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	<title>Fondazione Luigi Einaudi Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>Fondazione Luigi Einaudi Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>L&#8217;attualità del pensiero economico di Luigi Einaudi a 150 anni dalla nascita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Cruciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Mar 2024 18:00:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2024 è l’anno in cui si celebrano i 150 anni di Luigi Einaudi. Economista, solido liberale e autorevole uomo delle Istituzioni. “Mai come in questa fase avremmo bisogno di un metodo einaudiano come bussola per orientare la nostra società. Conoscere, poi discutere per poi deliberare, in questa sua celebre citazione c’è tutto Luigi Einaudi, lui [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/lattualita-del-pensiero-economico-di-luigi-einaudi-a-150-anni-dalla-nascita/">L&#8217;attualità del pensiero economico di Luigi Einaudi a 150 anni dalla nascita</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2024 è l’anno in cui si celebrano i 150 anni di Luigi Einaudi. Economista, solido liberale e autorevole uomo delle Istituzioni. “Mai come in questa fase avremmo bisogno di un metodo einaudiano come bussola per orientare la nostra società. Conoscere, poi discutere per poi deliberare, in questa sua celebre citazione c’è tutto Luigi Einaudi, lui che poneva lo studio e il dialogo come presupposti della decisione politica”, ha detto il presidente della Fondazione Einaudi, Giuseppe Benedetto, aprendo il convegno Buon compleanno Presidente, attualità del pensiero economico di Luigi Einaudi, promosso dalla Fondazione per celebrare la ricorrenza.</p>
<p>L’illustre statista è stato il primo presidente della Repubblica italiana eletto dal Parlamento. Da governatore della Banca d’Italia prima e da Ministro delle Finanze poi, ha piantato i semi di quello che sarà il miracolo economico italiano, facendo fare un passo indietro allo Stato e liberando le energie della società italiana. “Fu un autentico liberista”, ha sottolineato Benedetto, “troppo spesso male interpretato. È importante ricordare oggi, e riproporre, il suo pensiero, in un tempo in cui in Italia tanto si parla del trionfo di un liberalismo che non si sa bene cosa sia, senza alcuna attinenza con la realtà”.</p>
<p>Per celebrarne la figura, durante l’incontro – che si è tenuto questa mattina nella Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto – sono state presentate tre relazioni elaborate e illustrate dal professor Lorenzo Infantino (Einaudi e l’Europa), dalla professoressa Emma Galli (Einaudi e conti pubblici) e dal professor Paolo Silvestri (Einaudi e l’umanesimo liberale), che hanno approfondito i diversi ambiti nei quali lo statista si è misurato nel corso della sua vita.</p>
<p>“Negli scritti di Einaudi è spiegata in modo chiaro l’importanza dello Stato nel garantire la concorrenza e che la concorrenza è motore di democrazia economica, distribuzione di opportunità e benessere sociale. Oggi nei principali schieramenti politici non esiste alcuna adesione al pensiero einaudiano”, ha detto l’onorevole Luigi Marattin. “A sinistra la concorrenza viene identificata come lo “sterco del diavolo”, espressione di un presunto pensiero tecnocratico a vantaggio dei poteri forti. Nel centrodestra vi è stata la scelta politica di schierarsi a difesa delle corporazioni (tassisti, professioni e servizi pubblici, concessioni demaniali) piuttosto che garantire la democrazia economica”.</p>
<p>Nel pensiero e nell’azione di Einaudi, ha concluso Andrea Cangini, segretario generale della Fondazione Luigi Einaudi, “troviamo tutto ciò di cui gli italiani e le loro classi dirigenti hanno bisogno oggi più che mai”. Rendergli onore, ha aggiunto, “significa riaffermare i principi fondanti la democrazia liberale in un’epoca in cui questa viene aggredita da rinascenti imperi, vilipesa dai demagoghi politici e non più riconosciuta da una quota crescente di cittadini come modello ideale animato da valori imprescindibili”.</p>
<p><a href="https://formiche.net/2024/03/ecco-lattualita-del-pensiero-economico-di-einaudi-a-150-anni-dalla-nascita/#content"><em><strong>Formiche.net</strong></em></a></p>
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		<title>Prodotti da fumo, l’approccio liberale dell’Italia. In Senato presentato lo studio della Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Cruciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Mar 2024 17:42:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
