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	<title>carta e penna Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>carta e penna Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>Leggere per crescere. Così si contrasta il brain rot</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Cruciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Mar 2025 09:45:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[carta e penna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“È necessario sviluppare una coscienza civica sul fenomeno dell’abuso del digitale e della conseguente incapacità di scrivere a mano che oggi riguarda tutti, ma che coinvolge soprattutto i più giovani. Penso che sul piano delle politiche pubbliche questo tema possa essere trattato in modo ancora più approfondito e con maggiore costanza. Per questo auspico che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“È necessario sviluppare una coscienza civica sul fenomeno dell’abuso del digitale e della conseguente incapacità di scrivere a mano che oggi riguarda tutti, ma che coinvolge soprattutto i più giovani. Penso che sul piano delle politiche pubbliche questo tema possa essere trattato in modo ancora più approfondito e con maggiore costanza. Per questo auspico che progetti come quello realizzato dall’Osservatorio Carta, Penna &amp; Digitale e dal Cepell possano uscire presto dalla fase sperimentale e diventare strutturali, coinvolgendo più istituzioni perché il tema in questione, è un tema di tutti”. Lo ha detto<strong> Rosanna Raineri</strong>, referente per le attività di comunicazione del Dipartimento per le Politiche della Famiglia della presidenza del Consiglio, che ieri ha partecipato a titolo personale al primo incontro del corso di formazione per insegnanti “Leggere per Crescere”, promosso dall’Osservatorio Carta Penna &amp; Digitale della Fondazione Luigi Einaudi e Centro per il Libro e la Lettura (Cepell) del ministero della Cultura.</p>
<p>L’iniziativa, coordinata da <strong>Enrico Sbandi</strong>, nasce per contrastare il fenomeno del brain rot (“deterioramento celebrale”), causato dall’abuso che ormai giovani e meno giovani fanno dei dispositivi digitali e dalla dipendenza che ne deriva. Un fenomeno in costante crescita che determina il progressivo deterioramento delle facoltà cognitive, ovvero una minore capacità di memoria, di elaborare un ragionamento critico e di mantenere alta l’attenzione. “Leggere per crescere” è stato pensato, sostengono i promotori, per affrontare, nella scuola secondaria di primo grado, le problematiche legate alle difficoltà di apprendimento e ai disturbi del comportamento negli alunni e punta a offrire ai docenti gli strumenti per intervenire efficacemente con strategie didattiche mirate tese soprattutto a trasmette agli studenti l’importanza della scrittura a mano in corsivo e della lettura su carta.</p>
<p>“Ogni mattina”, ha detto la professoressa <strong>Chiara Baldovini</strong>, insegnante al liceo artistico Angelo Frammartino di Monterotondo, “ricordo a ciascun ragazzo della mia classe, terzo liceo, di esercitarsi a vivere il presente e a godersi il tempo del qui e ora, disintossicandosi dalle notifiche e ricercando nel contatto reale e nella relazione autentica il rilascio dopaminergico che deriva dall’avere lo smartphone in mano”. Da anni, infatti, sempre più studi scientifici confermano l’esistenza di una stretta correlazione tra l’uso eccessivo che i ragazzi fanno di smartphone, tablet e computer, anche in classe, e il calo del loro rendimento scolastico. “I ragazzi oggi sembrano non avere consapevolezza dei possibili danni che rischiano di provocare a se stessi facendo un uso eccessivo dello smartphone”, ha detto la professoressa <strong>Maria Corsi</strong>, che insegna lettere alle classi delle scuole medie dell’Istituto Borgoncini Duca. “In aula cerco di far scrivere sempre a mano i miei studenti e cerco di far in modo che adottino questo metodo anche per i compiti a casa. Preoccupa che molti ragazzi arrivino alle medie senza saper scrivere in corsivo. È un’abitudine che va ripresa fin dalle scuole elementari, dall’inizio del loro percorso scolastico”.</p>
