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	<title>voto Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>voto Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>Midterm</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/midterm/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Nov 2022 08:49:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[midterm]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi si vota in America e, come la storia ci insegna, gli equilibri politici statunitensi hanno riflessi fuori dagli Usa. Ecco perché. Gli equilibri politici statunitensi si riflettono sul resto delle democrazie e sul mondo. Non è una scelta, voluta dai “servi degli amerikani”. È il frutto della storia: in Europa italiani e tedeschi scelsero [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">Oggi si vota in America e, come la storia ci insegna, gli equilibri politici statunitensi hanno riflessi fuori dagli Usa. Ecco perché.</h3>
<p>Gli equilibri politici statunitensi si riflettono sul resto delle democrazie e sul mondo. Non è una scelta, voluta dai “servi degli amerikani”. È il frutto della storia: in Europa italiani e tedeschi scelsero il nazifascismo; quell’ideologia contagiò fino il Giappone; l’Unione Sovietica di Stalin favorì l’espansionismo di Hitler, a patto di avere per sé un pezzo dell’Est; con la Francia occupata l’estrema opposizione al nazifascismo fu inglese, ma troppo debole; l’intervento Usa e lo scatenarsi dell’invasione della Russia, cambiò natura e sorti della guerra. E cambiò il dopoguerra. Ecco perché gli equilibri politici statunitensi hanno riflessi fuori dagli Usa. Quel che, visto con gli occhi europei, è più difficile da capire è che gli elettori americani votano senza considerare granché la politica estera.</p>
<p>Oggi si vota, negli Stati Uniti. La presidenza Biden non è in discussione, avendo ancora due anni di mandato, ma è in bilico la sua maggioranza parlamentare. Non è la prima volta che il presidente in carica si trova in questa condizione né i precedenti ci dicono che ciò determina la futura corsa presidenziale. Ma una cosa sarà confermata: quella democrazia è divisa e le due parti si estremizzano sempre di più. Si tratta di un fenomeno presente in molte altre democrazie, compresa la nostra. E mentre i (diversi) sistemi costituzionali ed elettorali assicurano la legittimità dei governi in carica, sarebbe stolto non vedere che società libere e complesse non si governano con una metà contro l’altra.</p>
<p>I sistemi solidi hanno pesi e contrappesi che aiutano a gestire conflitti anche duri, senza che si perda lo Stato di diritto. È il migliore sistema mai esistito, il più bello, il segno di una superiorità (esatto: superiorità) culturale e civile, ma è anche delicato. Se da dentro se ne erode la credibilità, se gli sconfitti si mettono a dire che il risultato non è valido, se si fa appello alla piazza contro la rappresentanza, se si nega il compromesso parlamentare, alla lunga il prezioso giocattolo si sfascia. È più facile capiti in Brasile che non negli Usa, ma è difficile negare che quel modo di interpretare la politica mette veleni in circolazione.</p>
<p>Le democrazie funzionano splendidamente non quando tutti la pensano allo stesso modo (che orrore), ma quando pensandola in modi assai diversi si prova a vincere le elezioni conquistando pezzi del consenso altrui. Per dirla in modo rozzo: va benissimo che esistano la destra e la sinistra – parimenti legittime se democratiche – ma il sistema non si polarizza se per vincere si coniugano le proprie idee con gli interessi e i sentimenti degli elettori che non sono né reazionari né rivoluzionari, se ci si muove verso il centro. Il guaio delle democrazie, oggi, è che troppi dei loro interpreti puntano a raccogliere i voti sventolando non idee, ma identità. Nel migliore dei casi saranno poi trasformisti, nel peggiore irrigidiranno il sistema, rischiando di spezzarlo.</p>