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		<category><![CDATA[proibizionismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In merito ai prodotti da fumo l’Italia ha un approccio insolitamente liberale, che coincide con l’orientamento della maggioranza dei cittadini e consente di tutelare al meglio la salute pubblica. È quanto emerge dallo studio della Fondazione Luigi Einaudi, “Prodotti innovativi del tabacco e della nicotina: approcci normativi a confronto”, presentato questo pomeriggio in Senato. Un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/prodotti-da-fumo-lapproccio-liberale-dellitalia-in-senato-presentato-lo-studio-della-fondazione-luigi-einaudi/">Prodotti da fumo, l’approccio liberale dell’Italia. In Senato presentato lo studio della Fondazione Luigi Einaudi</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In merito ai prodotti da fumo l’Italia ha un approccio insolitamente liberale, che coincide con l’orientamento della maggioranza dei cittadini e consente di tutelare al meglio la salute pubblica. È quanto emerge dallo studio della Fondazione Luigi Einaudi, “Prodotti innovativi del tabacco e della nicotina: approcci normativi a confronto”, presentato questo pomeriggio in Senato. Un lavoro svolto in collaborazione con Euromedia Research, che ha condotto un’indagine demoscopica sul tema, realizzata con il contributo di Philip Morris Italia. Presentata da Alessandra Ghisleri, l’indagine rivela che la maggioranza dei rispondenti – fumatori e utilizzatori di prodotti senza combustione, quali tabacco riscaldato e sigarette elettroniche (e-cig) – condivide l’adozione, da parte delle istituzioni italiane, di misure che favoriscano l’abbandono delle sigarette tradizionali anche attraverso l’uso di prodotti innovativi. Orientamento questo confermato da oltre il 67% di coloro che utilizzano prodotti a tabacco riscaldato ed e-cig.</p>
<p>Il sondaggio pone inoltre l’accento sulla necessità, da parte dei cittadini, di ricevere un’informazione più consapevole, salvi i divieti sulla pubblicità: quasi il 75% degli intervistati ritiene che, a fronte di evidenze scientifiche che indicherebbero i prodotti senza combustione quale valida alternativa alle sigarette, in una logica di potenziale riduzione del rischio, i fumatori dovrebbero avere il diritto di ricevere informazioni accurate in merito. Il 56,9% degli intervistati, inoltre, è favorevole a una regolamentazione e una fiscalità differenziata tra prodotti da fumo tradizionali e prodotti innovativi.</p>
<p>Il paper della Fondazione Einaudi, presentato da Sergio Boccadutri, membro del Cda della Fondazione, effettua invece una ricognizione sulla regolamentazione dei prodotti innovativi del tabacco e della nicotina, messa in atto in diversi paesi, con particolare riferimento ai prodotti senza combustione. “La cultura liberale, di cui la Fondazione Luigi Einaudi è custode, guarda con scetticismo all’efficacia dei divieti”, ha affermato il Segretario generale, Andrea Cangini, introducendo l’incontro. “Anche in materia di prodotti innovativi del tabacco e della nicotina, alla logica proibizionista preferiamo la logica, assai più efficace, della differenziazione tra prodotti e dello stimolo all’innovazione. Fa piacere constatare che sia questo l’approccio scelto dall’Italia. Un approccio insolitamente liberale”.</p>
<p>Dallo studio, infatti, emergono sostanzialmente due differenti tipologie di approccio in merito alla regolamentazione dei prodotti innovativi: quello dei paesi “proibizionisti”, come la Francia, che hanno adottato un quadro regolatorio che non riconosce le differenze esistenti tra i prodotti tradizionali da fumo e i prodotti innovativi non da fumo; e quello di paesi maggiormente pragmatici e aperti all’innovazione, basato sul riconoscimento delle differenze esistenti tra i prodotti da fumo e quelli privi di combustione e sulla conseguente differenziazione normativa e fiscale.</p>
<p>In tal senso, l’Italia, primo produttore di tabacco tra i paesi dell’Unione europea, nonché leader al mondo nella produzione su larga scala di prodotti del tabacco riscaldato, è pioniere nelle politiche di regolazione dei prodotti innovativi, avendo adottato da tempo un framework normativo all’avanguardia, fatto proprio – nel corso degli anni &#8211; da molti paesi in Europa e nel mondo. Un approccio che di fatto garantisce migliori risultati sul piano della salute pubblica e importanti dividendi economici. Grazie a questa normativa, infatti, l’Italia si è assicurata significativi investimenti di multinazionali come Philip Morris e ha creato una filiera del tabacco che complessivamente incide per dieci miliardi sulla sua economia.</p>
<p><a href="https://formiche.net/2024/03/fumo-prodotti-approccio-liberale/"><em><strong>Formiche.net</strong></em></a></p>
