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	<title>cottarelli Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>cottarelli Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>Nel Pd non c’è spazio per il merito e le idee liberali</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/nel-pd-non-ce-spazio-per-il-merito-e-le-idee-liberali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carlo Cottarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 May 2023 16:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[cottarelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caro Direttore, nei prossimi giorni presenterò le mie dimissioni dal Senato che dovranno poi essere approvate dall’Aula. Non è stata una scelta facile e La ringrazio per l’opportunità di spiegarne le motivazioni. Lascio il Senato per andare a dirigere, a titolo gratuito, un nuovo Programma per l’Educazione nelle Scienze Economiche e Sociali rivolto agli studenti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Direttore, nei prossimi giorni presenterò le mie dimissioni dal Senato che dovranno poi essere approvate dall’Aula. Non è stata una scelta facile e La ringrazio per l’opportunità di spiegarne le motivazioni. Lascio il Senato per andare a dirigere, a titolo gratuito, un nuovo Programma per l’Educazione nelle Scienze Economiche e Sociali rivolto agli studenti delle scuole superiori offerto dall’Università Cattolica di Milano. L’idea è di costituire un gruppo di esperti senior di alto livello che, pro bono, visiteranno le scuole per condividere con gli studenti le loro esperienze accumulate in una vita lavorativa. L’obiettivo è di svolgere circa 150 visite all’anno, forse di più. I temi trattati comprenderanno le tendenze di breve e lungo termine dell’economia italiana, le politiche monetarie e di bilancio, le tematiche strutturali soprattutto rispetto all’inserimento nel mondo del lavoro, la sostenibilità economica e ambientale, la finanza, l’interazione tra economia e diritto, la costituzione italiana e l’importanza della comunicazione per le politiche economiche e sociali. Le presentazioni non comporterebbero costi per le scuole coinvolte. Ci sarebbero poi presentazioni serali per centri culturali, circoli per gli anziani e così via.</p>
<p>Credo molto in questo progetto, anche perché penso sia importante che chi ha avuto tanto dalla vita e ha accumulato esperienze sia disposto a condividerle con giovani e altri. Rispetto alla mia attuale posizione al Senato, due cose hanno reso più facile accettare la proposta fattami dall’Università Cattolica. Primo, in questo momento storico mi sembra che nella vita parlamentare ci sia molta, troppa animosità. Spesso le posizioni sono espresse “per partito preso” e i dibattiti sono solo un’occasione per attaccare l’avversario. Non intendo criticare i miei colleghi. Una forte contrapposizione tra maggioranza e opposizione è probabilmente inevitabile in questo momento storico, ma i dibattiti estremizzati non sono nelle mie corde. Forse allora, nel mio piccolo, posso essere più utile al Paese tornando a commentare le politiche economiche dall’esterno, dicendo quello che penso senza il rischio di autocensurarmi. Secondo, è innegabile (basta vedere la composizione della nuova Segreteria) che l’elezione di Elly Schlein abbia spostato il Pd più lontano dalle idee liberaldemocratiche in cui credo. Ho grande stima di Elly Schlein e non credo sbagli a spostare il Pd verso sinistra. La scelta alle primarie è stata netta e i sondaggi la premiano. Un Pd più a sinistra può trasmettere un messaggio più chiaro agli elettori, cosa essenziale per un partito politico. Ciò detto, mi trovo ora a disagio su diversi temi.</p>
<p>Una questione chiave è il ruolo che il “merito” debba avere nella società. Il principio del merito era molto presente nel documento dei valori del Pd del 2008, l’ultimo disponibile quando decisi di candidarmi. Manca invece in quello approvato a gennaio 2023 e nella mozione Schlein per le primarie. A livello più specifico, di recente ci sono stati diversi casi in cui non ho condiviso le posizioni prese dal Pd, per esempio su aspetti del Jobs Act, sull’aumento delle accise sui carburanti, sul freno al Superbonus e sul compenso aggiuntivo per insegnanti che vivono in aree dove il costo della vita è alto, come suggerito da Valditara. Ho posizioni diverse da Elly Schlein anche sui termovalorizzatori, sull’utero in affitto e in parte anche sul nucleare. Qualcuno dice che, date queste differenze, dovrei cambiare gruppo parlamentare. Non sarebbe giusto, anche perché sono stato eletto col proporzionale e quindi senza una scelta diretta sul mio nome da parte degli elettori. Il primo dei non eletti mi sostituirà senza perdite di seggi per il Pd. Mi sembra la scelta più corretta. L’autore è senatore indipendente nel gruppo del Pd</p>