<p>Il primo incontro del progetto, “Il cervello che legge: neurobiologia della lettura in età evolutiva”, curato dal neurologo<strong> Pierluigi Brustenghi</strong>, si è svolto all’Istituto Comprensivo Borgoncini Duca di Roma e ha visto la partecipazione di numerosi docenti di scuole della Capitale e della provincia. Il dottor Brustenghi, nella sua lezione, ha spiegato le differenze neurofisiologiche tra lettura su carta e lettura su schermo, ha parlato dell’impatto che i formati digitali hanno sulla memoria, sulla comprensione e sul pensiero critico, e degli effetti che un’esposizione precoce e prolungata ai dispositivi digitali ha sullo sviluppo cognitivo.</p>
<p>Per la professoressa <strong>Lucia Sabia</strong>, insegnante in una scuola media di Ottavia, a Roma, quella promossa dalla Fondazione Einaudi e dal Cepell è “un’ottima iniziativa perché è importante capire come contrastare il fenomeno dell’abuso del digitale in un momento, come quello attuale, nel quale i giovani sono totalmente assorbiti dagli strumenti elettronici”. Ciò che preoccupa, ha aggiunto, “è vedere i ragazzi sempre più in difficoltà quando devono scrivere, quando devono usare la fantasia e constatare che hanno un lessico sempre più povero. Per questo sono favorevole a fare esercizi di scrittura a mano e alla lettura su libri cartacei”.</p>
<p>I dati d’altronde sono eloquenti. Nell’ultima Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia, del giugno 2024, emerge una crescita dei giovani affetti da una dipendenza da tecnologie digitali. Nel 2023, infatti, 49mila studenti (2%) riportano di essersi volontariamente isolati per un periodo di tempo superiore ai 6 mesi, senza andare a scuola, frequentare amici e conoscenti.</p>
<p>“Dopo una prima fase di denuncia, oggi passiamo per così dire all’azione”, ha detto il direttore dell’Osservatorio Carta, Penna &amp; Digitale, <strong>Andrea Cangini</strong>. “Confidiamo che questo corso, che oggi rappresenta un esperimento, diventi presto una regola e che possa essere riproposto su base nazionale. Il deterioramento celebrale è un grave problema che si affronta in tanti modi, scrivere a mano in corsivo e leggere su carta rappresentano certamente la cura più efficace, non solo perché consentono di comprendere meglio e meglio memorizzare quel che si scrive e si legge, ma soprattutto perché costituiscono la ‘ginnastica’ più utile per potenziare le capacità celebrali dell’individuo contenendo, di conseguenza, i danni determinati dall’abuso di smartphone”.</p>
<p><a href="https://formiche.net/2025/03/leggere-per-crescere-cosi-si-contrasta-il-brain-rot/#content"><em><strong>Formiche.net </strong></em></a></p>
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		<title>Nasce l’intergruppo parlamentare in difesa della scrittura a mano e della lettura su carta</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/nasce-lintergruppo-parlamentare-in-difesa-della-scrittura-a-mano-e-della-lettura-su-carta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Cruciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Oct 2024 16:47:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dicono di Noi]]></category>
		<category><![CDATA[carta e penna]]></category>
		<category><![CDATA[intergruppo]]></category>
		<category><![CDATA[Senato della Repubblica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Scrivere a mano in corsivo e leggere su carta sono abitudini imprescindibili perché stimolano e sviluppano l’emisfero sinistro del cervello, quello che presiede al pensiero logico-lineare. Perdere queste abitudini significherebbe indebolire le capacità mentali dei più giovani. Il digitale, pur rappresentando uno straordinario strumento di innovazione, va governato e soprattutto non bisogna abusarne nel sistema [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Scrivere a mano in corsivo e leggere su carta sono abitudini imprescindibili perché stimolano e sviluppano l’emisfero sinistro del cervello, quello che presiede al pensiero logico-lineare. Perdere queste abitudini significherebbe indebolire le capacità mentali dei più giovani. Il digitale, pur rappresentando uno straordinario strumento di innovazione, va governato e soprattutto non bisogna abusarne nel sistema scolastico”. Lo ha detto il Segretario generale della Fondazione Luigi Einaudi e direttore dell’Osservatorio Carta, Penna &amp; Digitale, Andrea Cangini, in occasione della presentazione dell’intergruppo parlamentare Scrivere a mano e leggere su carta nell’era del digitale.</p>