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		<title>A Roma il primo seminario della Fondazione Einaudi per le alte burocrazie comunali</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/a-roma-il-primo-seminario-della-fondazione-einaudi-per-le-alte-burocrazie-comunali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Parrinello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2023 16:51:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività 2023]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></category>
		<category><![CDATA[PNRR]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è svolto oggi il primo di una serie di seminari realizzati dal Dipartimento digitale della Fondazione Luigi Einaudi per le alte burocrazie dei Comuni, organizzato attraverso IFEL, diretta da Pierciro Galeone. Andrea Cangini, Segretario generale della Fondazione Einaudi, ha introdotto il seminario odierno, “Intelligenza artificiale e la Pubblica amministrazione”, tenuto dall’avvocato Tommaso Mauro a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolto oggi il primo di una serie di seminari realizzati dal Dipartimento digitale della Fondazione Luigi Einaudi per le alte burocrazie dei Comuni, organizzato attraverso IFEL, diretta da Pierciro Galeone. Andrea Cangini, Segretario generale della Fondazione Einaudi, ha introdotto il seminario odierno, “Intelligenza artificiale e la Pubblica amministrazione”, tenuto dall’avvocato Tommaso Mauro a cui è seguita la testimonianza del Direttore Generale dell&#8217;Agenzia per l&#8217;Italia Digitale (AgID), Mario Nobile.</p>
<p>Il secondo seminario si svolgerà il prossimo 20 febbraio e avrà per oggetto: “Dati digitali è interoperabilità delle banche pubbliche”, mentre il terzo è in programma per il 16 aprile 2023 e tratterà di “Design dei siti web delle Pubbliche amministrazioni”. Perché questi seminari? Perché il digitale in generale, e l’intelligenza artificiale in particolare, rappresentano un formidabile strumento per migliorare i servizi al cittadino e rendere più efficienti ed efficaci le amministrazioni comunali e le pubbliche amministrazioni.</p>
<p>L’applicazione di tali tecnologie, nei Comuni, è però ancora molto limitata e decisamente molto frammentata. Nasce da questa constatazione l’esigenza di offrire un’opportunità di approfondimento attraverso esperti qualificati alle alte burocrazie comunali, cioè a coloro che si occupano di far funzionare la macchina pubblica e che, per altro, saranno chiamati a sfruttare l’opportunità del PNRR per realizzare la transizione digitale.</p>
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		<item>
		<title>Le università digitali come fattore di riduzione delle diseguaglianze: presentato in Senato il paper della Fle</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/76425/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Cruciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Nov 2023 18:00:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Da un lato i costi elevati per l’affitto di una stanza o di una casa, che hanno portato gli studenti in questi mesi a protestare nelle principali città italiane, dall’altro la difficoltà di conciliare lo studio con il lavoro. Senza contare le difficoltà negli spostamenti interni nelle grandi città. Oggi in Italia esiste una “barriera [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da un lato i costi elevati per l’affitto di una stanza o di una casa, che hanno portato gli studenti in questi mesi a protestare nelle principali città italiane, dall’altro la difficoltà di conciliare lo studio con il lavoro. Senza contare le difficoltà negli spostamenti interni nelle grandi città. Oggi in Italia esiste una “barriera naturale” che ostacola l’accesso all’istruzione universitaria, fattore questo che crea un divario sociale significativo con impatti diretti sulle future opportunità professionali dei giovani. Per far fronte a tali criticità molti si rivolgono alle università digitali che, negli anni, aumentando la qualità del livello di insegnamento, hanno aumentato in modo esponenziale il numero dei loro iscritti e laureati. È quanto emerge dal rapporto “Le università digitali come fattore di riduzione delle disuguaglianze” elaborato dalla Fondazione Luigi Einaudi e presentato questa mattina nella Sala Nassiriya del Senato.</p>
<p>“Il mondo cambia, importanti università pubbliche e private si attrezzano per raggiungere i propri studenti a distanza. Nell’era dello smart working, la domanda crescente sta affinando e qualificando l’offerta delle università digitali, oggi più che mai intese come fattore di riduzione delle diseguaglianze territoriali e sociali”, ha detto Andrea Cangini, segretario generale della Fondazione Luigi Einaudi.</p>
