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	<title>ischia Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>ischia Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>TarOccati</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/taroccati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2022 10:19:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[governo meloni]]></category>
		<category><![CDATA[ischia]]></category>
		<category><![CDATA[PNRR]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non è sensato che i soldi disponibili per Ischia non siano stati spesi e già si dicano insufficienti quelli disponibili per il Pnrr. I fondi europei per rimediare al dissesto idrogeologico, Ischia compresa, erano pari a 8.5 miliardi. Prima di Next generation Eu e del Pnrr. C’era un coordinamento a Palazzo Chigi. Cambiato il governo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non è sensato che i soldi disponibili per Ischia non siano stati spesi e già si dicano insufficienti quelli disponibili per il Pnrr. I fondi europei per rimediare al dissesto idrogeologico, Ischia compresa, erano pari a 8.5 miliardi. Prima di Next generation Eu e del Pnrr. C’era un coordinamento a Palazzo Chigi. Cambiato il governo (con il Conte 1) lo si è smontato. 8 miliardi sono andati dispersi in altri capitoli di spesa. Dei fondi europei 2014-2020 siamo stati capaci di spenderne sì e no la metà. E ora andiamo dicendo che i 235 miliardi per il Pnrr sono pochi. Prima che dalla galera, reclamata dall’impareggiabile Pichetto Fratin, si finisca al manicomio, fermiamoci a ragionare. Perché se anziché cercare scuse per deresponsabilizzarsi degli insuccessi si cerca responsabilmente di capire come rimediare, s’intravede anche un dovere politico che coinvolge maggioranza e opposizione, giacché riguarda il Parlamento.</p>
<p>Cominciamo dal fondo: il Tribunale amministrativo regionale della Puglia accoglie un ricorso contro i lavori di costruzione di un importante nodo ferroviario, fra le altre cose ci sono dei Carrubi da salvare. Poi ci si lamenta che l’alta velocità va a rilento. Prendersela con il Tar serve a nulla, in quel modo si tarocca la realtà. Il procedimento è ancora in corso, magari si risolve e i Carrubi traslocano, ma il problema sono le norme: scritte come peggio non si potrebbe, prolisse, contraddittorie. Diche Giancarlo Coraggio, magistrato amministrativo e già presidente della Corte costituzionale (cambiano vorticosamente, e anche questo è grottesco): usiamo le direttive europee, così come sono, senza riscriverle malamente. Giusto. E facciamo i testi unici: una grande riforma, che costa niente ed è bastevole una squadra di giuristi. Più le leggi e i regolamenti sono confusi, più è difficile fare bandi e parteciparvi. E questo è l’altro problema: personale amministrativo non all’altezza. Ma basta avere università selettive e concorsi fatti bene. Mica serve essere paranormali, basta sapere dove mettere le mani.</p>
<p>Quindi si passa all’amministrazione centrale, il governo: quello Meloni ha opportunamente confermato la squadra tecnica predisposta dal governo Draghi, per il Pnrr. Bene. Intanto aggiunge che i ritardi erano precedenti e che il piano va cambiato. Cioè li ha confermati e li considera in difetto. Non ha senso. Stanno solo mettendo le mani avanti, il che serve a nulla. Il fatto è che il nuovo governo ha chiesto alle singole amministrazioni una ricognizione dei fondi disponibili, delle spese in corso e dei lavori avviati. Giusto, ma insensato. Perché sono cose che dovrebbero essere continuamente aggiornate e disponibili a tutti gli interessati. Altrimenti è come comprare casa e poi chiedere se c’è il tetto e l’impianto elettrico. E siccome i signori ministri non sono onniscienti (taluni tolgono il dubbio) vanno a fidarsi di qualche funzionario, che non sia quello di cui ci si fidava prima. A quel punto puoi pure confermare la squadra, ma senza un capo coerente giocheranno in cortile.</p>
