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	<title>antisemitismo Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>antisemitismo Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>Giorno della Memoria, a Bologna le prove generali della sopraffazione</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/giorno-della-memoria-a-bologna-le-prove-generali-della-sopraffazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Cangini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jan 2024 17:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[antisemitismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Piccolo fatto locale emblematico di un grande problema nazionale. Ieri, a Bologna, ho partecipato ad un convegno sull’antisemitismo organizzato dai presidenti del Museo ebraico e della Comunità ebraica locali. Doveva esserci il sindaco del Pd, ma non c’era. Doveva esserci il rettore dell’Alma Mater, ma non c’era. C’era, invece, un consistente presidio di forze dell’ordine [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Piccolo fatto locale emblematico di un grande problema nazionale. Ieri, a Bologna, ho partecipato ad un convegno sull’antisemitismo organizzato dai presidenti del Museo ebraico e della Comunità ebraica locali. Doveva esserci il sindaco del Pd, ma non c’era. Doveva esserci il rettore dell’Alma Mater, ma non c’era. C’era, invece, un consistente presidio di forze dell’ordine a difesa dei relatori e del pubblico e c’era un manipolo dei collettivi universitari con megafono e striscione. Sullo striscione, la scritta “Il nuovo genocidio è in Palestina…resistenza fino alla vittoria”. Dove la vittoria coincide con la cacciata degli ebrei dal Medio Oriente.</p>
<p>Due considerazioni. La prima. A nessun filo istraeliano verrebbe in mente di andare a contestare un convegno organizzato da organizzazioni filo palestinesi, per i filo palestinesi è invece naturale contestare i filo israeliani e tentare di ridurli al silenzio. Accade un po’ ovunque a livello nazionale ed internazionale, ma a Bologna, dove la sinistra gruppettara e massimalista è sempre stata coccolata dalle autorità accademiche e cittadine, accade un po’ più che altrove. Forse sbagliando, immagino, e questa è la seconda considerazione, che sia stato per questo motivo che il sindaco Matteo Lepore e il Magnifico Rettore Giovanni Molari ieri abbiano preferito non metter piede né faccia in un contesto che secondo lo spirito di fazione imperante è un contesto “ebraico”.</p>
<p>È stato un peccato, perché la sala dello Stabat Mater dell’Archiginnasio era gremita. È stato un peccato, perché le relazioni del professor Asher Colombo dell’Istituto Cattaneo e di Emanuele Ottolenghi della Fondation for Defence of Democracy di Washington sono state molto interessanti. Interessanti e rivelatrici. Dal sondaggio tra gli studenti universitari di tre grandi atenei del Nord Italia illustrato dal primo e dai dati raccolti nei campus e nella società americana dal secondo emergono verità incontrovertibili: l’antisionismo è molto spesso il frutto dell’antisemitismo, è un sentimento che oggi caratterizza la sinistra estrema persino più dell’estrema destra, non ha nulla a che vedere con la sproporzione della reazione israeliana al pogrom del 7 ottobre: preesisteva tale e quale; i bombardamenti su Gaza gli hanno solo dato voce e, nella logica di chi ne è avvinto, lo hanno legittimato.</p>
<p>In rappresentanza del sindaco di Bologna, un assessore ex grillino oggi Pd, Massimo Bugani, ieri ha fatto un discorso fumoso all’insegna del vogliamoci bene. Appariva piuttosto chiaro che i suoi interlocutori ideali non si trovavano in sala, ma erano quelli assembrati fuori dal palazzo.</p>
<p>È stato solo un piccolo fatto locale, certo. Ma forse non è sbagliato leggerlo come la prova generale di quel che accadrà domani, Giorno della Memoria, a livello nazionale.</p>