<p>Il paper, facendo un’analisi dettagliata delle statistiche riguardanti il numero di iscritti e laureati in Italia, con particolare attenzione alle relative percentuali di genere, età e provenienze geografiche e sociali, approfondisce le opportunità offerte dalla didattica digitale e ne evidenzia i punti di forza sotto il profilo dell’organizzazione degli studi, della sostenibilità economica e della digitalizzazione, in un contesto nel quale la percentuale di laureati in Italia rispetto alla popolazione ci vede in coda alla media europea, sorpassati in negativo dalla sola Romania.</p>
<p>A testimoniare la crescita degli atenei digitali, si legge nel paper, è “il numero di studenti iscritti nelle undici università digitali riconosciute, che è passato – dati Ustat (Ufficio Statistica del MUR) – da poco più di 40mila nel 2012 agli oltre 160mila nel 2021, un numero quindi più che quadruplicato”.</p>
<p>Nel corso dell’incontro Alessandra Ghisleri ha illustrato i risultati di un’indagine sul tema elaborata da Euromedia Research, che sottolinea come “il 27,5% dei giovani intervistati, fascia di età 17-24 anni, ritiene che le università digitali rappresentino il simbolo del cambiamento radicale che ha investito la nostra società in modo particolare dopo il Covid e che ‘il ‘remoto’ diventerà la normalità”.</p>
<p>Alberto Balboni, presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato, durante il suo intervento ha detto: “L’insegnamento a distanza è una grande occasione che si offre ai nostri giovani e a tutti coloro che vogliono migliorare la loro conoscenza e acquisire un titolo di studio. Abbiamo già visto nel recente passato, durante il Covid, quanto siano importanti gli strumenti digitali”. Il senatore Roberto Marti ha messo a disposizione la commissione Cultura del Senato, che presiede, per “approfondire il tema della crescita delle università digitali in Italia come strumento di riduzione delle disuguaglianze”. “Appuntamenti come questo, e ricerche come quella elaborata dalla Fondazione Einaudi, sono convito servano a costruire sempre di più l’idea che in una società aperta, che vuole crescere e dare opportunità ai cittadini, le università digitali costituiscano una novità importante che va coltivata e sostenuta”, ha detto invece il presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, Nazario Pagano.</p>
<p>Hanno partecipato all’incontro, in veste di relatori, il senatore Giulio Terzi di San’Agata, presidente della Commissione Politiche dell’Unione europea, che in apertura di convegno ha ringraziato la Fondazione Einaudi “da sempre promotrice dei valori liberali”, Paolo Miccoli, presidente di United, l’associazione delle università telematiche e digitali, e Gian Marco Bovenzi, ricercatore della Fondazione Luigi Einaudi.</p>
<p><a href="https://formiche.net/2023/11/universita-digitali-diseguaglianze-sociali/?amp"><em><strong>Formiche.net</strong></em></a></p>
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		<title>Carta e penna, il senso comune coincide con le evidenze scientifiche</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/carta-e-penna-il-senso-comune-coincide-con-le-evidenze-scientifiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Cangini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jul 2023 15:30:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[carta e penna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Investire nella tecnologia digitale applicata all’istruzione può essere utile, ma far sparire carta e penna dalle classi sarebbe dannoso. Molto dannoso. Lo ritiene l’87,1% degli italiani sondati da Euromedia Research, lo conferma il rapporto della Fondazione Luigi Einaudi che ha riassunto i risultati delle principali ricerche scientifiche internazionali sul tema: raro caso in cui il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Investire nella tecnologia digitale applicata all’istruzione può essere utile, ma far sparire carta e penna dalle classi sarebbe dannoso. Molto dannoso. Lo ritiene l’87,1% degli italiani sondati da Euromedia Research, lo conferma il rapporto della Fondazione Luigi Einaudi che ha riassunto i risultati delle principali ricerche scientifiche internazionali sul tema: raro caso in cui il senso comune coincide con le evidenze scientifiche.</p>