<p><a href="https://www.repubblica.it/politica/2023/05/08/news/carlo_cottarelli_lascia_senato_pd_schlein-399163321/"><strong><em>La Repubblica </em></strong></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/nel-pd-non-ce-spazio-per-il-merito-e-le-idee-liberali/">Nel Pd non c’è spazio per il merito e le idee liberali</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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		<title>3 cose e 1/2 sul nuovo governo</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/12767-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jun 2018 07:18:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[cottarelli]]></category>
		<category><![CDATA[di maio salvini]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I governi si giudicano da quello che fanno. Il tempo del prima e quello del durante sono diversi, solo dopo si potrà stabilire chi aveva visto giusto e se le cose annunciate sono state poi realizzate. Ma tre cose, e mezza, mi pare utile sottolineare, perché avranno riflessi nel futuro. 1) Il governo nasce perché [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/12767-2/">3 cose e 1/2 sul nuovo governo</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I governi si giudicano da quello che fanno</strong>. Il tempo del prima e quello del durante sono diversi, solo dopo si potrà stabilire chi aveva visto giusto e se le cose annunciate sono state poi realizzate. Ma tre cose, e mezza, mi pare utile sottolineare, perché avranno riflessi nel futuro.</p>
<p><strong>1)</strong> <strong>Il governo nasce perché il presidente della Repubblica</strong> ha agito nel modo che tanti, e i diretti interessati, hanno condannato. <strong>M5S e Lega</strong> avevano già stabilito di non potere governare assieme, ma furono indotti a ripensarci quando il presidente disse l’ovvio: un governo nascerà comunque. Hanno fallito, sgambettandosi a vicenda e fissando paletti cui poi non riuscivano a stare, e già annunciato le urne, per non dire della grottesca idea di mettere il presidente in stato d’accusa, quando dal Colle è stato annunciato l’imminente governo tecnico. Hanno avuto il tempo necessario ed è nato il governo. Molti dovrebbero chiedere scusa a Sergio Mattarella.</p>
<p><strong>2)</strong> <strong>Carlo Cottarelli è un vero servitore dello Stato</strong>. Osservazione che può sembrare marginale e irrilevante, ma che, al contrario, tornerà politicamente a emergere.</p>
<p><strong>3) Abbiamo visto l’Italia usata come strumento</strong>. Quelli in campo non erano combattenti, ma armi di combattimenti altrui. La posta in gioco non era questo o quel ministero, ma la sorte di tutta intera l’area dell’euro. È un concetto difficile, per molti, perché sono accecati da falsi presupposti. <strong>Mi chiedono</strong>: pensi quindi che siano al soldo di Putin? O di Trump? E giù risate. Sciocche. L’Ue è l’area più ricca, sviluppata e libera del mondo. Naturale che abbia dei nemici. Anche perché non esiste come potenza militare ed è neonata come soggetto politico. Non credo <strong>Bannon</strong> fosse in giro per turismo. Escludo <strong>Putin</strong> cerchi foto opportunity con questo o quell’esponente della destra europea. Ma in questo non c’è meccanicità.</p>
<p><strong>Il punto è altrove, interno all’Ue</strong>. Ed è un fronte assai composito. <strong>Per dirne una</strong>: la destra cristiano democratica tedesca, che non è affatto con Merkel, adora l’idea che in Italia succeda quello che loro hanno paventato, ovvero si scassi il bilancio e si squilibri l’euro. E lo adorano anche perché aiuterebbe le banche tedesche a non versare i soldi (scadenza 2020) nel fondo interbancario europeo. In Italia i nostri militi con bandiera cangiante hanno fatto il possibile, per soddisfarli. Per dirne una.</p>
<p>Da quel che capisco, ove mai il gioco degli specchi e dei non specchiati non inganni, <strong>la linea di politica estera</strong> sarà filo francese. Me ne compiacerei, senza esagerare. Un altro fronte antagonista della Germania merkeliana, ma in direzione opposta a quello dei tedeschi appena ricordati. Spero qualcuno sia consapevole di ciò e abbia in mente un modo per tenere le cose in coerenza.</p>
<p>La mezza cosa è questa: <strong>Juncker è un cretino</strong>. Chi ricopre quella carica non può parlare a vanvera, essendo irrilevante se ha ragione o torto. Posto ciò, siano chiare due cose: <strong>a.</strong> che l’Italia sia il Paese più corrotto d’Europa, e tendenzialmente del mondo, lo sostengono gli italiani e lo documenta la Corte dei conti, che ha scritto follie, in merito (in passato feci i conti e documentai tale affermazione), ma restano scritte;<strong> b.</strong> il nostro tasso d’occupazione è il più basso fra i grandi Paesi, sicché è documentalmente vero che lavoriamo poco.</p>
<p>La stagione della lamentazione pezzente non finirà mai troppo presto né quella della ragionevolezza operante inizierà mai troppo presto.</p>
<p>Davide Giacalone, 1 giugno 2018</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/12767-2/">3 cose e 1/2 sul nuovo governo</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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