<p><a href="https://formiche.net/2024/01/antisemitismo-collettivi-sopraffazione-giorno-memoria-cangini/"><em><strong>Formiche.net</strong></em></a></p>
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		<title>L’antisemitismo alla base dell’antisionismo</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/lantisemitismo-alla-base-dellantisionismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Cangini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jan 2024 15:46:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[antisemitismo]]></category>
		<category><![CDATA[antisionismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ricondurre la levata di scudi delle società occidentali contro Israele alla sproporzione della reazione militare decisa da Benjamin Netanyahu è un errore: il sentimento preesiste, le bombe israeliane sono solo l’occasione per dargli voce. Il sentimento ha un nome: antisemitismo. L’antisemitismo è un sentimento antico la cui eco risuona nell’animo di ciascuno di noi. I [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ricondurre la levata di scudi delle società occidentali contro Israele alla sproporzione della reazione militare decisa da Benjamin Netanyahu è un errore: il sentimento preesiste, le bombe israeliane sono solo l’occasione per dargli voce. Il sentimento ha un nome: antisemitismo.</p>
<p>L’antisemitismo è un sentimento antico la cui eco risuona nell’animo di ciascuno di noi. I più forti lo respingono con la ragione, i più deboli vi cedono con la pancia. Ma prima o poi tutti, anche chi non ne ha contezza, devono farci i conti. In Europa nasce nel Medioevo per motivi religiosi in seno alla Chiesa cattolica, in epoca contemporanea veste abiti politici occasionali: le teorie della razza (nate non in Gemania, come molti credono, ma in Francia col marchese de Gobineau), i diritti umani, il terzomondismo, l’antiamericanismo, l’anticapitaliamo…</p>
<p>L’antisemitismo emerge prevalentemente nei momenti di crisi, crisi economica e/o politica: quando il malessere sociale è forte, il sistema istituzionale debole e la paura diffusa. Gli ebrei come capro espiatorio, la loro discriminazione come lavacro identitario, il loro sacrificio come rituale di purificazione. Capita agli ebrei e non ad altri perché quella ebraica è l’unica comunità tendenzialmente chiusa e professa l’unica religione sostanzialmente contraria al proselitismo. Gli ebrei sono i diversi per eccellenza. Una diversità che offende, insospettisce, preoccupa.</p>
<p>Nella civilissima Harvard, università d’eccellenza statunitense, 34 associazioni studentesche hanno preso posizione contro lo Stato ebraico, giudicato “l’unico responsabile” della barbarie di Hamas, sin dalla sera del 7 ottobre, quando ancora Israele era sotto choc e non aveva reagito.</p>
<p>Nei campus e nelle città americane, le aggressioni fisiche nei confronti degli ebrei sono aumentate del 337%. Le bombe molotov contro le sinagoghe a Berlino, i quasi mille attacchi antiebraici in Francia, le 460 aggressioni verbali e fisiche registrate in Italia, la manomissione delle pietre d’inciampo a Roma e in tutte le capitali europee… Atti, evidentemente, antisemiti. Perché è questo l’unico caso nella Storia in cui la più che legittima critica politica ad uno Stato si accompagna di regola, nei paesi occidentali, all’aggressione fisica e verbale di singoli connazionali che di quello Stato condividono la cultura e la religione. Con i russi, per dire, oggi non capota. E non capitava neanche con i cittadini del bocco sovietico aI tempi della Guerra Fredda. Capita solo, ma guarda un po’, con gli ebrei. Gli ebrei in quanto tali, non in quanto israeliani.</p>
<p>Interessa nulla, alle élite occidentali, delle decine di popoli a cui stati forti, alcuni dei quali con imperitura vocazione imperiale (la Cina, la Russia, la Turchia) negano con la violenza il diritto a farsi Stato. Interessa solo la causa palestinese. E interessa perché, nella retorica, a coartare i diritti dei palestinesi non è uno Stato qualsiasi, ma lo Stato “ebraico”.</p>
