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	<title>ilva Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>ilva Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>Federico Fubini: L&#8217;Europa di fronte alla legge dei numeri. Obiettivo: evitare la Grande Divergenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2020 06:55:34 +0000</pubDate>
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		<title>Ilva riassunto d&#8217;Italia</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/ilva-riassunto-ditalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Nov 2019 17:30:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rassegna video]]></category>
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		<title>Senza scudo</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/senza-scudo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Nov 2019 12:15:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[ilva]]></category>
		<category><![CDATA[scudo penale]]></category>
		<category><![CDATA[taranto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per gestire un’acciaieria è necessario uno scudo penale, altrimenti, qualsiasi cosa si faccia, si rischia l’incriminazione. Qui non entro nello specifico del caso Ilva. Una catena di errori e orrori che genera danni ben oltre il dramma dei dipendenti. Richiamo l’attenzione su un punto diverso: non solo in quel caso si ha l’impressione che “come [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per gestire un’acciaieria è necessario uno scudo penale, altrimenti, qualsiasi cosa si faccia, si rischia l’incriminazione. Qui non entro nello specifico del caso Ilva. Una catena di errori e orrori che genera danni ben oltre il dramma dei dipendenti. Richiamo l’attenzione su un punto diverso: non solo in quel caso si ha l’impressione che “come ti muovi sbagli”.</p>
<p>A rendere paradossale e pericolosa la situazione concorrono tre elementi: 1. le regole sono un ginepraio inestricabile e contraddittorio; 2. l’intervento sanzionatorio è conseguentemente arbitrario; 3. nel caso s’incorra o ci si rivolga alla giustizia le misure cautelari (a danno del cittadino) sono immediate, mentre il giudizio (dal cittadino atteso) arriva dopo anni, se arriva.</p>
<p>In queste condizioni è difficile fare impresa o commercio. È difficile pure parcheggiare, perché spesso non si capisce se si può o meno. Non si conosce mai il confine fra consentito e non consentito, per non dire di quello con il ridicolo. Al salumiere dove mi servo fecero una multa per avere messo una vaso con i fiori fuori dall’ingresso, senza intralciare. Mesi dopo il vaso era ancora al suo posto: non teme altre multe? chiesi. Ho sbagliato io, rispose, perché dissi di avercelo messo, adesso dico: non so di chi sia, portatevelo via. E non succede niente. Regole stupide, obblighi insensati, sanzioni pesanti.</p>
<p>Eppure ci tocca andare avanti, provare a barcamenarsi, sapendo che il buon senso non basta e che sarebbe inutile chiedere uno scudo. Però, ecco, sarebbe ragionevole mettere un po’ di ordine, far pulizia fra le norme, rendere riconoscibile il lecito e l’illecito. È vero che l’ignorare una legge non è una buona scusa, ma è anche vero che una tonnellata di leggi incomprensibili lo diventano per chi ha deciso di ignorarle in blocco.</p>
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		<title>Scudo penoso</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/scudo-penoso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Nov 2019 23:18:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[ilva]]></category>
		<category><![CDATA[scudo penale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sotto lo scudo penale c’è uno stato penoso. E la cosa non riguarda solo l’Ilva. Questa disgraziata faccenda almeno aiuti a capire una parte consistente dei nostri problemi collettivi. Emilio Riva, guida dell’Ilva dopo la privatizzazione, è morto da uomo non libero. Arrestato a 88 anni e privato dei suoi beni non in base a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sotto lo scudo penale c’è uno stato penoso. E la cosa non riguarda solo l’Ilva. Questa disgraziata faccenda almeno aiuti a capire una parte consistente dei nostri problemi collettivi.</p>
<p>Emilio Riva, guida dell’Ilva dopo la privatizzazione, è morto da uomo non libero. Arrestato a 88 anni e privato dei suoi beni non in base a una sentenza, ma in via preliminare (luglio 2012). Il presupposto d’accusa è che l’Ilva avesse diffuso morte tutt’intorno. L’acciaio prodotto fu sequestrato, quale corpo del reato. Presupposto non (ancora?) dimostrato nel solo modo accettabile: una sentenza che lo attesti in via definitiva. Morto lui i successori non vollero dar battaglia, preferendo salvare cospicui capitali, anche illegalmente detenuti all’estero. L’Ilva divenne dei commissari.</p>
<p>Il primo fu un prefetto, che non fece a tempo ad arrivare che già disponeva di un avviso di garanzia. Se ne andò. Ai successori, nominati nel numero di tre, fu messo a disposizione (2015) uno scudo penale, di cui ancora si parla. Perché? Perché qualsiasi cosa avessero fatto sarebbero potuti essere accusati, come accadde al predecessore. E questo è il punto più importante: se si determina una cosa di quel genere è evidente che a non funzionare sono le leggi che regolano la faccenda e se la minaccia penale è così terribile non discende dall’avere violato la legge, ma dal fatto che potrai dimostrarlo solo dopo anni, sempre che non crepi prima. Lo scudo penale fu posto a difesa dei commissari. Il resto degli italiani, però, rimanevano dentro lo stesso pazzotico sistema, ma senza scudo alcuno. Questa è la questione più importante.</p>
<p>Aperto un negoziato l’Ilva fu poi venduta. Gli acquirenti si impegnavano ad investire e risanare (la Commissione europea considerava l’Ilva, gestione Riva, il miglior esempio di investimento per il risanamento). Però si sarebbero trovati nella medesima condizione del loro predecessore privato e dei commissari che gli erano succeduti, sicché passibili di finire sotto eterno processo per il solo fatto di far funzionare l’acciaieria. Per questa ragione il contratto fu firmato vigente la legge che scudava anche loro.</p>
<p>Qualcuno dubitò, noi fra questi: gli acquirenti erano stati concorrenti dell’Ilva e di acciaio, per ora, se ne produce troppo, non è che poi chiudono Taranto? No, si sosteneva, perché il contratto prevede l’impegno ad investire più di 4 miliardi. Vero. Tutto stava a che non ci fossero scappatoie. Le ha incredibilmente create prima il governo Conte 1, presente e corresponsabile la Lega, che oggi strepita, cancellando lo scudo, poi la maggioranza del Conte 2, perché dopo la reintroduzione, mediante decreto, dello scudo s’è industriata a sopprimerlo in Parlamento, con il voto di quelli che oggi strepitano: Pd, Leu e Iv. Discorso a parte per i pentastellati, presenti e consenzienti nel togliere lo scudo, rimettere lo scudo e ritogliere lo scudo: sono asini demagoghi che non sanno come giustificare il fare l’opposto di quel che dicono.</p>
<p>Tre conclusioni: 1. il Paese che ha bisogno dello scudo penale per potere rispettare i patti con il governo è da matti, il governo che toglie lo scudo e poi protesta per il non rispetto dei patti è da incapaci; 2. questa situazione si riproduce in moltissimi settori e casi, descrivendo un Paese in cui non si è più in grado di sapere cosa è lecito e cosa no, mentre la giustizia agisce nell’incertezza del diritto, il tutto senza fare la sola cosa necessaria: riscrivere le regole del mercato e dell’ambiente, oltre a quelle penali e di procedura; 3. la politica è popolata da demagoghi pronti a dire qualsiasi cosa e da codardi che una volta visto il successo dei demagoghi non sanno far altro che accodarsi.</p>
<p>Nel caso taluno pensasse che il disastro sia solo a Taranto.</p>
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