<p>Il che porta al legislatore. Fare leggi che richiamano leggi e che nessuno è in grado di leggere è follia, ma è anche il solo modo per infilarci le magagne (tipo Ischia nel 2018). Questo poi corrompe la parte amministrativa e via di seguito. Ci siamo capiti. Tutto questo polverizzando le responsabilità, diffondendo irresponsabilità e portando poi nei tribunali, ove è impossibile si rimedi ai guasti ormai prodotti. È come chiede all’autopsia come curare il defunto.</p>
<p>In queste condizioni nessuno è in grado di governare o amministrare. O si procede per commissariamenti, a loro volta bancarotte del diritto, o si cercano scuse. Nessun governo è eterno, ma questi problemi restano. Ecco il terreno su cui far fiorire una politica che non sia coltivazione d’egolatrie insignificanti: smontare e ristrutturare l’intera baracca. E a parlare di cose concrete, mandando a stendere gli sbandieratori, c’è anche il rischio di collaborare e riuscirci.</p>
<p><a href="https://laragione.eu/tutti-i-numeri/mercoledi-30-novembre-2022/"><strong><em>La Ragione</em></strong></a></p>
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		<title>Abuso d&#8217;abuso</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/abuso-dabuso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2022 16:17:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[abusivismo edilizio]]></category>
		<category><![CDATA[abuso]]></category>
		<category><![CDATA[ischia]]></category>
		<category><![CDATA[leggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abusare significa fare un cattivo, illecito o smodato uso di una qualche cosa. Ma capita che l’abuso sia nella cosa stessa, specie quando si legifera, per definire e punire gli abusi, abusando della genericità. Il risultato è che si capisce la minaccia, ma non si capisce niente del resto. E nella discussione sulla modifica del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Abusare significa fare un cattivo, illecito o smodato uso di una qualche cosa. Ma capita che l’abuso sia nella cosa stessa, specie quando si legifera, per definire e punire gli abusi, abusando della genericità. Il risultato è che si capisce la minaccia, ma non si capisce niente del resto. E nella discussione sulla modifica del reato d’abuso d’ufficio, come nelle conseguenze degli abusi edilizi, spesso si cade nell’errore di discutere le conseguenze e non le cause. Perché una legge funzioni è necessario che sia chiaro in che consista l’illecito, quali sono le sanzioni e che si sia in grado di farle valere. Non appaia strano, ma c’è molto in comune fra i procedimenti costruiti senza prove e le case costruite senza permessi. I rimedi ci sono.</p>
<p>Quasi tutti sanno cos’è un divieto di sosta: c’è un cartello, ci sono strisce per terra, c’è una curva, e so che se passa il vigile becco la multa. Ma se, per atteggiarsi a ecourbanisti, si stabilisse che è proibito parcheggiarle dove “danno fastidio”, sarebbe una cosa apparentemente giusta, ma praticamente insensata: che significa? a chi? con quale criterio? Risultato: tutti se ne impipano e le multe sono tutte ricorribili.</p>
<p>L’abuso d’ufficio funziona così: quando la procura non riesce a contestare la corruzione o la concussione, non avendo alcun elemento per farlo, contesta l’abuso d’ufficio. Tanto nessuno sa cosa sia. Risultato, relativo ai sindaci: nel 60% dei casi la procura che aveva avviato il procedimento chiede poi il proscioglimento; nel 20% sarà il giudice dell’indagine preliminare a chiudere la partita, per mancanza di palla; nel 18% si va a giudizio, che nel 2% dei casi porta alla condanna. Uno scherzo. Dispendioso.</p>
<p>Ma c’è l’altro risultato: chi ha il sindaco (o altro pubblico ufficiale) sul gozzo, magari stando all’opposizione, presenterà un generico esposto, la procura avvierà un indagine, emetterà un avviso di garanzia ed ecco che si può fare una bella campagna contro l’indagato, chiedendone le dimissioni. Se poi verrà condannato in primo grado, nonostante la Costituzione ne attesti l’immutata presunta innocenza, un’altra legge incivile (la Severino) provvede a farlo decadere. La successiva assoluzione servirà a nulla.</p>