<p>Gli schieramenti internazionali li ha ora sistemati Putin, scatenando una guerra suicida che non ha neanche il coraggio di definirsi guerra. Il nostro stesso governo è frutto di quella scelta. L’indiscutibilità dell’atlantismo (fino al giorno prima discusso eccome, a destra e a sinistra) deriva da quel conflitto. Ma è triste dipendere dall’aggressione altrui.</p>
<p>L’atlantismo non è discutibile, perché ne va della sicurezza dell’Italia e dell’Europa intera. Il che, però, comporta risentire molto degli equilibri politici statunitensi, dove gli elettori votano senza neanche pensarci. Per questo gli atlantisti saggi, dopo il secondo conflitto mondiale, avviarono il cammino dell’integrazione europea. Utile a trattenere la grandeur francese, le tentazioni mediterranee italiane, l’isolazionismo inglese e a smontare i mostri della storia tedesca. Ha funzionato. Si fatica ad ammetterlo e a capire quanto, ma ha funzionato alla grande. Faremmo bene a ricordarcene quando, fra qualche ora, saremo spettatori assai interessati del voto americano.</p>
<p><a href="https://laragione.eu/esteri/midterm/"><strong><em>La Ragione</em></strong></a></p>
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		<title>Dopo il voto</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/dopo-il-voto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Sep 2022 10:21:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni politiche 2022]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[voto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le lezioni politiche restituiscono un vincitore e molti sconfitti… Le elezioni politiche restituiscono un vincitore e molti sconfitti. La prima cosa da osservare è che, come previsto, i voti alle formazioni, a vario titolo, populiste sono la maggioranza. Questo è un punto rilevantissimo, perché il pericolo per un sistema democratico non viene dalla vittoria della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/wsJmOPAJPhg" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3 style="text-align: center;">Le lezioni politiche restituiscono un vincitore e molti sconfitti…</h3>
<p>Le elezioni politiche restituiscono un vincitore e molti sconfitti.</p>
<p>La prima cosa da osservare è che, come previsto, i voti alle formazioni, a vario titolo, populiste sono la maggioranza. Questo è un punto rilevantissimo, perché il pericolo per un sistema democratico non viene dalla vittoria della destra o della sinistra, ma dalla sconfitta della politica.</p>
<p>Secondo punto: non c&#8217;è dubbio che il vincitore sia Fratelli d&#8217;Italia e chi ha diretto il partito, cioè Giorgia Meloni. Su questo non c&#8217;è alcun dubbio. I dati si assesteranno, ma, insomma, sono abbondantemente sopra il 25% e navigano verso il 26%.</p>
<p>Non dimentichiamoci, però, che nel 2014 il Partito Democratico di Renzi ottenne più del 40% dei voti. Nel 2018 il MoVimento 5 Stelle ottenne più del 32% dei voti. Nel 2019 la Lega ottenne alle europee più del 34% dei voti.</p>
<p>Dunque, il tema, come dimostrano questi numeri, non è solo quanti voti si prendono, ma per quanto tempo si riescono a conservare e per fare che cosa.</p>
<p>Questo è il problema che oggi si trova di fronte la maggioranza, che è una maggioranza assoluta sia alla Camera, sia al Senato. Quindi se c&#8217;è una cosa sicura è che farà un governo e che il governo sarà guidato da Giorgia Meloni.</p>
<p>Inoltre, Fratelli d&#8217;Italia da sola ha più voti di Forza Italia e la Lega sommati, significativamente più voti. Questo nel caso in cui andassero d&#8217;accordo su tutto non sarebbe un problema, ma, in realtà, invece, un problema lo sarà, perché gli sconfitti dovranno in qualche modo farsi valere.</p>
<p>Del resto, già in queste ore, Berlusconi dice che Forza Italia è determinante ed è vero. Le elezioni le vince Fratelli d&#8217;Italia, che ha un risultato superiore a quello di chiunque altro, ma non ha la maggioranza né alla camera né al Senato, se non con i suoi alleati, i quali, nel corso di tutta la campagna elettorale, su molte cose importanti, hanno detto il contrario di quello che diceva Fratelli d&#8217;Italia.</p>
