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	<title>studio Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>studio Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>Manifeste castronerie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Mar 2025 18:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L’Opinione del Direttore]]></category>
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		<title>Eccellenze universitarie</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/eccellenze-universitarie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Mar 2025 13:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L’Opinione del Direttore]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
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		<title>Istruzione: la fotografia di un Paese in difficoltà</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/istruzione-la-fotografia-di-un-paese-in-difficolta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Santucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2018 10:37:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[ocse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il quadro sulla percentuale dei laureati italiani certificato nei recenti dati diffusi dall&#8217;Ocse nel Rapporto Education at a glance 2018 consegna ancora una volta una Italia sempre più in difficoltà non solo con i maggiori competitors internazionali ma, soprattutto &#8211; e in modo preoccupante &#8211; con i paesi ancora in via di sviluppo. Solo il 4% degli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/istruzione-la-fotografia-di-un-paese-in-difficolta/">Istruzione: la fotografia di un Paese in difficoltà</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il quadro sulla <strong>percentuale dei laureati italiani</strong> certificato nei recenti dati diffusi dall&#8217;Ocse nel <em>Rapporto Education at a glance 2018</em> consegna ancora una volta una Italia sempre più in difficoltà non solo con i maggiori competitors internazionali ma, soprattutto &#8211; e in modo preoccupante &#8211; con i paesi ancora in via di sviluppo. Solo il 4% degli italiani possiede una laurea a fronte del 17% vantato dai paesi Ocse e nella fascia d&#8217;età compresa tra i 25 e i 34 anni il livello di laureati si ferma al 27% (ma dieci anni fa era addirittura al 19%) contro il 44% degli altri 36 paesi monitorati: praticamente il penultimo posto prima del Messico.</p>
<p>Basta anche uno sguardo superficiale ai numeri per notare come, a differenza di altri settori come quello industriale, certi dati comprendano, sorprendentemente, sia le aree più sviluppate del nord che quelle più arretrate del sud: mai forse si era visto il <strong>Trentino Alto Adige</strong> condividere con la <strong>Basilicata</strong> una percentuale inferiore del 10% in termini di tasso di scolarizzazione rispetto alla media nazionale.</p>
<p>Che l&#8217;Italia fosse il paese delle disuguaglianze sociali più stratificate, nonostante l&#8217;alto livello di globalizzazione raggiunto e un tasso di scolarizzazione tutto sommato soddisfacente, era cosa nota da tempo. Per questo, nonostante i disparati interventi normativi susseguitisi nel corso di vari anni e di vari governi, <strong>poco meno del 20%</strong> dei giovani provenienti da nuclei familiari meno istruiti ha superato il livello scolastico raggiunto dai genitori. E non va meglio ai giovani laureati alla ricerca di una occupazione: solo l&#8217;<strong>81%</strong> di chi è in possesso della laurea riesce a trovare lavoro, un’altra fotografia della netta cesura tra istruzione e mondo del lavoro che fa dell&#8217;Italia un caso unico all&#8217;interno del quadro delle grandi potenze industrializzate. Insomma, tra qualche luce, come il <strong>71%</strong> dei giovani figli di non laureati che prosegue il ciclo di studi dopo la maturità contro il solo 47% della media Ocse, e molte ombre, come il solo 25% che decide di aggiornare i propri studi dopo la laurea, il settore dell&#8217;istruzione può essere considerato a tutti gli effetti una delle nostre maggiori emergenze nazionali.</p>
<p>Un disastro, questo, che ha radici lontane: l&#8217;impennata dei giovani che decide di lasciare l&#8217;Italia e studiare all&#8217;estero (più 36% in soli tre anni) è forse la declinazione più evidente del fallimento di un sistema &#8211; scolastico ed universitario &#8211; che ha conseguenze dirette, e fin troppo sottovalutate, in termini di produzione interna.[spacer height=&#8221;20px&#8221;]
<p><a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/09/istruzione-1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-13432 size-large" src="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/09/istruzione-1-650x545.jpg" alt="" width="640" height="537" srcset="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/09/istruzione-1-650x545.jpg 650w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/09/istruzione-1-250x210.jpg 250w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/09/istruzione-1-400x335.jpg 400w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/09/istruzione-1-768x644.jpg 768w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/09/istruzione-1-150x126.jpg 150w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/09/istruzione-1-800x671.jpg 800w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/09/istruzione-1-239x200.jpg 239w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/09/istruzione-1-24x20.jpg 24w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/09/istruzione-1-36x30.jpg 36w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/09/istruzione-1-48x40.jpg 48w, https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2018/09/istruzione-1.jpg 940w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /> [spacer height=&#8221;20px&#8221;]</a></p>
<p>Senza tralasciare che l&#8217;Italia, tra i tanti ultimi posti che occupa nelle varie classifiche, è <strong>fanalino di coda anche nel livello d&#8217;età degli insegnati</strong> (il 58% ha oltre 50 anni) e che la spesa per studente nelle scuole, da quella primaria agli istituti post-secondari non terziari, è ancora diminuita rispetto agli precedenti. Se la spesa pubblica nell&#8217;istruzione &#8211; come ha rilevato l&#8217;Istat &#8211; nel 2015 ha inciso sul Pil per il<strong> solo 4,0%</strong>, il valore più basso di quello medio europeo che è del 4,9%, non è certo un caso come il nostro sistema d&#8217;istruzione non sia per nulla attrattivo nei confronti degli studenti stranieri che ammontano al 5% rispetto al 6% dell’area Ocse e al 9% nei Paesi della media UE23. E se in Italia non investono gli studenti stranieri non si può certo pretendere che a farlo siano gli imprenditori.</p>
<p>Continuando a concepire, come si fa in Italia, <strong>scuola e impresa due mondi paralleli e non comunicanti</strong>, il magro bottino rappresentato dai numeri che disegnano il nostro livello d&#8217;istruzione è destinato a ripercuotersi fisiologicamente anche e soprattutto nel settore produttivo. Eppure qualche, pur timidissimo, segnale di ravvedimento c&#8217;è. E riguarda la ricerca e lo sviluppo, l&#8217;unico mondo di mezzo tra istruzione universitaria e lavoro che mostra segnali incoraggianti, anche se riguardano un aspetto ancora troppo settoriale.</p>
<p><strong>Secondo gli ultimi dati dell&#8217;Istat</strong> la spesa di imprese, istituzioni pubbliche, istituzioni non profit e università è salita a 23,2 miliardi di euro, segnando un +4,6% rispetto al 2015 e registrando l’1,38% del Pil nel 2016 rispetto all’1,34% del 2015 mentre per il 2017 si stima una crescita ulteriore sino all&#8217;1,8% che, se non basterà a risollevare la china rispetto alle quattro volte in più che spende la Germania, dà certamente conto di una ritrovata sensibilità sul tema. Sempre che l&#8217;istruzione italiana sappia consegnarci qualcuno in grado di far buon uso di questo tesoretto, ancora troppo piccolo ma comunque invitante per chi, come noi, è costretto a guardarsi dalla concorrenza della Bulgaria. Una lotta tra poveri che non fa certo onore al nostro sempre meno istruito Paese.</p>
<p>Simone Santucci, 18 settembre 2018</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/istruzione-la-fotografia-di-un-paese-in-difficolta/">Istruzione: la fotografia di un Paese in difficoltà</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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