<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>fla tax Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
	<atom:link href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/tag/fla-tax/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/tag/fla-tax/</link>
	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
	<lastBuildDate>Wed, 13 Feb 2019 16:16:50 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.4</generator>

<image>
	<url>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2019/06/cropped-logo-tondo-cerchio-bianco-32x32.png</url>
	<title>fla tax Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
	<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/tag/fla-tax/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>La lezione di Adam Smith per Trump</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/la-lezione-di-adam-smith-per-trump/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro De Nicola]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Apr 2017 14:33:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[fla tax]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://35.159.32.14/?p=9257</guid>

					<description><![CDATA[<p>Alla buon&#8217;ora, Donald  Trump ha annunciato la sua grande proposta di riforma fiscale. Questi disegni di legge vanno presi «cum grano salis»: un conto è come si parte, un altro come si arriva e già si sa che non solo il Presidente americano avrà l&#8217;opposizione compatta dei democratici ma che le sue idee non collimano [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/la-lezione-di-adam-smith-per-trump/">La lezione di Adam Smith per Trump</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alla buon&#8217;ora, Donald  Trump ha annunciato la sua grande proposta di riforma fiscale.</p>
<p><strong>Questi disegni di legge vanno presi «cum grano salis»</strong>: un conto è come si parte, un altro come si arriva e già si sa che non solo il Presidente americano avrà l&#8217;opposizione compatta dei democratici ma che le sue idee non collimano con quelle, ad esempio, del presidente della Camera dei Rappresentanti, Ryan.</p>
<p><strong>Tuttavia, negli ultimi 40 anni le grandi rivoluzioni fiscali sono partite dall&#8217;America</strong> e vale la pena riflettere più in generale su qual è un sistema fiscale non diciamo ideale ma ragionevole, visto che anche in Italia si ragiona di riduzione e rimodulazione del carico fiscale.</p>
<p><strong>Per tentarci ci serviremo di un autorevole guida, Adam Smith</strong>, il padre dell&#8217;economia politica, che nella sua «Ricchezza delle Nazioni» indica i principi cardine di un buon sistema tributario.</p>
<p><strong>Il primo di tali caposaldi spiegava che</strong>: «I sudditi di ogni Stato dovrebbero contribuire a sostentare il governo, per quanto possibile, in proporzione alle proprie rispettive capacità; vale a dire in proporzione ai redditi di cui a loro volta godono sotto la protezione dello Stato».</p>
<p><strong>Qui Smith prende posizione a favore dell&#8217;equivalente della flat tax</strong> per la quale ognuno e tassato in proporzione al reddito, benchè lui stesso introdusse nel libro una correzione, affermando che i salari, all&#8217;epoca a livello di sussistenza o poco più, andavano esentati, introducendo quindi una certa progressività.</p>
<p><strong>Sui benefici della flat tax ci sono opinioni molto contrastanti</strong>, anche se la riforma di Trump, che va verso una riduzione del numero delle aliquote e della percentuale di ciascuna di esse per le persone fisiche, va moderatamente in quella direzione.</p>
<p>Per le società e gli individui che percepiscono reddito attraverso la partecipazione a società di persone o che svolgono attività imprenditoriale, invece, si andrebbe esattamente verso<strong> l&#8217;aliquota unica del 15%</strong>, ma questo, come vedremo, ci porta a riflettere sugli altri principi.</p>
<p><strong>Notiamo che l&#8217;Italia ha molte imposte che violano</strong> il caposaldo del rapporto con la capacità contributiva, previsto anche dalla nostra Costituzione. L&#8217;Irap, ad esempio, che si paga non sui profitti ma sul fatturato, è insensata.</p>
<p><strong>Ma veniamo al secondo, terzo e quarto principio di Smith</strong> secondo cui le tasse non possono essere arbitrarie. La data, il modo, la quantità da pagare devono essere chiare per il contribuente.</p>
<p>«L&#8217;incertezza della tassazione incoraggia l&#8217;insolenza e favorisce la corruzione» chiosa il filosofo scozzese. Inoltre, ogni tassa dovrebbe essere concepita in modo da costare il meno possibile oltre a quanto va nelle casse del Tesoro. Infine, ogni tributo deve essere pagato nel momento o nella maniera più comoda per il contribuente.  <strong>In breve, certezza e semplicità</strong>.</p>
<p><strong>Sotto questo profilo il disegno di Trump crea un po&#8217; di arbitrarietà</strong>, perché un reddito della stessa natura, a seconda di come viene guadagnato, da dipendente o da imprenditore o libero professionista, viene assoggettato ad aliquote ben diverse, 35% il massimo per i primi, 15% per i secondi.</p>
<p><strong>Tutto do genera incertezza, artifizi e naturalmente spese per commercialisti e ispettori fiscali</strong>. Buona invece l&#8217;idea di abbassare molto l&#8217;aliquota togliendo tutta una serie di detrazioni fiscali distorsive: bisogna evitare che si investa o si consumi non per convenienza economica ma tributaria.</p>
<p><strong>Anche nel Belpaese si parla spesso di ridurre abbondantemente le deduzioni e le detrazioni</strong>: curiosamente si definisce l&#8217;esercizio come spending review, mentre in realtà sarebbe un aumento delle entrate da compensare quanto-meno con un abbassamento delle aliquote.</p>
<p><strong>Infine il problema dei problemi</strong>: meno tasse fanno bene al sistema economico? Per Adam Smith (come per chi scrive) certamente si, visto il ruolo limitato che egli vede per lo Stato nell&#8217;economia. Il ministro del Tesoro Mnuchin sostiene che la decurtazione si pagherà da se in quanto l&#8217;economia crescerà molto di più generando entrate fiscali aggiuntive e riducendo anche la percentuale di deficit in rapporto al Pil.</p>
<p><strong>E la teoria dell&#8217;offerta popolarizzata dalla curva di Laffer</strong> che però empiricamente non ha funzionato esattamente come previsto, nel senso che in effetti l&#8217;attività economica riparte (e successo con le riduzioni di Kennedy, Reagan e Bush) ma, se non si taglia anche la spesa, le nuove entrate non sono sufficienti e aumenta il deficit.</p>
<p><strong>Dopo qualche anno quest&#8217;ultimo viene riassorbito</strong>, ma nel frattempo è aumentato il debito pubblico e finché era sotto il 50% del Pil gli Usa potevano permetterselo, ora che si aggira sul 90% assai meno.</p>
<p><strong>E una verità abbastanza semplice</strong> di cui anche in Italia si fa finta di non rendersi conto con i molti che invocano meno tasse e più spesa. Adam Smith non approverebbe.[spacer height=&#8221;20px&#8221;]
<p><strong>Alessandro de Nicola</strong>, <em>La Stampa</em> 28 aprile 2017</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/la-lezione-di-adam-smith-per-trump/">La lezione di Adam Smith per Trump</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