<p>Per concludere: cosa ci aspetta? Beh vedo che Crosetto, esponente importante di Fratelli d&#8217;Italia, dice che per la manovra economica serve che Draghi dia una mano. Draghi darà sicuramente una mano, non a questo o a quel partito, ma all&#8217;Italia.</p>
<p>Abbiamo bisogno tutti di stabilità, ma questo significa che molte delle parole d&#8217;ordine della lunga ascesa devono essere smentite. E del resto se il principale, nonché pressoché unico partito di opposizione nella legislatura appena conclusosi, vincitore delle successive elezioni, dice che Draghi deve darci una mano – lo stesso Draghi a cui fece opposizione – mi pare che il cammino verso la smentita di quel che si è sostenuto è già cominciato.</p>
<p>A sinistra perdono perché si sono persi e devono praticamente ricominciare da zero.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sturarsi</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/sturarsi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Sep 2022 08:56:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni politiche 2022]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[voto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esito del voto Cominciamo dai risultati elettorali, che constateremo domenica notte e saranno evidenti al successivo sorgere del sole. Cominciamo con il capire come andranno le elezioni, quali dati saranno più rilevanti, per poi provare a immaginarne le conseguenze. Una volta fatto questo esercizio, potremo andare a votare. Indro Montanelli, nel 1976, suggerì di farlo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">Esito del voto</h3>
<p>Cominciamo dai risultati elettorali, che constateremo domenica notte e saranno evidenti al successivo sorgere del sole. Cominciamo con il capire come andranno le elezioni, quali dati saranno più rilevanti, per poi provare a immaginarne le conseguenze.</p>
<p>Una volta fatto questo esercizio, potremo andare a votare. Indro Montanelli, nel 1976, suggerì di farlo turandosi il naso, in modo da dare il consenso alla Dc ed evitare il sorpasso da parte del Pci. Ora sarà meglio sturarsi il naso, aprire gli occhi e tendere le orecchie.</p>
<p>Dalle urne uscirà una maggioranza assoluta, ma diversa da quella di cui tutti ragionano. Non avrà una marca di destra (che già si sente ed è data vincente) o di sinistra (che già si sente ed è data perdente), ma del tutto diversa: sarà populista.</p>
<p>Le forze in vario modo riconducibili al populismo, all’essere contro, saranno prevalenti. Per capire il dopo, però, sono decisive due osservazioni:</p>
<ol style="list-style-type: lower-alpha;">
<li>quelle forze non sono solo divise, ma contrapposte e si alimentano dell’essere contro anche verso chi è più a loro assimilabile;</li>
<li>il loro successo è dissonante rispetto a quello che gli stessi elettori affermano di sentire.</li>
</ol>
<p>Tanto per fare un esempio, la grande maggioranza dei sondati riconosce a due sole figure una fiducia che supera la sfiducia: Mattarella e Draghi. Tutti gli altri leader hanno i loro tifosi, ma la sfiducia supera nettamente la fiducia. Eppure Mattarella e Draghi sono quanto di più lontano si possa immaginare dal populismo.</p>
<p>Come è possibile, allora? Capita perché il giudizio sui fatti si separa dalla faziosità politica e perché il consenso a quelle due figure istituzionali è a sua volta una dimostrazione di sfiducia nella politica. Che, però, non genera forze nuove e degne di fiducia, bensì la faziosità delle sfiducie contrapposte.</p>
<p>A sinistra perdono perché si sono persi, ma anche la destra ha perso grande parte di sé perché gli uni e gli altri non hanno avuto né forza intellettuale né coraggio politico di contrastare il populismo, provando solo a succhiarne la ruota. Una furbizia ottusa che ha svuotato di politica la politica.</p>
<p>Ma siccome la realtà esiste e i problemi non si lasciano imbambolare dalla parlantina, ancora una volta la conseguenza del voto sarà portare ad un bivio: o si resta coerenti con quel che si è raccontato, nel qual caso o non si riuscirà a governare o si danneggeranno seriamente gli interessi italiani; oppure si apre la danza del trasformismo, che da qualche legislatura e specie in quella che ora si chiude è stata un’orgia.</p>