<p>Il cervello è come un muscolo, si sviluppa se viene sollecitato. Scrivere a mano e in corsivo sollecita l’emisfero sinistro del cervello, quello che coinvolge l’attività del pensiero, del linguaggio, della memoria. Scrivere su una tastiera non sollecita il cervello. Obbligando a non staccare la mano del foglio, la scrittura in corsivo stimola il pensiero logico-lineare, quello che permette di associare tra loro le idee. “In termini di costruzione del pensiero e delle idee c’è un rapporto importante tra il cervello e la mano”, ha stabilito la professoressa Virginia Berninger dell’Università di Washington. La lettura su carta coinvolge la parte frontale e prefrontale dell’encefalo, essenziali per sviluppare la capacità di elaborazione del pensiero, di pianificazione e per l’attivazione della mobilità fine. La lettura su dispositivi digitali impegna, invece, la parte limbica dell’encefalo. La più primitiva. Quella legata all’istinto e alle emozioni.</p>
<p>Tra il 2014 il 2018 il programma europeo Cost, E-Read ha coinvolto quasi 200 ricercatori che hanno lavorato su un campione di oltre 170.000 partecipanti. Il risultato della ricerca è contenuto nella “Dichiarazione di Stavanger sul futuro della lettura”. Conclusione inequivocabile: la carta rimane il medium da preferire, soprattutto nella lettura dei testi più lunghi. Manfred Spitzer, neuroscienziato tedesco non ha dubbi. “Più la scuola e lo studio si digitalizzano, più calano le competenze degli studenti, e di conseguenza i loro futuri redditi”, dice. La tesi è confermata da tutte le ricerche più autorevoli. Nel 2016, gli studiosi Susan Payne, Kyle Greenberg e Michael Walker hanno realizzato un interessante test su 50 classi di studenti dell’Accademia militare americana di West Point. Una metà di loro è stata fatta studiare utilizzato esclusivamente strumenti digitali, un’altra metà ha utilizzato esclusivamente strumenti tradizionali (carta e penna). Al termine del semestre, i test hanno restituito dati inequivocabili: gli studenti che non disponevano di mezzi digitali sono risultati del 20% più bravi rispetto a quelli che avevano in uso i soli device.</p>
<p>Sono solo alcune delle evidenze scientifiche illustrate martedì scorso in Senato nel corso del convegno “Scuola digitale? Il valore imprescindibile di carta e penna” organizzato dalla Fondazione Luigi Einaudi. Lo abbiamo fatto mossi dal timore che l’entusiasmo per la tecnologia digitale possa finire per far scomparire la carta e la penna dall’orizzonte degli studenti. Le parole del ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, che chiuso i nostri lavori, ci hanno rassicurati. “La Fondazione Luigi Einaudi &#8211; ha detto &#8211; ha individuato un tema chiave della contemporaneità, cioè quello della relazione virtuosa tra carta e penna da una parte e digitale dall’altra. La Rete non può né deve spazzare via la carta e la penna. Lettura su carta e scrittura a mano nelle scuole sono insostituibili. L’apprendimento attraverso i libri non è rimovibile dal sistema dell’istruzione”.</p>
<p>Un punto fermo è stato messo, un paletto è stato piantato. Considerando che l’ultimo rapporto Invalsi ha certificato che il 50% degli studenti che conseguono il diploma di maturità non è in grado di comprendere appieno il senso di un testo scritto, credo che ce ne fosse bisogno.</p>
<p><a href="https://www.huffingtonpost.it/cultura/2023/07/22/news/carta_penna_e_buoni_voti_scrivere_a_meno_rende_piu_bravi-12936366/"><strong><em>Huffington Post</em></strong></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/carta-e-penna-il-senso-comune-coincide-con-le-evidenze-scientifiche/">Carta e penna, il senso comune coincide con le evidenze scientifiche</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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		<item>
		<title>L’Iran rispetti la libertà di opinione</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/liran-rispetti-la-liberta-di-opinione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Cangini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jul 2023 15:50:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Maryam Rajavi]]></category>
		<category><![CDATA[mujahidin]]></category>
		<category><![CDATA[Teheran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia la libertà di opinione è un diritto costituzionale. Con il presidente della commissione Politiche europee Giulio Terzi di Sant&#8217;Agata, ieri ho invitato la presidente del Consiglio nazionale per la resistenza iraniana in Fondazione Luigi Einaudi per esprimere le proprie. A moderare l’incontro è stato il direttore di Formiche.net, Giorgio Rutelli. Maryam Rajavi ci [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia la libertà di opinione è un diritto costituzionale. Con il presidente della commissione Politiche europee Giulio Terzi di Sant&#8217;Agata, ieri ho invitato la presidente del Consiglio nazionale per la resistenza iraniana in Fondazione Luigi Einaudi per esprimere le proprie. A moderare l’incontro è stato il direttore di <em>Formiche.net</em>, Giorgio Rutelli.</p>