<p>L’iniziativa, promossa dall’Osservatorio Carta, Penna &amp; Digitale della Fondazione Luigi Einaudi e nata grazie all’impegno della senatrice Lavinia Mennuni, ha l’obiettivo di tutelare la scrittura a mano in corsivo e la lettura su carta nel sistema scolastico e non solo. Nella Sala Nassiriya del Senato, il segretario generale della Fondazione Einaudi e la senatrice Mennuni hanno dibattuto con il neuroscienziato Antonio Suppa, la grafologa Valeria Angelini, il linguista e presidente dell’Accademia della Crusca, Paolo D’Achille, e la giornalista Annalisa Terranova sull’importanza di mantenere queste buone pratiche, soprattutto nei più giovani, e sui rischi derivanti dall’abuso dei social e degli smartphone.</p>
<p>“Sono lieta che l&#8217;iter del disegno di legge bipartisan sulla tutela dei minori nella dimensione digitale stia procedendo nei lavori parlamentari. È in tale ambito che, in stretta collaborazione con la Fondazione Luigi Einaudi, ho costituito l&#8217;intergruppo in difesa della scrittura a mano e della lettura su carta, importanti abitudini da promuovere soprattutto per i nostri giovani”, ha detto la senatrice Lavinia Mennuni di fronte a una platea ricca di rappresentati dei principali stakeholder di settore come Moleskine, Fieg, Aie, Comieco, Federazione Carta e Grafica e molti altri.</p>
<p>“La Crusca ha aderito con molto piacere all’Osservatorio Carta, Penna &amp; Digitale perché è convinta da tempo dell’importanza della scrittura a mano”, ha detto il professor D’Achille. “Già nel 2014 il neurolinguista Guido Gainotti, in un intervento sul giornale dell’Accademia della Crusca, sosteneva come l’apprendimento della scrittura a mano in corsivo prima del passaggio al digitale fosse fondamentale per le giovani generazioni, tantoché – spiegava – nella Silicon Vally viene impedito l’uso del cellulare ai ragazzi finché non hanno compiuto il ciclo scolastico, fino agli 11-12 anni”.</p>
<p>Nel suo intervento, il professor Suppa ha chiarito come ormai “studi neurofisiologici e di neuroimaging hanno chiarito che la scrittura a mano riflette l&#8217;attività sinergica e diffusa di diverse aree cerebrali, il cosiddetto network della scrittura o writing network”. Tale rete neurale, ha sottolineato, “include numerose aree corticali e sottocorticali per lo più localizzate nei lobi frontali tra cui l&#8217;area di Exner. Il writing network è solo parzialmente attivato durante l’atto della digitazione su piattaforme elettroniche. Sebbene l’atto della digitazione su tastiera sia più rapido, la scrittura a mano offre innumerevoli vantaggi promuovendo lo sviluppo cerebrale, l’apprendimento e la creatività”.</p>
<p>All’intergruppo parlamentare hanno già aderito i parlamentari Enzo Amich, Alessandro Amorese, Alberto Bagnai, Simona Malpezzi, Gianni Berrino, Stefano Candiani, Anna Maria Madia, Roberto Menia, Vita Maria Nocco, Cinzia Pellegrino, Sergio Rastrelli, Marco Scurria, Sandro Sisler, Luigi Spagnolli, Francesco Verducci, Mario Occhiuto, Adriano Paroli, Daniela Sbrollini, Valentina Grippo. Personalità di tutti i partiti politici.</p>
<p>“Per la grafologia la scrittura manuale è un&#8217;espressione unica e irripetibile della persona perché riflette la sua individualità in modo diretto e spontaneo. Ogni tratto di penna racconta dalle caratteristiche di chi scrive: la pressione della mano, il ritmo, la fluidità e le variazioni nello stile”, ha detto la grafologa Angelini. “Ogni persona ha una grafia che evolve nel tempo, influenzata dalle esperienze e dal vissuto personale, rendendola un’impronta unica della propria identità”.</p>
<p><em><strong>Formiche.net</strong></em></p>
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		<title>La Politica sposa l’appello: “Stop Smartphone e Social Media”. Annunciato l’intergruppo in difesa di scrittura a mano e lettura su carta promosso dalla Fondazione Einaudi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Cruciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Sep 2024 11:11:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività 2024]]></category>
