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	<title>esteri Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>esteri Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>Giuseppe Conte, parabola di un “turboatlantista”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Parrinello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Dec 2023 18:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[esteri]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe conte]]></category>
		<category><![CDATA[populismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C’è stato un tempo in cui il senso delle Istituzioni suggeriva agli ex presidenti del Consiglio la massima coerenza e la minor demagogia in materia di politica estera e di difesa. I tempi sono evidentemente cambiati. Nessun giornale ne ha dato conto e, tutto sommato, anche questo è un segno dei tempi. Resta, tuttavia, il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/giuseppe-conte-parabola-di-un-turboatlantista/">Giuseppe Conte, parabola di un “turboatlantista”</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>C’è stato un tempo in cui il senso delle Istituzioni suggeriva agli ex presidenti del Consiglio la massima coerenza e la minor demagogia in materia di politica estera e di difesa. I tempi sono evidentemente cambiati.</p>
<p>Nessun giornale ne ha dato conto e, tutto sommato, anche questo è un segno dei tempi. Resta, tuttavia, il fatto che l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte nei giorni scorsi abbia sparato a palle demagogiche incatenate contro la decisione dell’Italia di partecipare, con la fregata Virginio Fasan, alla missione internazionale volta a ripristinare la navigabilità dello stretto di Suez e del Mar Rosso, compromessa dalle incursioni militari dei ribelli jememiti, sciti, Huthi. Coalizione a cui partecipano circa 35 paesi tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Spagna, Paesi Bassi, Norvegia, Canada e che mercoledì ha avuto il via libera del capo della politica estera europea, Josep Borrel.</p>
<p>L’intrepido Conte l’ha messa così: “L’Italia si sta caratterizzando come turboatlantista… Non mi sembra che farci coinvolgere in un ulteriore conflitto sia il nostro obiettivo, ma siccome bisogna essere ossequiosi a Washington, manderemo una fregata e forse ne manderemo delle altre”. Un uomo tutto d’un pizzo.</p>
<p>Si da però il caso che per l’Italia, così come per gli altri paesi della coalizione, non si tratti si assecondare un diktat americano, ma di impedire che i ribelli Huthi blocchino una rotta da cui passa circa il 30% del traffico commerciale mondiale e l’intero interscambio tra il nostro Paese e l’Asia. Evitare Suez per i mercantili e le petroliere significherebbe dover circumnavigare l’Africa: sette giorni di navigazione in più, con relativa impennata dei costi che dagli armatori si ripercuoterebbero sui consumatori, Ma questo a Giuseppe Conte non interessa. A lui, oggi, interessa screditare l’immagine del governo facendolo apparire servile nei confronti degli Stati Uniti così come, in materia di riforma del Patto di stabilità, di Francia e Germania. Calcoli di bottega elettorale che mal si conciliano con il recente status istituzionale del nuovo capo grillino.</p>
<p>Resta, così, la nostalgia per lo stile dei tempi andati. Tempi lontani. Comunque lontanissimi dalla sensibilità del camaleontico Giuseppe Conte. Lo abbiamo riscontrato alla Camera, quando il Movimento 5stelle si è allineato a FdI e Lega nel respingere la riforma del Mes i cui negoziati erano stati avviati nel 2021, con Conte premier. Lo abbiamo visto sin dall’inizio della legislatura sull’Ucraina. Il Conte “pacifista” ha più volte criticato la scelta del governo Meloni, così come dell’Unione europea, di sostenere lo sforzo bellico del popolo ucraino inviando armi e munizioni. Soldi sottratti agli italiani in difficoltà, è stata ed è la retorica contiana. Narrazione che mal si concilia col fatto che sia nel 2018 sia nel 2019 l’allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte abbia assicurato alla Nato che l’Italia avrebbe portato al 2% del Pil le proprie spese militari e che con lui a palazzo Chigi le spese militari siano effettivamente passate dai 23,4 miliardi del 2018 ai 25,6 miliardi del 2021. Oltre due miliardi di euro in più. Ma è inutile stupirsi, allora il “turboatlantista” era Giuseppe Conte, il quale aveva evidentemente ritenuto opportuno mostrarsi “ossequioso a Washington”.</p>
<div></div>
<p><a href="https://www.huffingtonpost.it/politica/2023/12/23/news/turbominchia_fosse_per_conte_litalia_annegherebbe_a_suez-14686634/"><em><strong><span style="color: #888888;">Huffington Post</span></strong></em></a></p>
