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	<title>Zuckerberg Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>Zuckerberg Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>In principio fu Fontana di Trevi, l’ipocrita dibattito sul match Musk-Zukerberg</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Cangini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Aug 2023 18:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[Colosseo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In principio fu Fontana di Trevi. Quel che è ancor oggi vietato a noi comuni mortali fu concesso nel 1960 alla divina Anita Ekberg: immergersi nelle acque del monumento settecentesco, realizzando così la più memorabile tra le scene della Dolce Vita di Federico Fellini e il più efficace tra gli spot involontari della Città eterna. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In principio fu Fontana di Trevi. Quel che è ancor oggi vietato a noi comuni mortali fu concesso nel 1960 alla divina Anita Ekberg: immergersi nelle acque del monumento settecentesco, realizzando così la più memorabile tra le scene della Dolce Vita di Federico Fellini e il più efficace tra gli spot involontari della Città eterna. Altro che Open to Meraviglia… Lo stesso anno, per le Olimpiadi, fu deciso di tenere gli incontri di lotta greco-romana alla Basilica di Massenzio, a due passi dal Colosseo.</p>
<p>Da allora, è stato un crescendo. Dalle rappresentazioni liriche ai Led Zeppelin, l’Arena di Verona, risalente all’epoca augustea, non ha mai smesso di ospitare eventi musicali pagati a caro prezzo. Così anche il teatro antico di Taormina, quello greco di Siracusa, quello romano di Ostia e via elencando. Ai mitici Pink Floyd sono stati concessi gli scavi di Pompei e la laguna di Venezia davanti a quel patrimonio dell’umanità che è la Basilica di San Marco. Tom Cruise è stato autorizzato a scorrazzare rombando lungo i Fori Imperiali e ai marchi della moda è stato consentito di sfilare lungo la scalinata di Trinità dei Monti, mentre il regista Peter Greenaway ha potuto allestire un set al Pantheon piuttosto che sull’Altare della Patria per girare Il ventre dell’architetto, altro spottone implicito su una Roma per l’occasione illuminata a fiaba così come un sindaco minimamente lungimirante la illuminerebbe sempre. A pagamento, sono state organizzate cene sontuose sul Ponte Vecchio di Firenze, sotto la Cappella Sistina di Roma, alla Galleria degli Uffizi, al Colosseo…</p>
<p>Non ci capisce, dunque, il coro di indignazione che ha accolto la notizia del match di pugilato tra Elon Musk e Mark Zuckerberg che si sarebbe dovuto svolgere al Colosseo e che potrebbe invece disputarsi all’Arena di Verona piuttosto che a Pompei. Per capirlo occorre forse metter mano a due tra le tante possibili distinzioni tra l’essere di Destra e l’essere di Sinistra. Schematizziamo. L’uomo di Destra non ha pregiudizi verso il capitale privato e tendenzialmente considera naturale mettere a reddito il patrimonio culturale per ottenere le risorse necessarie a curarlo come si deve; l’uomo di sinistra tendenzialmente no. L’uomo di Destra considera la violenza (possibilmente ritualizzata) parte naturale dell’animo umano; l’uomo di Sinistra tendenzialmente no.</p>
<p>Credo sia per questo che l’idea che “due miliardari” fossero disposti a pagare alcuni milioni di euro per prendersi a cazzotti come gladiatori ubriachi all’interno del Colosseo abbia fatto inorridire tanti benpensanti di sinistra. C’è da credere che se i due avessero deciso di sfidarsi al gioco degli scacchi le reazioni sarebbero state meno virulente. È probabile che se ad autorizzare tale show globale fosse stato un governo di Sinistra sarebbero state, nonostante tutto, entusiastiche.</p>
<p>Huffington Post</p>
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		<title>Ingabbiati</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/ingabbiati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Dec 2022 16:17:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[class action]]></category>
		<category><![CDATA[dati]]></category>
		<category><![CDATA[Meta]]></category>