		<category><![CDATA[carta e penna]]></category>
		<category><![CDATA[senato]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Il digitale rappresenta uno straordinario strumento di innovazione, ma va governato. Numerose ricerche scientifiche hanno individuato nell’abuso di smartphone la principale causa del crollo verticale delle capacità mentali dei più giovani e della crescita esponenziale dei loro disturbi di ordine psicologico (depressione, ansia, aggressività, squilibri alimentari, tendenze suicidarie), non pensare a regole e a limiti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Il digitale rappresenta uno straordinario strumento di innovazione, ma va governato. Numerose ricerche scientifiche hanno individuato nell’abuso di smartphone la principale causa del crollo verticale delle capacità mentali dei più giovani e della crescita esponenziale dei loro disturbi di ordine psicologico (depressione, ansia, aggressività, squilibri alimentari, tendenze suicidarie), non pensare a regole e a limiti per l’uso degli smartphone da parte di bambini e adolescenti sarebbe da incoscienti”. Lo ha detto il Segretario generale della Fondazione Luigi Einaudi e direttore dell’Osservatorio <em>Carta, Penna &amp; Digitale</em>, <strong>Andrea Cangini</strong>, che questa mattina ha partecipato in Senato alla presentazione della petizione: “Stop smartphone e social sotto i 16 e 14 anni: ogni tecnologia ha il suo giusto tempo”, lanciata dal medico e psicoterapeuta, <strong>Alberto Pellai</strong>, e dal pedagogista <strong>Daniele Novara</strong>. “Luigi Einaudi sosteneva che la società ideale è quella che consente a ciascuna persona di sviluppare al massimo le sue potenzialità”, ha aggiunto, “nei giovani sta invece accadendo il contrario. Perciò ritengo che anche chi, come noi, si inspira ai principi liberali non debba avere il timore di usare la parola divieto”.</p>
<p>La petizione, lanciata su Change.org nei giorni scorsi, ha già raccolto <strong>50mila firme</strong> e ha suscitato in breve tempo un grande dibattito nell’opinione pubblica. Dopo gli interventi dei promotori, le parlamentari <strong>Lavinia Mennuni</strong> e <strong>Marianna Madia</strong>, che hanno organizzato l’incontro insieme alla senatrice <strong>Simona Malpezzi</strong>, hanno illustrato il loro disegno di legge: <strong>“<a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2024/09/Fascicolo-Iter-DDL-S.-1136.pdf">Disposizioni per la tutela dei minori nella dimensione digitale</a>”</strong>, già depositato in Senato.</p>
<p>“Dobbiamo evitare di attribuire ai genitori un ruolo poliziesco”, ha detto Daniele Novara. “Questi devono essere invece messi nelle condizioni di poter agire all’interno di una cornice normativa chiara. Da soli non ce la fanno”. I bambini e le bambine che utilizzano strumenti tecnologici e interagiscono con gli schermi, ha poi aggiunto, “subiscono due danni: uno diretto, legato alla dipendenza, e uno indiretto, perché l&#8217;interazione con gli schermi impedisce di vivere nella vita reale le esperienze fondamentali per un corretto allenamento alla vita”.</p>
<p>È ormai chiaro, sostengono i promotori della petizione, che prima dei 14 anni avere uno smartphone personale possa essere molto dannoso così come aprire, prima dei 16 anni, un proprio profilo sui social media. “La nostra non è una presa di posizione anti-tecnologica”, hanno spiegato Pellai e Novara, “ma l&#8217;accoglimento di ciò che le neuroscienze hanno ormai dimostrato: ci sono aree del cervello, fondamentali per l&#8217;apprendimento cognitivo, che non si sviluppano pienamente se il minore porta nel digitale attività ed esperienze che dovrebbe invece vivere nel mondo reale”.</p>
<p>Nel corso dell’incontro la senatrice Lavinia Mennuni ha annunciato la nascita, il prossimo 15 ottobre, di un <strong>intergruppo parlamentare in difesa della scrittura a mano in corsivo e della lettura su carta</strong>. L’intergruppo, promosso dall’Osservatorio <em>Carta, Penna &amp; Digitale</em> della Fondazione Luigi Einaudi, ha già raccolto numerose adesioni tra i deputati e i senatori di tutti i partiti.</p>