<p>Meritorio che ci si proponga di sbaraccare questo circo, ma il tendone è solo la conseguenza di due terribili vizi:<br />
a. una giustizia lentissima, sicché fra il sospetto e l’assoluzione passa una non assolvibile vita;<br />
b. la pretesa di portare il giudizio sempre in sede giudiziaria, anziché sostenere che il sindaco è un incapace, anche senza reato.<br />
Andiamo ai mattoni.</p>
<p>Chiedo di costruire una casa o un capannone, indicando luogo e dimensioni. La risposta dovrebbe essere: sì o no. Ma nessuno mi risponde. O ci rinuncio, o dico che sono stato costretto a farlo senza permessi. La casa l’ho costruita abusivamente e deve essere demolita, ma nessuno viene a buttarla giù (a Ischia poco più dell’1% dei casi). Cosa m’insegna questo? Che la denuncia per omissione d’atti d’ufficio è inutile, tanto l’amministrazione avrà sempre un parere mancante che la vincolava, mentre se mi demolisci casa la denuncia al sindaco, per abuso, non gliela toglie nessuno, mentre il voto glielo tolgono quasi tutti. Conseguenza: nessuno firma più niente, salvo che non abbia un buon motivo per farlo.</p>
<p>Rimedi:<br />
1. una legge che non si capisce è illegittima;<br />
2. una legge fatta di richiami ad altre leggi è illeggibile, ergo è scritta da incapaci o da complici degli abusi, servono testi unici leggibili;<br />
3. se l’abuso è sempre condonato, che sia edilizio o fiscale, se ne trae incentivo ad abusare, quindi non si condona, se non dopo avere cambiato l’andazzo;<br />
4. al potere deve corrispondere la responsabilità, del fare e del non fare, il che valga per i sindaci, ma anche per i magistrati (amministrativi, civili e penali): mi porti ingiustamente a giudizio, sospendi una delibera corretta e devi risponderne.<br />
5. una società sana punisce chi sporca, non legifera pensando di cancellare il male, perché quello è pattume ipocrita, che prelude al condono.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://laragione.eu/tutti-i-numeri/martedi-29-novembre-2022/"><strong><em>La Ragione</em></strong></a></p>
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		<title>Chi deve sentirsi responsabile</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/chi-deve-sentirsi-responsabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Calise]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Nov 2022 17:25:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[governo meloni]]></category>
		<category><![CDATA[ischia]]></category>
		<category><![CDATA[responsabilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Va dato atto all’esecutivo di aver fornito una risposta tempestiva, almeno per l’emergenza immediata. E di avere evitato di entrare nel merito della polemica che subito si è affacciata sulla stampa. Dove i titoli più frequenti hanno parlato di una «tragedia annunciata». Con riferimenti fin troppo espliciti alle due cause principali, strettamente intrecciate, dissesto idrogeologico [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Va dato atto all’esecutivo di aver fornito una risposta tempestiva, almeno per l’emergenza immediata. E di avere evitato di entrare nel merito della polemica che subito si è affacciata sulla stampa. Dove i titoli più frequenti hanno parlato di una «tragedia annunciata». Con riferimenti fin troppo espliciti alle due cause principali, strettamente intrecciate, dissesto idrogeologico e abusivismo edilizio: quasi trentamila richieste di condono su sessantamila abitazioni nell&#8217;isola &#8211; come ha ricordato Giuseppe Conte intervistato da Lucia Annunziata. Certo, poi ci sono i complici.</p>
<p>I ritardi negli interventi pubblici con stanziamenti già disponibili, e una burocrazia con passo di lumaca che non consente di dipanare matassa di ciò che potrebbe essere sanato e ciò che invece andrebbe abbattuto, prima che ci pensi l&#8217;alluvione. Ma ora, puntare il dito a cosa serve? Davvero c&#8217;è qualcuno che pensa di aver una via d&#8217;uscita?</p>