		<category><![CDATA[Zuckerberg]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La notizia può essere curiosa, ma freddina. Ai più dirà poco. Ma meno dice loro e più li riguarda, perché dietro una faccenda giudiziaria ce n’è un’altra di enorme portata e valore collettivo. La notizia è che Meta, la società di Zuckerberg che possiede e governa i suoi social media, a seguito di una class [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia può essere curiosa, ma freddina. Ai più dirà poco. Ma meno dice loro e più li riguarda, perché dietro una faccenda giudiziaria ce n’è un’altra di enorme portata e valore collettivo. La notizia è che Meta, la società di Zuckerberg che possiede e governa i suoi social media, a seguito di una class action è stata costretta a pagare 725 milioni di dollari, per chiudere la faccenda. La contestazione mossa dai coalizzati che hanno fatto causa è quella di avere reso accessibili i loro dati personali a Cambridge Analytica, che li ha utilizzati per favorire Trump e Brexit. Si tratta della più alta cifra mai pagata da un privato, a seguito di un’azione collettiva.</p>
<p>Vabbè, interessante, ma a noi che ce ne importa, posto che tanto Zuckerberg povero non diventa? Ci interessa molto. E non solo per un aspetto tecnico, ovvero che quel genere di cause in Italia non si possono fare, visto che, come al solito, abbiamo chiamato class action quel che manco le somiglia, denominando “cavallo” un cane, senza poi poterlo sellare. Ma questo è il meno. La vera sostanza della notizia consiste nella premessa: i miei dati sono preziosi. Perché?</p>
<p>In fondo i miei dati sono già pubblici e di scarso valore. Magari non conoscete il mio indirizzo di casa (né sapreste cosa farvene), ma più o meno sapete tutto di me e le mie opinioni provo a diffonderle giorno dopo giorno. Perché qualcuno dovrebbe essere interessato a comprarle? Per come funzionano quei canali sociali, non di rado veri strumenti asociali. Nessuno paga per sapere cosa pensa la sora Cesira o il sor Augusto, ma per aggregare atteggiamenti, pregiudizi, prevenzioni e fissazioni di gruppi distinti, in modo da conoscere la chiave con cui far loro pensare quel che si desidera.</p>
<p>I dati hanno valore non in quanto consentono di entrare in contatto con Tizio o Caio, ma in quanto consentono di farli entrare in recinti dove trovano i loro simili, per poi condurli come una mandria. Se un certo numero di persone mostra di credere che esistano guardiani dell’universo che governano i nostri destini (e questa è letteratura), allora li spingo in un recito e, al momento giusto, farò loro sapere che il candidato a me sgradito è al servizio del lato oscuro (e questo è cinema). Certo che è roba da cretini, ma quelli già credevano ai guardiani. Se si crea omogeneità contro l’immigrazione posso portarne i succubi dentro un recinto e poi far sapere loro che c’è un disegno del primo millennio e una profezia che li vedrà tutti morti e sostituiti prima della prossima primavera. Certo che è da svalvolati, ma a me serviva per favorire delle donazioni ai guerrieri che si oppongono. E così via. Ovvio che l’umanità non è composta (solo) da cretini, ma succedono due cose:<br />
a. gli aggregati di cretini si moltiplicano;<br />
b. la politica e la società non possono non tenerne conto e, quindi, si mettono a fare i conti con i mandriani di scimuniti, i quali hanno trovato la formula per nobilitarli: in democrazia il mio tonto vale quanto il tuo astuto e se lo neghi sei per la ditttaura.</p>
<p>Questa roba è micidiale, ecco perché quella class action non è una notiziuola secondaria o solo curiosa. Ma c’è ancora un aspetto da esplorare: perché, a parte l’essere cretini, funziona quel frazionare in gruppi manovrabili? Perché ciascuno di noi tende a sentirsi confortato dal fatto che altri la pensino allo stesso modo. Qualche volta si viene presi dal dubbio di avere torto e di star diventando fessi, ma poi si pensa al Tale, stimabile e accreditato, che la pensa come noi e ci si tranquillizza. Ancora una volta, quindi, il digitale non ha creato un mondo, ma ne ha reso più potenti alcuni aspetti.</p>
<p>A chi vende i dati per manomettere le democrazie s’infliggano pene severe, ma l’antidoto migliore è vecchio come il mondo ed è anche bellissimo: ascoltare. Le opinioni più interessanti siano non quelle uguali alla mia, ma quelle diverse. Non (necessariamente) per cambiare idea, ma per mettere alla prova le mie. A salvarci dai mandriani non sarà mai il mettere in ceppi il digitale, ma il liberare La Ragione.</p>
<p><a href="https://laragione.eu/tutti-i-numeri/martedi-27-dicembre-2022/"><strong><em>La Ragione</em></strong></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/ingabbiati/">Ingabbiati</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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