<p>“Tutte le ricerche ci dicono che negli ultimi quindici anni c’è stata una incrementale riduzione della quantità e della qualità del sonno in età evolutiva e che esiste una correlazione molto significativa tra la tipologia qualitativa e quantitativa di utilizzo dello smartphone e la qualità e la quantità del sonno”, ha detto Pellai. “Il sonno è un fattore di protezione importantissimo per la salute in età evolutiva. Ha un impatto forte sulla salute organica, se dormi meno sei più predisposto a sovrappeso e obesità; ha un impatto forte sulla stabilità emotiva, se dormi bene hai una stabilità emotiva migliore rispetto a chi dorme male; ha un impatto forte sulla qualità dell’apprendimento in età evolutiva, dormire bene favorisce il funzionamento cognitivo”.</p>
<p>Di recente è stata pubblicata sulla rivista scientifica <strong>Jama</strong> una ricerca che confronta il cervello di bambini in età prescolare che passano alcune ore della giornata a interagire con schermi e a videogiocare, con quello di bambini, di pari età, che invece non videogiocano e partecipano a sessioni di lettura condivisa con adulti di riferimento. “Questo studio”, ha spiegato Pellai, “scopre che i secondi hanno un’ottima organizzazione ordinata delle connessioni sinattiche, quindi la loro struttura anatomo-funzionale supporterà in modo adeguato gli apprendimenti che dovranno fare, mentre coloro che videogiocano, senza l’esperienza della letto-scrittura, hanno un’organizzazione caotica della loro materia bianca”.</p>
<p>Al tavolo dei relatori si sono poi avvicendati i parlamentari che hanno presentato altre proposte di legge sempre in materia di educazione e tutela dei minori nell’uso del digitale. ‎Uno per tutti, <strong>Carlo</strong> <strong>Calenda</strong>, il quale sottoscritta la necessità di vietare l’uso degli smartphone al di sotto dei 14 anni, ha ricordato che “dopo l’introduzione dell’automobile, passarono anni senza che alcuna norma ne disciplinasse l’utilizzo. Poi, seppellito un certo numero di morti, fu naturale stabilire regole certe e condivise. Analogo discorso vale per gli smartphone”.</p>
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		<title>Prime adesioni all&#8217;Osservatorio carta, penna &#038; digitale</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/76592/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Parrinello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Nov 2023 17:07:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[cangini]]></category>
		<category><![CDATA[carta e penna]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[liberali]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Carta Penna e Digitale - Rassegna Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I primi ad aderire all’Osservatorio carta, penna &#38; digitale della Fle sono stati i confindustriali Federazione Carta e Grafica e Comieco. L’annuncio è stato dato questa mattina, nel corso del convegno “Lettura su carta e scrittura a mano” che si è svolto a Milano presso la Fondazione Corriere della Sera, presieduta da Ferruccio de Bortoli, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/76592/">Prime adesioni all&#8217;Osservatorio carta, penna &#038; digitale</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">I primi ad aderire all’Osservatorio carta, penna &amp; digitale della Fle sono stati i confindustriali Federazione Carta e Grafica e Comieco. L’annuncio è stato dato questa mattina, nel corso del convegno “Lettura su carta e scrittura a mano” che si è svolto a Milano presso la Fondazione Corriere della Sera, presieduta da Ferruccio de Bortoli, nel quadro della manifestazione Book City.</p>
<p class="p1">Ospite d’onore il Segretario generale della Fle, Andrea Cangini, che ha illustrato alla platea lo studio elaborato dalla Fondazione Luigi Einaudi che dimostra, su base scientifica, l’imprescindibilità della scrittura a mano e della lettura su carta. Tra i relatori, il presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, che ha annunciato l’intenzione di “istituzionalizzare il meritorio Osservatorio costituito dalla Fondazione Luigi Einaudi”. Siamo appena partiti, e siamo partiti bene.