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	<title>oscar giannino Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>oscar giannino Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>LibSpace con Oscar Giannino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2022 19:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività 2022]]></category>
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		<category><![CDATA[jacopo d'andreamatteo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come siamo arrivati alla vittoria di Giorgia Meloni e alla sua nomina come presidente del consiglio, all’orizzonte si rivedranno i blocchi dei porti alle navi delle ONG ma le difficoltà non macherano anche per l’elevato numero di deputati impegnati in ruoli di governo. La burocrazia si è incartata anche nella gestione dei bonus e restiamo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/libspace-con-oscar-giannino/">LibSpace con Oscar Giannino</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Come siamo arrivati alla vittoria di Giorgia Meloni e alla sua nomina come presidente del consiglio, all’orizzonte si rivedranno i blocchi dei porti alle navi delle ONG ma le difficoltà non macherano anche per l’elevato numero di deputati impegnati in ruoli di governo. La burocrazia si è incartata anche nella gestione dei bonus e restiamo indietro nella partecipazione al mercato del lavoro. E poi un annuncio a sorpresa.</p>
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		<title>Terremoto: ricostruiamo futuro senza decimali</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/terremoto-ricostruiamo-futuro-senza-decimali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Oct 2016 11:04:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli per la lettura]]></category>
		<category><![CDATA[oscar giannino]]></category>
		<category><![CDATA[riscotruzione]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[:it]Per Oscar Giannino  il terremoto è la grande occasione per mettere a frutto tutto ciò che Giappone e California fanno tecnicamente da decenni[:]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/terremoto-ricostruiamo-futuro-senza-decimali/">Terremoto: ricostruiamo futuro senza decimali</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La nuova scia sismica che continua a colpire Marche, Umbria e Alto Lazio conferma purtroppo quanto dicemmo dopo il <strong>sisma</strong> del 24 agosto scorso e le sue 300 vittime. Ancora una volta la macchina dei soccorsi e degli interventi emergenziali si è messa in moto da subito, forte delle esperienze appena maturate due mesi fa. Ma perché mai e necessario insistere sulla strada che è stata finalmente imboccata dopo la strage estiva: non fermarsi più all&#8217;emergenza e poi alla ricostruzione dei centri colpiti, ma <strong>avviare una grande macchina pubblico-privata</strong> che abbia come obiettivo in alcuni anni la messa in sicurezza progressiva, a cominciare dalle aree italiane esposte a maggior rischio sismico e idro-geologico, della parte troppo rilevante esposta a rischio dell&#8217;obsolescente patrimonio edilizio e urbano.</p>
<p>È una delle tre maggiori obiezioni sollevate dalla Commissione Europea alla bozza di bilancio 2017 predisposta dal governo italiano, quella sull&#8217;entità delle risorse destinate agli interventi anti-sismici. Oltre al peggioramento del saldi di bilancio strutturale corretto per il ciclo e alle spese destinate ad affrontare l&#8217;emergenza-migranti, Bruxelles obietta sullo 0,3% di Pil che il governo destina nel 2017 all&#8217;avvio della messa in sicurezza complessiva degli edifici nel nostro Paese, attraverso strumenti come il <strong>sisma-bonus</strong> che dal 50% delle spese sostenute potrà arrivare fino all&#8217;85% se l&#8217;edificio viene migliorato di 2 classi di rischio, entro un tetto di spesa fissato a 96.000 euro l&#8217;anno fino al 2021, recuperabile in 5 anni anziché in 10, esteso anche alle imprese. E accessibile non solo a chi risiede o opera in area sismica le 2, ma anche nella 3.</p>