<p>Maryam Rajavi ci ha illustrato il proprio manifesto politico e l’ha fatto in forma di decalogo: suffragio universale, pluralismo, libertà di stampa, parità tra i sessi, separazione netta tra Stato e Chiesa, rispetto dei diritti umani, riconoscimento della proprietà privata, abolizione della pena di morte… I capisaldi dello Stato liberale di diritto sbandierati nella casa dei liberali italiani. Che Teheran ne abbia fatto un caso tanto da convocare l’ambasciatore italiano è una circostanza emblematica. Direi rivelatrice. Rivela il grado di fanatismo e di illiberalismo del regime iraniano. Ogni liberale dovrebbe sentirsi offeso.</p>
<p>Accogliendo Maryam Rajavi, ieri ho chiarito quale fosse la posizione della Fondazione: “Il nostro approccio è laico per definizione, noi non parteggiamo per nessuna delle tante organizzazioni della dissidenza iraniana. Noi stiamo dalla parte del popolo iraniano e crediamo che il conflitto tra gli oppositori del regime, veri o presunti che siano, rappresenti il miglior favore che si possa fare alla teocrazia  di Teheran”. Il conflitto, in effetti, c’è. Ed è un conflitto violento. In molti non credono alla conversione democratica dei mujahidin della signora Rajavi, in molti ne ricordano il fanatismo e le violenze ai tempi di Komeini e dopo. Ogni dubbio è legittimo. Resta il fatto che quando la Fondazione Luigi Einaudi ha ospitato i rappresentanti di altre organizzazioni non abbiamo avuto reazioni. Ieri la reazione di Teheran è stata esorbitante. Quanto all’accusa di “terrorismo”, è il modo con cui tutte le autocrazie e tutti gli Stati invasori liquidano il dissenso. Capitò anche al nostro Giuseppe Mazzini.</p>
<p>Con spirito einaudiano, non facciamo processi alle intenzioni. Crediamo nel valore della parola, e le parole spese da Maryam Rajavi sono tutte condivisibili. Sono talmente condivisibili che 307 parlamentari italiani hanno firmato il suo appello per un Iran libero e democratico. Delle due, dunque, l’una: la Rajavi è il Diavolo e ci sta ingannando tutti, oppure il Diavolo sta ispirando gli animi di quanti oggi contestano i mujahidin. Una cosa, invece, è certa. Il conflitto tra le organizzazioni del dissenso, conflitto di cui è responsabile anche l’organizzazione della signora Rajavi, fa il gioco non del popolo, ma del regime iraniano.</p>
<p><a href="https://formiche.net/2023/07/maryam-rajavi-cangini-luigi-einaudi/"><em><strong>Formiche</strong></em></a></p>
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		<title>#LaFLEalMassimo &#8211; Episodio 99 &#8211; Wagner, l’inizio della fine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimo Famularo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jun 2023 12:49:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Da quanto la Russia ha invaso l’Ucraina, questa rubrica si è schierata dalla parte del popolo che è stato vittima di questa ingiusta aggressione. Purtroppo sui media italiani continuano a circolare notizie false, fuorvianti e di vera e propria propaganda a supporto del regime di Putin. Per questo motivo è fondamentale sottolineare come la vicenda [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Da quanto la Russia ha invaso l’Ucraina, questa rubrica si è schierata dalla parte del popolo che è stato vittima di questa ingiusta aggressione. Purtroppo sui media italiani continuano a circolare notizie false, fuorvianti e di vera e propria propaganda a supporto del regime di Putin.</p>
<p>Per questo motivo è fondamentale sottolineare come la vicenda dell’insurrezione dei mercenari della Wagner costituisca un importante segnale di debolezza del regime russo di cui gli italiani hanno diritto di essere informati.</p>
<p>Il 24 giugno, una banda di mercenari armati ha attraversato il Paese senza quasi incontrare resistenza, percorrendo circa 750 km in un solo giorno, prendendo il controllo di due grandi città e arrivando a 200 km da Mosca prima di arrestarsi.</p>
<p>Il dittatore che ha fallito nel riformare la Russia mentre l’epoca dei combustibili fossili volge al termine, che ha fallito come comandante militare a 16 dall’inizio di una operazione speciale che sarebbe dovuta durare pochi giorni, oggi si dimostra incapace di garantire la sicurezza dello Stato. Putin sembra intenzionato a ristabilire la propria  autorità con repressioni e purghe, ma si tratta dell’ennesimo tentativo di prepotenza da parte di un comandante sempre più debole e possiamo augurarci che il fallimento definitivo che porterà alla sua deposizione non sia lontano.</p>
