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	<title>ucpi Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>ucpi Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>&#8220;Combatteremo il giustizialismo&#8221;. Parla Caiazza, nuovo presidente Ucpi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Oct 2018 11:24:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[prescrizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caiazza, nuovo presidente dell&#8217;Ucpi e autorevole membro del Comitato Scientifico della Fondazione Luigi Einaudi, parla delle priorità e proposte al governo: no allo stop della prescrizione, processi piu corti e meno demagogia. Dal Tempo del 22 ottobre 2018 Gian Domenico Caiazza è il neo presidente dell&#8217;Unione delle Camere penali italiane. In passato presidente della Camera [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/combatteremo-il-giustizialismo-parla-caiazza-nuovo-presidente-ucpi/">&#8220;Combatteremo il giustizialismo&#8221;. Parla Caiazza, nuovo presidente Ucpi</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Caiazza, nuovo presidente dell&#8217;Ucpi e autorevole membro del Comitato Scientifico della Fondazione Luigi Einaudi, parla delle priorità e proposte al governo: no allo stop della prescrizione, processi piu corti e meno demagogia. Dal Tempo del 22 ottobre 2018</em></p>
<p>Gian Domenico Caiazza è il neo presidente dell&#8217;Unione delle Camere penali italiane. In passato presidente della Camera penale di Roma e segretario della Fondazione Enzo Tortora, l&#8217;avvocato Caiazza è stato eletto ieri a Sorrento a capo della giunta che guiderà l’Ucpl nel biennio 2018-2020, succedendo a Beniamino Migliucci.</p>
<p><strong>Quale sarà la cifra distintiva della sua presidenza? </strong></p>
<p>Abbiamo la necessità di chiamare a raccolta tutte le energie politiche parlamentari, accademiche e culturali che si riconoscono nei valori di una giustizia penale liberale. Sono tempi durissimi, in cui sono in discussione le garanzie delle persone. L&#8217;opinione pubblica non percepisce questo allarme, pensa che la reazione &#8220;securitaria” li metta al sicuro. Invece i diritti in gioco sono i loro. Ci si accorge di che cosa significa un Paese che non rispetta le regole del processo penale solo quando ci si finisce dentro. Solo allora si scopre il valore della presunzione di non colpevolezza e della libertà personale.</p>
<p><strong>Su quale appoggi politici pensate di poter contare? </strong></p>
<p>C’è una maggioranza schiacciante su posizioni op-poste elle nostre. Abbiamo di fronte uno schieramento populista e giustizialista motto compatto e intorno il deserto, a parte l’eccezione dei radicali. Non c’è più niente, non c’è una sponda. Dobbiamo cercare di riunificare le forze politiche sparpagliate e nascoste.</p>
<p><strong>Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha disertato il vostro congresso. È un segnale di chiusura al dialogo, oltreché uno sgarbo istituzionale?</strong></p>
<p>Sicuramente è uno sgarbo istituzionale. Se non è il prima ministro che non partecipa al nostro congresso è tra i primi. È una scelta mediocre, che dimostra quali siano le sue priorità. Lo abbiamo visto incontrare sedicenti organizzazioni forensi. Non per questo non vogliamo rinunciare al dialogo. Non demordo, non mi metto a fare l’offeso. Magari qualche suggerimento sul tema delle carceri, che gli sta esplodendo in mano, potrebbe tornargli utile.</p>
<p><strong>Bonafede però ha partecipato a Bologna al congresso dei vostri colleghi amministrativisti. Come mai? </strong></p>
<p>Evidentemente con loro si sente più tranquillo. I temi penalisti sono più complessi socialmente. Noi siamo ormai un soggetto politico che si occupa di diritti delle persone. L&#8217;incontro con noi è un incontro politico, richiede più impegno.</p>
<p><strong>Le divergenze con il governo sono tante, a cominciare dalla riforma sulla prescrizione. Cosa accadrà se dovesse essere approvata? </strong></p>
<p>Chi vuole fermare i tempi della prescrizione si assume la responsabilità di decuplicare la durata del processo penale. I ruoli dei tribunali, delle corti d&#8217;appello e della Cassazione si affollano perché c’è il rischio della prescrizione. In alterativa si lavorerà meno e i processi si allungheranno ancora di più. Tra l’altro nel nostro Paese la prescrizione raggiunge già un numero di anni insensato. È scandaloso che uno venga imputato di rapina aggravata a 20 anni e possa essere processato fino a 40. Abbiamo bisogno di accorciare i tempi del processo, non di finire di sfasciarlo.</p>