<p>Ciò che colpisce è l&#8217;ampiezza ormai strutturale del problema: un&#8217;isola &#8211; una delle più belle del Mediterraneo &#8211; trasformata in pochi decenni in un resort globale, con ogni anfratto finalizzato all&#8217;unica impresa fruttuosa, quella del mattone turistico. A dispetto di una conformazione organica che molto poco si presta allo scopo.</p>
<p>Basta guardare la mole imponente del monte Epomeo che, con balze scoscese, domina i paesi che si scavano &#8211; letteralmente &#8211; un po&#8217; di spazio tra le sue pendici e il mare, per capire quanto sia precario l&#8217;equilibrio del gioiello estetico che richiama ogni anno centinaia di migliaia di visitatori.</p>
<p>Al punto in cui siamo, cosa si può fare? Passati i primi giorni di dolore per queste vite straziate dal fango, è sperabile che non si aggiunga al lutto la beffa di una disputa ideologica che non avrà mai un verdetto ragionevole. Già, su qualche giornale del Nord, si è affacciata la reprimenda sui meridionali extra-legem. Solleticando una reazione razzista magari in quegli stessi lettori che, d&#8217;estate, vorrebbero avere servizi all-inclusive a basso costo, e che certo non si domanderanno se tutte le licenze sono in ordine Mentre sulla stampa di sinistra si rispolverano leggi trascurate e/o inapplicate, che dovrebbero garantirci (?!) la salvaguardia dell&#8217;ambiente. Magari insinuando che il governo di centrodestra in carica volentieri le metterebbe in naftalina.</p>
<p>Senza, però, riuscire mai a calcolare quali sarebbero i costi effettivi &#8211; finanziari ed amministrativi &#8211; che renderebbe almeno in parte applicabile l&#8217;obiettivo di messa in sicurezza di una penisola pervicacemente saccheggiata. E, una volta calcolati i costi, spiegare chi pagherebbe il conto.</p>
<p>Forse, dobbiamo rassegnarci a riconoscere che che l&#8217;Italia è molto più simile all&#8217;America che ai paesi nordeuropei che vorremmo prendere a modello. Ogni volta che &#8211; con implacabile regolarità stagionale &#8211; siti web e televisione si riempiono delle devastazioni degli incendi californiani e delle inondazioni dei cicloni che spazzano le coste della Florida, la mia istintiva reazione di cittadino europeo mi fa sbattere su due domande: come è possibile che migliaia di abitanti siano stati colti impreparati, e chi pagherà per questi danni? Poi, contro il mio istinto e controvoglia, mi ripeto la spiegazione che chiunque frequenti quel paese conosce. E che si racchiude in due principi, due abiti culturali e sociali.</p>
<p>Il primo comandamento è che suae quisque fortunae faber est. Ciascuno è artefice del proprio destino. È il cosiddetto credo liberale, che dai tempi della frontiera è il motore, nel bene e nel male, del progresso &#8211; e regresso &#8211; americano.</p>
<p>In molte zone della Florida, una casa è esposta a rischiosissimi eventi atmosferici, che &#8211; per chi è in grado di pagare &#8211; portano i prezzi delle assicurazioni alle stelle. Chi sceglie di vivere in quei posti, è consapevole dei rischi che corre. E, in ogni caso, non si aspetta che il governo se ne faccia carico. Questo è il secondo comandamento. Con un importante corollario.</p>
<p>Se poco o niente ci si può aspettare dal governo statale o federale, molto arriva in tantissimi casi dalla generosità dei soccorsi volontari. Sono le comunità locali la vera risorsa nei momenti di maggiore difficoltà.</p>
<p>Forse, l&#8217;America resta un mondo diverso. Ed è giusto che noi si continui a cercare altre soluzioni, altre strade. Ma la piega che sta prendendo il mondo sembra indicare almeno un punto fermo. La coperta statale si è ristretta. È bene che ciascuno sia pronto ad assumersi le proprie responsabilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.ilmattino.it/pay/edicola/frana_casamicciola_ischia_ultime_notizie-7079099.html"><em><strong>Il Mattino</strong></em></a></p>
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