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	<title>Vanzina Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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		<title>Arte i film di Vanzina? Non esageriamo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corrado Ocone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jul 2018 09:50:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[Vanzina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Affranti dalla morte di Carlo Vanzina, nei giorni scorsi abbiamo letto sui giornali, e ascoltato in radio e in tv, molti elogi dei suoi lavori cinematografici. Illustri opinionisti ci hanno spiegato che i &#8220;cinepanettoni&#8221; non vanno visti con occhio di disprezzo, come sarebbe d&#8217;uso da parte degli intellettuali. E che anzi è, attraverso di essi, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Affranti dalla morte di Carlo Vanzina</strong>, nei giorni scorsi abbiamo letto sui giornali, e ascoltato in radio e in tv, molti elogi dei suoi lavori cinematografici. Illustri opinionisti ci hanno spiegato che i <strong>&#8220;cinepanettoni&#8221;</strong> non vanno visti con occhio di disprezzo, come sarebbe d&#8217;uso da parte degli intellettuali.</p>
<p>E che anzi è, attraverso di essi, fatta la tara degli elementi di grottesco connessi al genere della commedia, che si capirebbe <strong>l&#8217;Italia di oggi</strong>, o meglio quella degli anni Ottanta, molto di più e meglio che attraverso film più &#8220;seri&#8221; o attraverso i libri di storia. Qualche titolista si è spinto addirittura oltre, parlando di &#8220;capolavori&#8221;.</p>
<p><strong>Sono non da oggi fiero avversario dell&#8217;intellettualismo </strong>che rovina, soprattutto in Italia ove si unisce a un certo <strong>&#8220;sinistrismo&#8221;</strong> di maniera, molte forme di espressione in nome di una presunta &#8220;profondità&#8221; dell&#8217;arte, che solo raramente a noi comuni sarebbe dato cogliere.</p>
<h2>La loro arte? Esagerato&#8230;</h2>
<p><strong>Credo tuttavia</strong> che dare ai lavori di Vanzina una patina di artisticità che non hanno sia sbagliato e significhi far torto a loro e al regista scomparso. Il loro scopo, come dimostra la data di uscita in sala, era commerciale. Non c&#8217;è nulla di male, soprattutto per noi che crediamo nel mercato e nella sua alta funzione etica di assecondare i bisogni dei consumatori.</p>
<p><strong>Non solo</strong>: è spesso successo, in passato, che le grandi opere artistiche dell&#8217;umanità siano state concepite dai loro autori (si chiamassero Michelangelo o Henry Ford) per far cassetta. Non credo sia il caso dei film di Vanzina, che avranno pure avuto, come è stato detto, un alto valore tecnico, ma, fermo restando che la tecnica per quanto raffinata non fa di per sé un&#8217;opera un&#8217;opera d&#8217;arte, è pur vero che non venivano concepiti con altro fine di giungere alle viscere dello spettatore, superare ogni anno i ricavi d&#8217;incasso del precedente, pagare ricchi cachet alle star che vi avevano preso parte.</p>
<p><strong>Tutto legittimo e tutto anzi persino ammirabile</strong>. E poi chi di noi, dopo una giornata di lavoro, non si è seduto e divertito, lasciandosi andare, con le loro crasse risate da caserma! In altri momenti, alla ricerca di prodotti meno grossolani, lasciando stare gli spesso disonesti <em>fil</em><em>m d&#8217;essai</em>, ci siamo però rivolti a commedie di altro spessore, quelle classiche italiane degli anni Sessanta o quelle americane dei Quaranta-Cinquanta.</p>
<p><strong>Perché?</strong> Non certo perché ci trasmettevano &#8220;un messaggio&#8221;: <strong>scopo dell&#8217;arte non è fare la morale</strong>, o indignarsi per il mondo com&#8217;è, in questo Vanzina aveva visto giusto! Il fatto però è che la vera arte è una forma di conoscenza, certo non ancora elevata a concetto, ma proprio per questo, se fosse lecito dire, più immediata e più &#8220;vera&#8221;, più vicina alla realtà.</p>
<h2>Ci ha raccontato l&#8217;Italia del debito? Mah&#8230;</h2>
<p>Un romanzo storico, si dice non a torto, fa capire un periodo di dieci saggi! Vanzina, come pure si è detto, ci ha fatto conoscere gli anni Ottanta, quello che eravamo diventati, facendoci rispecchiare in noi? In maniera molto lata direi, o a quella maniera che può interessare i sociologi, sia detto con rispetto parlando.</p>
<p>Per conoscere la realtà, senza giudizi e infingimenti, ci vuole l&#8217;arte, non l&#8217;avanspettacolo: due forme diverse e ugualmente degne, sia chiaro, dell&#8217; espressione umana. L&#8217;arte, infatti, non ostenta ma accenna: all&#8217;artista basta un tratto, non la caricatura, per fare capire un tipo umano o una situazione.</p>
<p><strong>L&#8217;arte non è né per gli intellettuali né popolare</strong>, come dimostrano le commedie greche e latine, che venivano rappresentate e apprezzate dal popolo ma avevano un valore intellettuale che le ha fatte durare nei secolo e diventare &#8220;classiche&#8221;. Toccavano sentimenti umani &#8220;profondi&#8221; ed &#8220;eterni&#8221; e hanno costituito quel &#8220;canone occidentale&#8221; che deve farci sempre da guida. Il popolarismo in questo genere di cose riflette quella decostruzione della cultura occidentale, che in Italia è stata portata a termine dal Sessantotto e dai Don Milani, che è un po&#8217; la causa di nostri tanti mali culturali, a mio avviso.</p>
<p><strong>Un pensiero conservatore e liberale</strong> non può prenderli a modello. Non è un caso che sia stata la cultura di &#8220;sinistra&#8221;, l&#8217;assessore Nicolini o Veltroni, a iniziare l&#8217;opera di &#8220;sdoganamento&#8221; di certi prodotti, i quali, ripeto, vanno apprezzati e fruiti senza dubbio e con spontaneità, ma senza chiedere a essi dare più di quello che effettivamente possono. Vanzina, che era persona a suo modo colta e intelligente, credo che tutto questo lo sapesse.</p>
<p>Corrado Ocone, &#8220;L&#8217;Huffington Post&#8221; 10 luglio 2018</p>
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