presidente del Coordinamento genitori democratici, è &#8220;il fallimento totale del recupero attraverso le scuole stesse. Sono latino, greco, matematica e fisica le materie che costano di più, e questo tipo d&#8217;intervento pesa moltissimo sui bilanci familiari. Ma spesso va a lezione solo chi se lo può permettere, e alle superiori la scuola è tornata ad essere &#8220;di classe&#8221;&#8221;. &#8220;I corsi di recupero</p>
<p>sono assolutamente inefficienti &#8211; aggiunge Danilo Lampis, a capo dell&#8217;Unione degli studenti &#8211; Se i finanziamenti fossero adeguati e le scuole potessero, specialmente nelle zone a maggiore dispersione scolastica, organizzarli per tutte le materie, il fenomeno si attenuerebbe parecchio&#8221;.</p>
<p>Salvo Intravia, <em>La Repubblica del 16 maggio 2016</em></p>
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