<p>Se la destra avrà la maggioranza assoluta degli eletti non potrà che formare il governo e non potrà che guidarlo chi ha moltiplicato i propri voti: Giorgia Meloni. Il potere è un grande collante, ma anche un potente solvente. Le altre due forze della destra, Lega e Forza Italia, erano prima dominanti e ora sono soccombenti. Vivranno travagli interni, specie la Lega, ma poi scaricheranno le contraddizioni sul governo.</p>
<p>A sinistra il Partito democratico dovrà scegliere se spaccarsi o riconsegnarsi ai 5 Stelle. Se tornare a elaborare politica o puntare all’ennesima rivincita che si rivelerà l’ennesima riperdita.</p>
<p>Ma la politica non vive in un pianeta suo, è comunque espressione dell’elettorato. E il risultato di domenica parlerà chiaro: troppi non capiscono o non apprezzano la forza della democrazia parlamentare e la generazione di ricchezza che ci deriva dalla collocazione occidentale e dall’integrazione europea.</p>
<p>Troppi pensano siano cose scontate, acquisite per sempre e, quindi, che si possano detestare senza pagare il prezzo. Troppi credono che si possa sempre scaricare tutto su un futuro con sempre meno italiani. Troppi chiedono un governo forte e avversano la forza del governo. E non è un problema solo italiano, è il diffuso derivato del benessere goduto e non conquistato. E questa storia non si chiude domenica, ma ricomincia lunedì.</p>
<p><a href="https://laragione.eu/tutti-i-numeri/sabato-24-settembre-2022/"><em><strong>La Ragione</strong></em></a></p>
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		<title>Fare voto</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/fare-voto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jul 2022 15:40:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni politiche 2022]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[voto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Turarsi il naso e votare per la centralità democristiana, fu l’invito di Indro Montanelli, nel 1976. Il Partito comunista, strettamente legato alla Mosca sovietica, puntava al “sorpasso”. Che non ci fu, né ci sarebbe poi stato. Oggi il problema non è turarsi il naso, tanto più che i seguaci della Mosca imperialista si trovano sia [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Turarsi il naso e votare per la centralità democristiana, fu l’invito di Indro Montanelli, nel 1976. Il Partito comunista, strettamente legato alla Mosca sovietica, puntava al “sorpasso”. Che non ci fu, né ci sarebbe poi stato.</p>
<p>Oggi il problema non è turarsi il naso, tanto più che i seguaci della Mosca imperialista si trovano sia a destra che a sinistra. Oggi si devono aprire gli occhi.</p>
<p>Quel che si vede non è bello. Ma si vive e si sceglie nel presente e nel reale. Non trovare l’ottimo non è un buon motivo per agguantare il pessimo. Una bussola elettorale si può usare, per scegliere la direzione a ragion veduta.</p>
<p>Primo punto cardinale: votare contro gli “altri” è da sciocchi. Intanto perché gli uni e gli altri sono ancora nel medesimo governo. C’è di più, perché il Pd pensa sé stesso come unico difensore dell’“agenda Draghi”, i fuoriusciti pentastellati sono ancora lì che piangono perché Draghi era il difensore degli interessi italiani (avendo fatto l’opposto di quel che loro stessi avevano cominciato a fare nel 2018), mentre FI e Lega giurano che avrebbero tanto voluto un Draghi bis, uguale al primo, ma senza lo stellario, che da cinque che erano divennero milioni di milioni, come i salami.</p>
<p>Votare gli uni per fermare gli altri è privo di razionalità. Piuttosto, vista tanta concordia sul Draghi che non c’è più, si facciano dare una copia del programma di governo, che peraltro sostennero, e la firmino come impegno per il futuro. Altrimenti sono, come s’è dimostrato sui tassisti, dei bugiardi.</p>
<p>Secondo punto cardinale: gli elettori valutino quanto i loro preferiti intendano veramente, come dicono, proseguire sul cammino tracciato. Non si tratta di giudicare la coerenza, che saremmo ridicoli anche solo a porci il problema, dopo le orge trasformiste. È questione più immediata e materiale: la Banca centrale europea ha varato un meccanismo di contenimento degli spread, che è illimitato nella portata, ma condizionato nelle premesse.</p>
