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	<title>torture Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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		<title>La Russia come l’Isis</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna Zafesova]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Apr 2023 16:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Non guardate questo video». Perfino gli account ucraini, di solito molto efficaci nel mobilitare un&#8217;ondata di indignazione, non postano il link al filmato dell&#8217;orrore. Bombe sugli ospedali, sui condomini, esecuzioni sommarie, torture, bambini rapiti: ogni giorno si sfonda una barriera dell&#8217;indicibile, impossibile, insopportabile. Quello che fa raggelare nel video della decapitazione con un coltello di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/la-russia-come-lisis/">La Russia come l’Isis</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«Non guardate questo video». Perfino gli account ucraini, di solito molto efficaci nel mobilitare un&#8217;ondata di indignazione, non postano il link al filmato dell&#8217;orrore. Bombe sugli ospedali, sui condomini, esecuzioni sommarie, torture, bambini rapiti: ogni giorno si sfonda una barriera dell&#8217;indicibile, impossibile, insopportabile. Quello che fa raggelare nel video della decapitazione con un coltello di un soldato ucraino per mano di militari russi non è nemmeno il suo grido di dolore, né la sbrigativa efficienza dei boia, né l&#8217;evidente normalità del massacro compiuto di cui il comando è al corrente. A rendere il video davvero una nuova frontiera dell&#8217;orrore è il fatto che non si tratta di un &#8220;leak&#8221;: non è una denuncia degli ucraini per screditare gli invasori, è uscito sui canali della propaganda russa, ed è stato ripostato e commentato (positivamente) proprio da chi ne esce devastato senza possibilità di redenzione, i russi stessi.</p>
<p>In tutte le guerre, si aprono abissi di odio e ferocia. Quello che cambia è l&#8217;esibizione di quella che dovrebbe venire secretato, l&#8217;orgoglio della mostruosità, la normalità del disumano. &#8220;Gole profonde&#8221; da Mosca spiegano che la decapitazione è stata compiuta dal gruppo Wagner, e che il video è stato pubblicato intenzionalmente, per incoraggiare gli ucraini a torturare a loro volta i prigionieri russi, fermando così l&#8217;emorragia di militari di Mosca che si arrendono al nemico (3 mila soltanto a marzo, secondo Kyiv). È evidente che l&#8217;esecuzione sia stata compiuta, filmata e diffusa per terrorizzare.</p>
<p>Il paragone con l&#8217;Isis, nello sfoggio pubblico di violenza, è inevitabile ed è venuto in mente a molti. Per allontanarsi da questo parallelo, sarebbe bastata una condanna, una promessa di indagare e punire. Non sono arrivati. Il parlamento russo era troppo impegnato ad approvare, all&#8217;unanimità, la legge che trasforma i maschi russi in reclute da mandare in trincea con un click. I tribunali russi erano intenti a condannare a 25 anni per &#8220;alto tradimento&#8221; politici di opposizione come Vladimir Kara-Murza. La polizia russa era troppo impegnata ad arrestare chi scrive &#8220;no alla guerra&#8221; sui muri. L&#8217;esercito era indaffarato a reclutare galeotti da spedire al fronte. La magistratura era troppo impegnata a leggere tonnellate di delazioni contro i &#8220;nemici del popolo&#8221;.</p>
<p>In un Paese dove le maestre denunciano i bambini (e i bambini le maestre) per un disegno pacifista, dove il leader dell&#8217;opposizione in cella perde 8 chili in 15 giorni perché torturato con la fame, la Tv inneggia alla bomba atomica, gli intellettuali decantano Stalin e i giudici tolgono i<br />
figli ai dissidenti, il limite dell&#8217;orrore è stato sfondato da tempo. Il paragone con l&#8217;Isis regge nella furia con la quale la Russia resuscita il suo passato più oscuro, cancellando con le sue mani ogni residuo rispetto o empatia che poteva suscitare.</p>
<p>Il 12 aprile è l&#8217;anniversario del volo di Yuri Gagarin, ma la Russia preferisce essere celebre non per le conquiste dello spazio, ma per i mercenari di Wagner che decapitano prigionieri. Il Paese che presiede il Consiglio di Sicurezza dell&#8217;Onu si sta trasformando nel Mordor, come lo chiamano gli ucraini, la terra dell&#8217;oscurità inventata da Tolkien, abitata da orchi governati con la tortura e la morte. Nel suo ultimo libro &#8220;L&#8217;antimondo russo&#8221; il filosofo Mikhail Epshtein scrive che quello russo è l&#8217;unico impero a comportarsi come colonizzatore spietato anche verso il proprio popolo, e a non cercare di migliorarne la vita, perché una dittatura di orchi non è capace di governare uomini liberi e felici. In una cultura politica, ereditata da Stalin e da Ivan il Terribile, che confonde la paura con il rispetto, ed esige la prima come segno del<br />
secondo, il video dell&#8217;orrore è una promessa anche ai sudditi di Putin, ormai privati di vie di fuga.</p>
<p><a href="https://www.lastampa.it/editoriali/lettere-e-idee/2023/04/13/news/cosi_la_russia_diventa_come_lisis-12750688/"><strong><em>La Stampa</em></strong></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/la-russia-come-lisis/">La Russia come l’Isis</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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