<p>Su pressione dell’Unione Sovietica, noto paladino dei valori liberaldemocratici e del principio dell’autodeterminazione dei popoli, nel 1975 l’Assemblea generale dell’Onu approvò a larga maggioranza la risoluzione 3379 che equiparava il sionismo al razzismo. Tesi ripresa oggi dalla piattaforma politica di Black Lives Matter negli Stati Uniti, così come, nella sostanza, dal Tribunale penale internazionale dell’Aja, quello che nei giorni scorsi ha attribuito ad Israele intenti genocidari. Il Consiglio dei diritti umani dell’ONU ha condannato 95 volte la democrazia israeliana; poche, pochissime volte i regimi cinese, iraniano, turco, venezuelano o saudita. Al vertice di Durban del 2001 i palestinesi sono stati definiti vittime del “razzismo israeliano”. Tesi, oggi, largamente diffusa.</p>
<p>Diceva Martin Luther King che “se c’è l’hai con Israele sei antisemita”. Affermazione eccessiva, ma spesso, molto spesso fondata.</p>
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<p><a href="https://www.huffingtonpost.it/esteri/2024/01/15/news/una_parola_spiega_perche_la_critica_a_israele_si_trasforma_in_aggressione_agli_ebrei_antisemitismo-14818814/"><em><strong>Huffington Post </strong></em></a></p>
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		<title>Il nostro solito antisemitismo</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/il-nostro-solito-antisemitismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Feltri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Oct 2023 18:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[antisemitismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perché a Chicago, durante una manifestazione pro palestinese, sono stati aggrediti degli ebrei? Perché sugli usci delle case abitate da ebrei a Varsavia si disegna la stella di David? Perché nei cortei pacifisti romani si dichiara Israele stato nazista e terrorista? Perché i partecipanti agli stessi cortei strappano la bandiera di Israele dalla Fao? Perché [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Perché a Chicago, durante una manifestazione pro palestinese, sono stati aggrediti degli ebrei? Perché sugli usci delle case abitate da ebrei a Varsavia si disegna la stella di David? Perché nei cortei pacifisti romani si dichiara Israele stato nazista e terrorista? Perché i partecipanti agli stessi cortei strappano la bandiera di Israele dalla Fao? Perché nei cortei pacifisti milanesi si chiede di aprire i confini per andare ad ammazzare gli ebrei?</p>
<p>Perché nell&#8217;aeroporto di Makhachkala, Dagestan, si organizza una caccia all&#8217;ebreo? Perché fuori dallo stesso aeroporto un bambino dice di essere andato lì per veder uccidere gli ebrei? Perché una ragazza esibisce un cartello con la stella di David infilata nella spazzatura per far pulizia nel mondo? Perché nelle università americane si inneggia al pogrom di Hamas come igiene mediorientale? Perché a Tunisi si assalta la sinagoga e si dà fuoco ai testi sacri? Perché a Lione la sinagoga viene vandalizzata?</p>
<p>Perché a Berlino una sinagoga è colpita da una bomba molotov? Perché i ragazzi di Sydney chiedono la riapertura delle camere a gas? Perché nella metropolitana di New York si scrive di uccidere gli ebrei? Perché in Circassa si sollecita di espellere tutti gli ebrei? Perché a Stanford un professore mette gli studenti ebrei in un angolo? Perché a Seul si inneggia alla soluzione finale contro gli ebrei? Perché nessuno si sogna né si sognerebbe mai (e ci mancherebbe) di dire o fare altrettanto con i palestinesi? Perché con gli ebrei sì e coi palestinesi (e ci mancherebbe) no? Perché, se non è precisamente antisemitismo? Il nostro solito, vecchio, mai scomparso antisemitismo?</p>
<p><em><strong>La Stampa</strong></em></p>