<p>Si devono avere i conti in ordine, quindi non avere colpe rispetto alla speculazione che agisce. Si deve avere un programma di contenimento della spesa pubblica, ovvero l’opposto dello scostamento di bilancio che chiedevano a gran voce e Draghi negava (c’è pure quello, nell’agenda).</p>
<p>E si deve essere in regola con gli adempimenti del Pnrr. Ovvero continuare le riforme. Il che si lega al primo punto: sono pronti, tutti i partecipanti alla maggioranza Draghi, a sostenere quel che proposero anche se le elezioni fossero vinte dagli altri? Nel caso (probabile) di risposta evasiva, vuol dire che si sta puntando allo sfascio per impedire al vincitore di governare. Non proprio una condotta patriottica.</p>
<p>Terzo punto cardinale: atlantismo ed europeismo non sono due voci del menù, ma ingredienti del solo piatto che ci ha messi sulla strada della prosperità economica, della libertà e della sicurezza. Ovvio che dentro la Nato e dentro l’Ue ci stai sostenendo i tuoi interessi e le tue idee, ma altrettanto ovvio che chi anche solo immagina di poterne essere fuori è un nemico degli interessi indisponibili dell’Italia.</p>
<p>A sinistra c’è chi se la prese con i “vincoli” e se la prende con la Nato. A destra c’è chi ama la Nato e detesta l’Ue. Vale per tutti: le scelte fatte da uomini come De Gasperi e Parri (si veda l’ottava pagina) furono sagge, inscindibili e non revocabili. Aggiungere un “ma” significa già imbrogliare.</p>
<p>Quarto punto cardinale: tutti hanno fallito nel mettere in coerenza sistemi istituzionale ed elettorale. Ciascuno non sarà capace di governare seguendo le bubbole che s’appresta a raccontare.</p>
<p>Tutti hanno avuto e hanno alleati incoerenti con quel che dicono. Da questo punto di vista più li osservi e meno li voti. Il fetore si sente anche a naso turato. Ma ciò deriva anche da noi, da elettori che chiedono le riforme riguardino sempre gli altri. Quel che si vede e quel si fiuta è frutto dei nostri voti. Da qui a settembre cercheremo di capire se cambiare possa non essere il disertare.</p>
<p><a href="https://laragione.eu/tutti-i-numeri/sabato-23-luglio-2022/"><em><strong>La Ragione</strong></em></a></p>
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		<title>L&#8217;attesa</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/lattesa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2020 11:07:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rassegna video]]></category>
		<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[davide giacalone]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[voto]]></category>
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		<item>
		<title>Il voto e il debito</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/il-voto-e-il-debito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jun 2019 11:23:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rassegna video]]></category>
		<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[debito]]></category>
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		<item>
		<title>Fai valere le tue ragioni e vota</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/referendum-costituzionale-in-recupero-il-no/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Aug 2016 20:03:46 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Referendum 2016]]></category>
		<category><![CDATA[referendum costituzionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[:it]Prosegue nella home del sito il test sul referendum costituzionale. Ancora avanti il Sì, ma in recupero il No.[:]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue il test sul referendum costituzionale del prossimo autunno nella home page del nostro sito. Ancora vanti il Sì, ma in recupero il No.</p>
<p>Vai nell&#8217;apposito box e fai valere le tue ragioni. Vota!</p>
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