<p>Dunque è bene che gli italiani siano informati e riflettano su questo, invece ascoltare i serpenti incantatori che vagheggiano di compromessi inaccettabili e soluzioni irrealizzabili. La controffensiva ucraina avanza e Putin è sempre più debole come testimoniato dall’ammutinamento della Wagner</p>
<p>Slava Ucraini</p>
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		<title>#laFLEalMassimo – Episodio 98 – Imprese e Cervelli in Fuga</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimo Famularo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jun 2023 09:26:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questa rubrica ribadisce in apertura il sostegno alla causa del popolo Ucraino ingiustamente invaso dalla Russia e ribadisce Si licet magnis componere Parva che la rilevanza di questa tragedia umanitaria per gli equilibri sociopolitici mondiali si sono pronunciati banchieri centrali di oggi e di ieri come Visco e Draghi. Di recente si è discusso della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa rubrica ribadisce in apertura il sostegno alla causa del popolo Ucraino ingiustamente invaso dalla Russia e ribadisce Si licet magnis componere Parva che la rilevanza di questa tragedia umanitaria per gli equilibri sociopolitici mondiali si sono pronunciati banchieri centrali di oggi e di ieri come Visco e Draghi.</p>
<p>Di recente si è discusso della possibilità che la Brembo, una importante azienda italiana che produce impianti frenanti, possa trasferire la propria sede legale nei Paesi Bassi come peraltro hanno fatto in passato altri nomi importanti.</p>
<p>L’elemento di attenzione è che la sede fiscale dell’impresa rimarrebbe in Italia, così come le azioni continuerebbero ad essere quotate alla borsa di Milano.</p>
<p>La nota dolente è che si tratta dell’ennesima conferma di quanto il nostro apparato giuridico e istituzionale sia inadeguato alla presenza di grandi imprese multinazionali. Non si può gridare con demagogia alla fuga dalla tasse, ma occorre prendere atto che si tratta di una scelta strategica per non sacrificare le aspirazioni globali di una grande impresa italiana.</p>
<p>Siamo dunque un paese dal quale oltre ai cervelli in fuga, che si spostano alla ricerca di ambienti più fertili e meritocratici, anche le aziende più innovative e vocate all’eccellenza sono costrette a uscire se vogliono perseguire l’obiettivo concreto di sviluppare il proprio potenziale.</p>
<p>I problemi dalle distorsioni del sistema giuridico alle inefficienze della pubblica amministrazione sono ampiamente noti, come sono note le soluzioni e le riforme necessarie. Possiamo chiederci per quanto ancora competenze,  capitali, energie individuali dovranno defluire dal nostro paese prima che ci si renda conto che sono questi oggi i fattori determinanti la ricchezza delle nazioni e che, in mancanza di una drastica inversione di tendenza ci attende un futuro di povertà e arretratezza rispetto ai paesi a noi comparabili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe title="#laFLEalMassimo – Episodio 98 – Imprese e Cervelli in Fuga" width="1778" height="1000" src="https://www.youtube.com/embed/1vUyi1PqvXE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/laflealmassimo/">Rubrica #laflealmassimo</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/laflealmassimo-episodio-98-imprese-e-cervelli-in-fuga/">#laFLEalMassimo – Episodio 98 – Imprese e Cervelli in Fuga</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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		<title>#laFLEalMassimo &#8211; episodio 91 &#8211; Fare la festa ai lavoratori</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/fare-la-festa-ai-lavoratori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimo Famularo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 May 2023 11:58:48 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[AI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come sempre apriamo con un pensiero per il popolo ucraino ingiustamente invaso e oppresso dalla Russia Proseguiamo con alcune riflessioni sulla festa dei lavoratori che come sempre offre a una serie di sciacalli politici e mediatici l’occasione per pontificare di sfruttamento, diritti negati e in qualche caso critica perfida del capitalismo e degli schiavi del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Come sempre apriamo con un pensiero per il popolo ucraino ingiustamente invaso e oppresso dalla Russia</p>
<p>Proseguiamo con alcune riflessioni sulla festa dei lavoratori che come sempre offre a una serie di sciacalli politici e mediatici l’occasione per pontificare di sfruttamento, diritti negati e in qualche caso critica perfida del capitalismo e degli schiavi del profitto</p>