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/NvFblHTZnIs?t=1s" width="560" height="314" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/76592/">Prime adesioni all&#8217;Osservatorio carta, penna &#038; digitale</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Carta e penna, il senso comune coincide con le evidenze scientifiche</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/carta-e-penna-il-senso-comune-coincide-con-le-evidenze-scientifiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Cangini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jul 2023 15:30:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[carta e penna]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[Valditara]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Investire nella tecnologia digitale applicata all’istruzione può essere utile, ma far sparire carta e penna dalle classi sarebbe dannoso. Molto dannoso. Lo ritiene l’87,1% degli italiani sondati da Euromedia Research, lo conferma il rapporto della Fondazione Luigi Einaudi che ha riassunto i risultati delle principali ricerche scientifiche internazionali sul tema: raro caso in cui il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/carta-e-penna-il-senso-comune-coincide-con-le-evidenze-scientifiche/">Carta e penna, il senso comune coincide con le evidenze scientifiche</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Investire nella tecnologia digitale applicata all’istruzione può essere utile, ma far sparire carta e penna dalle classi sarebbe dannoso. Molto dannoso. Lo ritiene l’87,1% degli italiani sondati da Euromedia Research, lo conferma il rapporto della Fondazione Luigi Einaudi che ha riassunto i risultati delle principali ricerche scientifiche internazionali sul tema: raro caso in cui il senso comune coincide con le evidenze scientifiche.</p>
<p>Il cervello è come un muscolo, si sviluppa se viene sollecitato. Scrivere a mano e in corsivo sollecita l’emisfero sinistro del cervello, quello che coinvolge l’attività del pensiero, del linguaggio, della memoria. Scrivere su una tastiera non sollecita il cervello. Obbligando a non staccare la mano del foglio, la scrittura in corsivo stimola il pensiero logico-lineare, quello che permette di associare tra loro le idee. “In termini di costruzione del pensiero e delle idee c’è un rapporto importante tra il cervello e la mano”, ha stabilito la professoressa Virginia Berninger dell’Università di Washington. La lettura su carta coinvolge la parte frontale e prefrontale dell’encefalo, essenziali per sviluppare la capacità di elaborazione del pensiero, di pianificazione e per l’attivazione della mobilità fine. La lettura su dispositivi digitali impegna, invece, la parte limbica dell’encefalo. La più primitiva. Quella legata all’istinto e alle emozioni.</p>
<p>Tra il 2014 il 2018 il programma europeo Cost, E-Read ha coinvolto quasi 200 ricercatori che hanno lavorato su un campione di oltre 170.000 partecipanti. Il risultato della ricerca è contenuto nella “Dichiarazione di Stavanger sul futuro della lettura”. Conclusione inequivocabile: la carta rimane il medium da preferire, soprattutto nella lettura dei testi più lunghi. Manfred Spitzer, neuroscienziato tedesco non ha dubbi. “Più la scuola e lo studio si digitalizzano, più calano le competenze degli studenti, e di conseguenza i loro futuri redditi”, dice. La tesi è confermata da tutte le ricerche più autorevoli. Nel 2016, gli studiosi Susan Payne, Kyle Greenberg e Michael Walker hanno realizzato un interessante test su 50 classi di studenti dell’Accademia militare americana di West Point. Una metà di loro è stata fatta studiare utilizzato esclusivamente strumenti digitali, un’altra metà ha utilizzato esclusivamente strumenti tradizionali (carta e penna). Al termine del semestre, i test hanno restituito dati inequivocabili: gli studenti che non disponevano di mezzi digitali sono risultati del 20% più bravi rispetto a quelli che avevano in uso i soli device.</p>
<p>Sono solo alcune delle evidenze scientifiche illustrate martedì scorso in Senato nel corso del convegno “Scuola digitale? Il valore imprescindibile di carta e penna” organizzato dalla Fondazione Luigi Einaudi. Lo abbiamo fatto mossi dal timore che l’entusiasmo per la tecnologia digitale possa finire per far scomparire la carta e la penna dall’orizzonte degli studenti. Le parole del ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, che chiuso i nostri lavori, ci hanno rassicurati. “La Fondazione Luigi Einaudi &#8211; ha detto &#8211; ha individuato un tema chiave della contemporaneità, cioè quello della relazione virtuosa tra carta e penna da una parte e digitale dall’altra. La Rete non può né deve spazzare via la carta e la penna. Lettura su carta e scrittura a mano nelle scuole sono insostituibili. L’apprendimento attraverso i libri non è rimovibile dal sistema dell’istruzione”.</p>