<p><strong>Il congresso di Sorrento l&#8217;avete intitolato: «La difesa delle garanzie nei tempi dei populismi». Anche il neo vice presidente del Csm ha recentemente criticato il <em>populismo giuridico</em>. Ci voleva un governo giallo-verde per avvicinare avvocati a magistrati? </strong></p>
<p>Il populismo che governa questo Paese e il risultato di una semina venticinquennale di populismo giudiziario. Da &#8220;Mani pulite&#8221; in poi, abbiamo avuto una politica soggiogata e spesso ricattata da un potere della magistratura, che è andato oltre i suoi limiti costituzionali e ha diffuso l&#8217;idea che la politica fosse tutta corruzione e sporcizia e che il popolo dovesse essere salvato dall&#8217;azione provvidenziale e materna dell&#8217;autorità giudiziaria. II populismo è dilagato e si è fatto governo. E ora la magistratura ha perso il controllo. La politica populista fa a meno di loro, li tratta male. Alcune correnti, come Md, hanno iniziato a riflettere su cosa significhi aver marginalizzato i diritti processuali. Ci sono occasioni nuove di confronto che dobbiamo avere l’intelligenza di cogliere, senza pregiudizi ideologici. L&#8217;elezione di David Ermini a vice presidente del Csm e di Michele Cerabona come componente laico rappresentano un segnale che va in questa direzione.</p>
<p><strong>La divergenza con le toghe resta insanabile sulla separazione delle carriere. </strong></p>
<p>Chiederemo un incontro per assicurare la calendarizzazione della discussione del nostro disegno di legge. Non è più un&#8217;istanza degli avvocati, ma di 71 mila cittadini. La magistratura è compatta contro questa nostra proposta e noi le lanciamo un guanto di sfida. Visto che è la nostra Costituzione che impone la terzietà del giudice rispetto al pm e il difensore, diciamo ai magistrati: non vi piace la separazione delle carriere? Allora offrite un&#8217;alternativa per rispondere a questo comando costituzionale.</p>
<p><strong>II governo, soprattutto nella sua componente Ieghista, sta invece spingendo per la riforma sulla legittima difesa. Cosa ne pensa? </strong></p>
<p>Ne penso tutto il male possibile: è una riforma pericolosa, una delle tante risposte illusorie tipiche della politica populista. Non c’è nulla che possa sottrarre un fatto di rilevanza penale alla valutazione del giudice. Accadrà sempre che chi ha sparato e ammazzato, se le modalità non sono chiare, sarà oggetto di indagine. Non solo è barbaro il principio, ma è minimo il risultato. Demagogia pura.</p>
<p>Valeria Di Corrado, Il Tempo 22 ottobre 2018</p>
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		<title>Oltre 60.000 firme, la separazione delle carriere arriva in Parlamento</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/separazione-delle-carriere-con-oltre-60000-depositata-la-proposta-di-legge-in-parlamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Nov 2017 09:26:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dicono di Noi]]></category>
		<category><![CDATA[benedetto]]></category>
		<category><![CDATA[camere penali]]></category>
		<category><![CDATA[Fle]]></category>
		<category><![CDATA[piero tony]]></category>
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		<category><![CDATA[simone santucci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sembrava un obiettivo impossibile. Eppure il 30 ottobre è stata presentata in Parlamento la proposta di legge di iniziativa popolare per la separazione delle carriere promossa dall&#8217;Unione delle Camere Penali. La FLE, che ha collaborato alla campagna con il proprio Dipartimento giustizia era presente con il Presidente Giuseppe Benedetto, lo scorso martedì, alla consegna dei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sembrava un obiettivo impossibile</strong>. Eppure il 30 ottobre è stata presentata in Parlamento la proposta di legge di iniziativa popolare per la separazione delle carriere promossa dall&#8217;Unione delle Camere Penali.</p>
<p>La FLE, che ha collaborato alla campagna con il proprio <strong>Dipartimento giustizia</strong> era presente con il Presidente <strong>Giuseppe Benedetto</strong>, lo scorso martedì, alla consegna dei plichi in Piazza Montecitorio.</p>
<p>Questa raccolta dimostra più che mai che il tema di un giusto processo e di un giudice terzo, realmente distinto da chi accusa e da chi difende è un&#8217;esigenza concreta e molto sentita il larga parte dell&#8217;opinione pubblica.</p>