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		<title>Gas e vincoli</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/gas-e-vincoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Oct 2022 19:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[esteri]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perché essere realisti e riconoscere l’inviolabile vincolo dell’Unione Europea è il modo migliore di difendere i giusti interessi nazionali A Praga, si sono incontrati i Capi di Stato e di Governo dei paesi dell&#8217;Unione Europea. Prima che si inizi a parlare di fallimento ed Europa spaccata – argomenti quasi totalmente privi di senso della realtà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/gas-e-vincoli/">Gas e vincoli</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/BC31KE61i6I" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3 style="text-align: center;">Perché essere realisti e riconoscere l’inviolabile vincolo dell’Unione Europea è il modo migliore di difendere i giusti interessi nazionali</h3>
<p>A Praga, si sono incontrati i Capi di Stato e di Governo dei paesi dell&#8217;Unione Europea. Prima che si inizi a parlare di fallimento ed Europa spaccata – argomenti quasi totalmente privi di senso della realtà – è bene ricordare che quello di oggi è un incontro informale.</p>
<p>L&#8217;appuntamento formale del Consiglio Europeo è il 20 e il 21 ottobre prossimi. Lì si conta e si spera di portare a casa delle decisioni. Per capire quali decisioni saranno, quali possono essere utili e quali scenari si aprono bisogna tenere presenti due cose.</p>
<p>La prima: tutto ciò deriva dalla straordinaria unità e determinazione dimostrata dall’Unione Europea dinnanzi alla criminale aggressione russa all&#8217;Ucraina, non dalle spaccature. È bene ricordare che, assieme al primo pacchetto di sanzioni varato dall&#8217;Unione Europea, si decise anche – per voce e mano tedesca – di chiudere per sempre il capitolo di Nord Stream 2.</p>
<p>Questo è costato alla Germania sia in termini economici, sia in termini di forza strategica, perché i Paesi più colpiti non possono che essere i Paesi più industrializzati. La Germania è la prima potenza industriale d&#8217;Europa e l’Italia la seconda. La nostra energia dipende più di quella della Germania dal gas, ma la parte del gas che prendono i tedeschi è prevalentemente russa.</p>
<p>I tedeschi sono stati fino ad ora un hub continentale del gas, proprio perché erano lì le terminazioni dei gasdotti russi. Noi potremmo esserlo nel Mediterraneo, perché abbiamo già gasdotti che arrivano via mare e ne avremo di più un domani.</p>
<p>È questo il contesto dell&#8217;unità, in cui, inevitabilmente e giustamente, ci sono anche interessi da contemperare. Tuttavia, sostenere che nessuno ha voluto l&#8217;unità oppure che non si è mediato fra gli interessi è una corbelleria.</p>
<p>La seconda cosa è che un po&#8217; con l’atteggiamento piagnucoloso dalle nostre parti si sostiene che l&#8217;Europa non stia facendo granché e si chiede di mettere il tetto al gas. A parte che c&#8217;è già, perché, forse è sfuggito, ma sopra una determinata cifra di prezzo le compagnie che vendono devono essere tassate. Quindi c&#8217;è già un vincolo interno.</p>
<p>Si va verso l&#8217;acquirente unico, che è più rilevante e più importante del tetto del gas. Il tetto del gas sarà comunque transitorio. Secondo me, ci arriveremo, ma sarà comunque transitorio. Invece, l&#8217;acquirente unico può diventare permanente e questo influirà molto di più sul prezzo del gas in condizioni normali, perché noi torneremo alle condizioni normali. Entro il 24, saremo totalmente affrancati dal gas che proviene dalla Russia.</p>
<p>Ad ogni modo, ci si ricordi anche che l&#8217;Unione Europea esiste e ogni volta che si prendono e si chiedono delle integrazioni e degli aiuti si contraggono dei vincoli e dei legami. Non si può pensare di essere dentro un alveo nel quale arrivano i soldi, ci sono le difese monetarie, c&#8217;è un mercato unico che è per noi il 60% delle nostre esportazioni, ma non ci sono doveri. Più chiedo che l&#8217;Unione provveda più sto trasferendo sovranità. Questo deve essere chiaro subito, perché, altrimenti, questo è un Paese che continua ad essere schizofrenico: ossia a chiedere la soluzione all’Europa, per poi dire che si è concesso troppo.</p>
<p>Questo è un atteggiamento molto sciocco: essere realisti, stare con i piedi per terra e riconoscere l&#8217;inviolabile vincolo dell&#8217;Unione Europea è il modo migliore, più saggio e più razionale di difendere i giusti interessi nazionali.</p>
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