<p>Un punto fermo è stato messo, un paletto è stato piantato. Considerando che l’ultimo rapporto Invalsi ha certificato che il 50% degli studenti che conseguono il diploma di maturità non è in grado di comprendere appieno il senso di un testo scritto, credo che ce ne fosse bisogno.</p>
<p><a href="https://www.huffingtonpost.it/cultura/2023/07/22/news/carta_penna_e_buoni_voti_scrivere_a_meno_rende_piu_bravi-12936366/"><strong><em>Huffington Post</em></strong></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/carta-e-penna-il-senso-comune-coincide-con-le-evidenze-scientifiche/">Carta e penna, il senso comune coincide con le evidenze scientifiche</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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		<title>Valditara: l&#8217;eccellente Studio della Fondazione Luigi Einaudi dimostra l&#8217;imprescindibilità di carta e penna</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/valditara-leccellente-studio-della-fondazione-luigi-einaudi-dimostra-limprescindibilita-di-carta-e-penna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Cruciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jul 2023 16:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[carta e penna]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“La rete non può né deve spazzare via la carta e la penna perché lettura su carta e scrittura a mano sono insostituibili. L’apprendimento attraverso i libri non è rimuovibile dal sistema dell’istruzione”. A dirlo è il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, nel corso del convegno “Scuola digitale: il valore imprescindibile di carta e penna”, organizzato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“La rete non può né deve spazzare via la carta e la penna perché lettura su carta e scrittura a mano sono insostituibili. L’apprendimento attraverso i libri non è rimuovibile dal sistema dell’istruzione”. A dirlo è il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, nel corso del convegno “Scuola digitale: il valore imprescindibile di carta e penna”, organizzato dalla Fondazione Luigi Einaudi, che si è svolto questa mattina nella Sala Zuccari del Senato. “La conoscenza, soprattutto nei primi anni di vita, passa attraverso la sollecitazione di tutti e cinque i sensi”, ha detto il ministro, “sollecitare solo la vista, come avviene con il digitale, impedirebbe lo sviluppo armonico e completo della persona. Il digitale non è rinunciabile, ma va governato”, chiarisce Valditara e aggiunge “alla logica dell’aut-aut preferisco la logica dell’et-et: valorizzare al massimo entrambe le opportunità”.</p>
<p>Al convegno hanno partecipato Alessandra Ghisleri, direttrice di Euromedia Research che ha presentato un sondaggio sul tema, Maria Teresa Morasso, grafologa, Massimo Ammaniti, psicoanalista, Sergio Russo, insegnante, Martina Colasante, public policy manager di Google.</p>
<p>Durante l’incontro il Segretario generale della Fondazione Luigi Einaudi, Andrea Cangini, ha presentato il paper “Il valore imprescindibile di carta e penna”, promosso dalla fondazione, che dà conto delle principali ricerche internazionali sull’argomento, da cui emerge un dato incontrovertibile: eliminare carta e penna dal sistema scolastico danneggerebbe le capacità cognitive dei giovani.</p>
<p>“Cuore del pensiero einaudiano è la centralità della persona: la politica deve limitarsi a creare le condizioni affinché ciascuna persona possa sviluppare al massimo le proprie potenzialità”, ha detto Cangini. “Far sparire carta e penna dall’orizzonte umano, e soprattutto dal perimetro dell’Istruzione, significherebbe comprimere le potenzialità dell’individuo. La nostra ricerca – sottolinea – dimostra inequivocabilmente che la scrittura a mano e la lettura su carta stimolano il cervello e mettono in moto meccanismi neurologici che gli strumenti digitali non sollecitano: farne a meno significherebbe arrecare un danno irreparabile a ciascun singolo individuo, e dunque alla società nel suo complesso”, ha concluso.</p>