<p>Per la Commissione, misure come queste dovrebbero essere sotto la linea del deficit consentito, non sopra. Gli unici fondi straordinari ammessi dovrebbero essere quelli per le spese dell&#8217;<strong>emergenza-sfollati</strong>, non della ricostruzione e messa in sicurezza, dice Bruxelles. Ma non è cosi. Anche solo considerando la cosa dal punto di vista ragionieristico caro a chi tiene alle regole europee, e vero l&#8217;esatto opposto. Ricordiamo en passant innanzitutto che l&#8217;unico strumento ordinario della Ue per affrontare le conseguenze di eventi naturali eccezionali, il Fondo Europeo di Solidarietà, nacque perché nell&#8217;estate 2002 il Centro Europa fu interessato da vaste inondazioni.</p>
<p>L&#8217;Italia condivide con la Grecia il maggior rischio sismico nell&#8217;intera Ue ed è messa peggio di tutti dal punto di vista idro-geologico. Ma e proprio per esserci limitati all&#8217;emergenza e trascurando sempre un programma generale di sicurezza nazionale antisismica che il conto delle vittime e dei danni italiani e diventato via via più spaventoso. In 70 anni 4419 località colpite con<strong> 5700 vittime,</strong> con grandi terremoti ogni decennio che di volta in volta hanno visto ricostruzioni avviate con criteri diversi e contrastanti, dal fallimento del Belice all&#8217;enorme fale di risorse clientelar-assistenziali in Irpinia.</p>
<blockquote><p>In 70 anni 4419 località colpite con<strong> 5700 vittime,</strong> con grandi terremoti ogni decennio che di volta in volta hanno visto ricostruzioni avviate con criteri diversi e contrastanti</p></blockquote>
<p>Il problema italiano non e solo garantire una ricostruzione il più. possibile «com&#8217;era e dov&#8217;era» ad Arquata e Accumoli, e ora a Ussita, Visso, Preci e Sant&#8217;Angelo in Nera. Imparare la lezione da decenni di errori significa cambiare prospettiva: sia temporale, che di risorse e di soggetti chiama-ti a intervenire. Temporale: perché è ingentissimo lo stock di edifici e opere da mettere in sicurezza per antichità di costruzione e di criteri e materiali posti in uso. Di risorse: perché a un simile programma sono intanto destinate risorse pubbliche per 7 miliardi in 7 anni più altri 2,7 recuperati da spese non effettuate negli anni alle nostre spalle, ma occorre aggiungervi molti miliardi di risorse private.</p>
<p>Da incentivare non solo fiscalmente via bonus per gli interventi, ma anche per estendere il più possibile strumenti assicurativi sugli immobili, traendo lezione da altri paesi nel mondo a rischio sismico, che in mate-ria hanno seguito in realtà modelli diversi, più o meno coattivi o volontari e con diversa disciplina di oneri compartecipativi anche per lo Stato. Quanti ai soggetti, un piano simile funzionerà so-lo se diventa una priorità nazionale di lungo periodo, non sollo pubblica ma estesa come una grande alleanza pubblico-privata.</p>
<p>Il confronto con 1&#8217;Europa e dunque da sviluppare non sui decimali di deficit per l&#8217;emergenza, ma proprio sul modello a lungo termine che il governo definisce Casa-Italia. Di cui intanto e stata avviata la cabina di regia, che amplia e assorbe gli uffici presso palazzo Chigi per il dissesto idro-geologico e l&#8217;edilizia scolastica, e che e stata affidata al rettore del Politecnico di Milano Giovanni Azzone. Dovrà mobilitare tutte le eccellenze italiane in campo urbanistico, architettonico, della conservazione e ristrutturazione.</p>
<p>Dar vita a un motore progettuale policentrico, insieme centrale ma soprattutto incardinato a rete nei territori. Nel quadro di una entità organizzativa snella, pienamente trasparente, e non caratterizzata dal principio della deroga alle norme del nuovo codice degli appalti. <strong>Casa Italia</strong> è la più grande sfida dalla ricostruzione italiana del Dopoguerra. È la grande occasione per mettere a frutto tutto ciò che Giappone e California fanno tecnicamente da decenni, ma nel nostro caso in coerenza all&#8217;evoluzione e alla tutela del patrimonio storico di un paese irriducibile agli altri, com&#8217;è L&#8217;Italia. Deve essere un modello da portare in Europa come banco di prova di una diversa volontà e capacità di riformare L&#8217;Italia. Questa volta non più su questa o quella branca di legislazione. Ma sulle condizioni fondamentali stesse che tutelano il diritto alla vita e alla sicurezza non solo degli italiani, ma di chiunque dall&#8217;estero venga a visitare, a vivere e operare nel nostro Paese.</p>
<p><strong>Oscar Giannino</strong>, <em>Il Messaggero</em> 28 ottobre 2016</p>
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