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		<title>L’antisionismo come abito buono dell’antisemitismo</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/lantisionismo-come-abito-buono-dellantisemitismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Cangini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Oct 2023 15:40:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[antisemitismo]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[Occidente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pur se in un culmine di orrore e di violenza senza precedenti, sulla questione arabo-israeliana i discorsi sono sempre gli stessi. Discorsi spesso ipocriti, immancabilmente prevedibili. È l’eterno ritorno del sempre uguale, per dirla con Nietzsche. Puo, pertanto, avere una qualche utilità rileggere oggi un estratto del breve discorso che pronunciai nell&#8217;aula del Senato il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pur se in un culmine di orrore e di violenza senza precedenti, sulla questione arabo-israeliana i discorsi sono sempre gli stessi. Discorsi spesso ipocriti, immancabilmente prevedibili. È l’eterno ritorno del sempre uguale, per dirla con Nietzsche. Puo, pertanto, avere una qualche utilità rileggere oggi un estratto del breve discorso che pronunciai nell&#8217;aula del Senato il 20 maggio del 2021 in occasione dell’informativa dell’allora ministro degli Esteri Luigi di Maio sulla sicurezza nel Mediterraneo.</p>
<p>Il popolo curdo rispetto alla Turchia, gli armeni del Nagorno-Karabakh rispetto all’Azerbaigian e, di fatto, alla Turchia, le minoranze uiguri, tibetana e mongola, oltre ai cittadini di Hong Kong, rispetto alla Cina, la minoranza Harratin in Algeria, Marocco e Mauritania, il popolo Sahrawi in Marocco, le popolazioni dell’Abkhazia e dell’Ossezia in Georgia e rispetto alla Russia, i Tamil nello Sri Lanka, la popolazione del Karen in Birmania&#8230;</p>
<p>Potrei andare avanti a lungo, etnia per etnia, lingua per lingua, religione per religione, nell’elencare i popoli che si trovano oggi senza uno Stato, o i popoli che uno Stato lo hanno ma sono oppressi da un regime autoritario. E a questo triste e sterminato elenco potrei, anzi, dovrei aggiungere i cristiani. I cristiani perseguitati in Nigeria, in Congo, in Mozambico, in Camerun, in Burkina Faso, in Corea del Nord, in Somalia, in Pakistan, nelle isole Molucche&#8230; Ogni giorno, nel mondo, vengono uccisi dai 13 ai 18 cristiani e vengono uccisi in quanto cristiani.</p>
<p>Eppure, le élite occidentali non sembrano occuparsene. Non vedo manifestazioni di piazza o raccolte di firme, non leggo vibranti editoriali, non assisto a ripetute e ferme prese di posizione da parte di leader politici, intellettuali, artisti, cantanti, attori, organismi internazionali e associazioni per i diritti umani in difesa dei cristiani perseguitati, o dei curdi, o degli armeni, o degli uiguri e via elencando.</p>
<p>Reazioni del genere le vedo solo in un caso: il caso del popolo palestinese rispetto allo Stato di Israele, di cui Hamas nega il diritto di esistere. Il mainstream occidentale parteggia per i palestinesi, non c’è dubbio. E allora, se le cose hanno un senso, le possibilità sono due. Due sole: una particolare affinità delle élite occidentali e dei maitre à penser nei confronti del popolo palestinese, o una loro particolare avversità nei confronti dello Stato di Israele.</p>
<p>Sbaglierò, ma non percepisco reali affinità. Il problema, dunque, è lo Stato di Israele in quanto tale. Ma cos’è che distingue lo Stato di Israele da tutti gli altri? Cosa distingue Israele da, poniamo, la Cina? Facile: la sua natura ebraica. Sarebbe intellettualmente onesto, allora, ammettere una volta per tutte, anche di fronte a noi stessi, che, non in tutti, ma nella maggior parte dei casi l’antisionismo è solo l’abito buono dell’antisemitismo.</p>
<p><a href="https://formiche.net/2023/10/antisemitismo-antisionismo-israele-cangini/"><em><strong>Formiche.net</strong></em></a></p>
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