<p>Il Rapporto, promosso da Comieco e Federazione Carta e Grafica, mette in luce inoltre gli aspetti di sostenibilità di due diversi prodotti editoriali: e-book e libri cartacei.</p>
<p><strong>IL SONDAGGIO DI EUROMEDIA RESEARCH</strong><br />
I dati emersi dal sondaggio danno un quadro chiaro riguardo all’importante funzione che ancora oggi svolgono la carta e la penna nei processi di apprendimento. L’87,1% degli intervistati è d’accordo sull’idea di preservare e valorizzare nella scuola, soprattutto primaria, la lettura su carta e la scrittura a mano. Solo il 14,3% ritiene sia importante che un bambino, nel corso degli anni scolastici, impari prevalentemente a leggere e scrivere utilizzando strumenti digitali. È bene sottolineare però che il 64,5% condivide l’utilizzo di strumenti digitali in ambito scolastico. E riguardo alle abitudini di scrittura, l’85,1% ricorda e capisce meglio prendendo appunti a mano.</p>
<p>Dal sondaggio inoltre emerge un buon rapporto personale degli insegnanti con gli strumenti tecnologici e digitali. Riescono a governare l’uso di questi strumenti nell’insegnamento e si sentono adeguatamente formati, oltre a riconoscerne una certa importanza. Ma il problema, in questo contesto, è che spesso la formazione e l’aggiornamento sull’utilizzo di questi strumenti è stata a carico degli insegnanti stessi, senza un supporto a livello istituzionale. I docenti, stando a quanto si legge, hanno quindi imparato in autonomia e grazie al loro interesse l’utilizzo delle nuove tecnologie digitali.</p>
<p><strong>IL VALORE IMPRESCINDIBILE DI CARTA E PENNA NEI PROCESSI DI APPRENDIMENTO: IL PAPER DELLA FONDAZIONE LUIGI EINAUDI</strong><br />
Con questo lavoro la Fondazione Luigi Einaudi ha messo assieme le principali ricerche scientifiche internazionali prodotte finora sull’argomento. Di seguito vengono riportati tre studi tra i tanti analizzati.</p>
<p>Una ricerca realizzata dalla professoressa Virginia Berninger dell’Università di Washington ha dimostrato che “in termini di costruzione del pensiero e delle idee, c’è un rapporto importante tra cervello e mano”. È la mano che plasma il cervello e “sarebbe un errore derubricare a mera questione di gusto la scelta di scrivere digitando le lettere su una tastiera rispetto al gesto grafico della mano su carta”.</p>
<p>Nel 2016 Susan Payne Carter, Kyle Greenberg e Michael S. Walker hanno condotto uno studio dal titolo “The Impact of Computer Usage on Academic Performance: Evidence from a Randomized Trial at the United States Military Academy”, che ha prodotto esiti notevoli. Nell’Accademia militare di West Point, su un campione di 50 classi di studenti, è stato dato in uso ad alcune solo device digitali mentre ad altre soltanto carta e penna. Al termine del semestre i dati emersi hanno dimostrato che gli studenti che non hanno lavorato con i mezzi digitali sono risultati del 20% migliori rispetto agli altri.</p>
<p>Il progetto di ricerca finanziato dal programma europeo COST, E-READ- Evolution of Reading in the Age of Digitalization &#8211; ha restituito dati significativi: tra il 2014 e il 2018, circa 200 studiosi europei hanno indagato, su un campione di 170mila partecipanti, l’impatto della digitalizzazione sulle pratiche di lettura. Risultato? La carta rimane il medium da preferire nella lettura di testi, soprattutto se lunghi. La lettura su carta sviluppa attività cognitive, come la concentrazione, la costruzione del vocabolario e la memoria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2023/07/paper-Il-valore-imprescindibile-di-carta-e-penna-nei-processi-di-apprendimento.pdf"><em><strong>Scarica il Paper in PDF</strong></em></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/valditara-leccellente-studio-della-fondazione-luigi-einaudi-dimostra-limprescindibilita-di-carta-e-penna/">Valditara: l&#8217;eccellente Studio della Fondazione Luigi Einaudi dimostra l&#8217;imprescindibilità di carta e penna</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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