<p>Io vorrei invece celebrare la denuncia dell’ipocrisia e della demagogia legata al lavoro<br />
In un articolo di cui trovate i riferimenti nella descrizione del podcast</p>
<p><a href="https://ourworldindata.org/a-history-of-global-living-conditions-in-5-charts">https://ourworldindata.org/a-history-of-global-living-conditions-in-5-charts</a></p>
<p>il sito ourworld ci mostra il gigantesco miglioramento nelle condizioni di vita del genere umano registrato negli ultimi 2 secoli. Questo scenario riflette anche un fondamentale miglioramento delle condizioni dei lavoratori e soprattutto delle prospettive di miglioramento della propria condizione alla nascita che si possono realizzare attraverso il lavoro onesto nelle economie di mercato.</p>
<p>Esistono purtroppo ancora casi di sfruttamento dei lavoratori e dovremmo combatterli e ricordarcene tutto l’anno, non solo quando fa notizia, ricordando che i diritti dei lavoratori si tutelano al meglio rispettando interessi e diritti di chi quel lavoro crea assumendo il rischio d’impresa e non va soffocato dall’invadenza parassitaria dei mestieranti della politica.</p>
<p>Con buona pace degli sciacalli mediatici che a parole si ergono a protettori dei lavoratori e nei fatti difendono solo le proprie rendite di posizione e privilegi il modo migliore di celebrare il lavoro è constatare che solo nelle società aperte e democratiche il lavoro è uno strumento fondamentale di miglioramento della condizione umana.</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/Yd7zb6xn5Ic" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/fare-la-festa-ai-lavoratori/">#laFLEalMassimo &#8211; episodio 91 &#8211; Fare la festa ai lavoratori</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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		<title>#laFLEalMassimo &#8211; Episodio 89 &#8211; AI produttività e “stupidità naturale”</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/ai-produttivita-e-stupidita-naturale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimo Famularo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Apr 2023 13:59:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Attività 2023]]></category>
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		<category><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></category>
		<category><![CDATA[Garante]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Famularo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In apertura ribadisco come di consueto il supporto di questa rubrica al popolo ucraino indebitamente invaso dalla Russia. Poi vorrei tornare sull’intelligenza Artificiale e sulla stupidità naturale che caratterizza certe discussioni sul suo avvento e sulle possibili minacce collegate alla diffusione di questo strumento. In primo luogo vorrei sottolineare che alcune delle richieste fatte dal [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/ai-produttivita-e-stupidita-naturale/">#laFLEalMassimo &#8211; Episodio 89 &#8211; AI produttività e “stupidità naturale”</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In apertura ribadisco come di consueto il supporto di questa rubrica al popolo ucraino indebitamente invaso dalla Russia.</p>
<p>Poi vorrei tornare sull’intelligenza Artificiale e sulla stupidità naturale che caratterizza certe discussioni sul suo avvento e sulle possibili minacce collegate alla diffusione di questo strumento.</p>
<p>In primo luogo vorrei sottolineare che alcune delle richieste fatte dal Garante della privacy italiano in merito alla correzione di dati personali errati non possono essere messe in pratica perché quei dati personali non sono archiviati nel sistema. Quindi c’è stato un malinteso oppure un maldestro tentativo andato male di frenare l’avanzata di questa tecnologia innovativa.</p>
<p>In questa sede vorrei sottolineare che l’AI come strumento molto efficace di produttività costituisce anche un fattore abilitante per la libertà individuale: se possiamo fare le stesse cose in meno tempo, abbiamo spazi maggiori per dedicarci ad altre attività alla formazione o al divertimento.</p>
<p>La storia ci insegna che le battaglie dei burocrati e dei luddisti possono solo rinviare la diffusione di innovazioni dirompenti, ma nel lungo termine se qualcosa funziona e migliora la qualità della vita delle persone non c’è funzionario o legge che possa proibirla.</p>
<p><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/caLRMu4M36U" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/ai-produttivita-e-stupidita-naturale/">#laFLEalMassimo &#8211; Episodio 89 &#8211; AI produttività e “stupidità naturale”</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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