<p>Ora la politica si impegni per dare voce ad <strong>oltre 72.000 cittadini</strong> che hanno firmato per separare, finalmente, la magistratura inquirente da quella giudicante.</p>
<p>Un grazie, da parte di tutti noi, al Presidente del Dipartimento Giustizia <strong>Dott</strong>. <strong>Piero Tony</strong> e al coordinatore <strong>Dott. Simone Santucci</strong>, componenti, anche a nome della FLE, del Comitato organizzatore della raccolta firme.</p>
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<h3>La separazione delle carriere arriva in Parlamento</h3>
<p><em>L&#8217;articolo di</em> <em>Beniamino Migliucci, Presidente dell&#8217;Unione delle Camere Penali, pubblicato sul Tempo del 31 ottobre </em></p>
<p><strong>Oggi la consegna delle firme raccolte</strong> dall&#8217;Unione Camere Penali per una riforma che la politica non può più ignorare. Oggi, alle 17 il Comitato promotore per la proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare per la separazione delle carriere dei magistrati, consegnerà alla Camera dei Deputati le firme, raccolte in tutta Italia, dall&#8217;Unione delle Camere Penali Italiane.</p>
<p>La consegna sarà preceduta da un breve incontro in piazza di Montecitorio, con gli amici del Partito Radicale Transazionale Transpartito e della <strong>Fondazione Luigi Einaudi</strong>, che hanno collaborato all&#8217;iniziativa. In più occasioni l&#8217;Unione delle Camere Penali ha sottolineato come questa riforma sia ineludibile, per dare attuazione al giusto processo e all&#8217;aricolo. 111 della Costituzione che prevede la terzietà del giudice al fine di garantire l&#8217;imparzialità della decisione.</p>
<p><strong>La proposta prevede la modifica anche di altri articoli della Costituzione</strong>, perché l&#8217;articolo 111 è stato riformato solo nel 1999 alfine di dare copertura costituzionale ai principi del giusto processo e del codice a tendenza accusatoria di matrice liberale, introdotto nel 1989.</p>
<p><strong>Temi di assoluto interesse</strong>, come la crisi dell&#8217;attuale sistema di governo autonomo della magistratura, vengono trattati nella proposta per evitare le evidenti disfunzioni di tale organismo che, nel tempo, non solo non è riuscito a porre rimedio ai più visibili squilibri, determinati da logiche correntizie, ma non ha potuto considerare la necessità che un giudice non venga mai valutato da un pubblico ministero, e viceversa, sia in ambito disciplinare che dei rispettivi avanzamenti di carriera.</p>
<p><strong>La disanima della proposta non può essere che sintetica</strong> ed affidata alla riflessione di tutti, l&#8217;importante era riportare al centro del dibattito politico un tema che era scomparso dall&#8217;agenda della politica, per timidezza e per timore di scontentare la magistratura. Va subito rilevato che la proposta non è stata immaginata contro qualcuno, e men che meno contro la magistratura, che deve coltivare al proprio interno anche l&#8217;autonomia di ogni magistrato da un altro magistrato.</p>
<p><strong>In merito abbiamo riscontrato finalmente un cambiamento di prospettiva</strong> anche nella magistratura che, pur contrastando la proposta, ha ammesso che il dibattito sull&#8217;argomento è ormai ineludibile anche per il numero di firme raccolte dagli avvocati penalisti.</p>
<p><strong>D&#8217;altro canto, il problema sollevato e di così grandi rilievo</strong>, se si pone mente al fatto che nel 2000 andarono a votare, per la separazione delle carriere, circa 13 milioni di persone che, con una percentuale che si avvicinava al 70%, avevano chiesto di modificare l&#8217;ordinamento giudiziario in tal senso.</p>
<p><strong>Si preferì poi accantonare l&#8217;argomento</strong>, ma ora crediamo davvero che sia arrivato il momento, nell&#8217;interesse del nostro paese, di esprimere una idea sul processo che si vuole in un paese liberale e democratico, finalmente prendendo atto che la riforma non riguarda la magistratura o l&#8217;avvocatura, ma tutti i cittadini.</p>
<p><strong>Le forze politiche hanno tutte l&#8217;occasione di inserire</strong>, nei propri programmi, il tema relativo alla terzietà del giudice, facendo sì che questo sforzo non rimanga nei cassetti di una politica timorosa, discutendo la riforma. A riguardo l&#8217;Unione ha raccolto già l&#8217;adesione trasversale di alcuni partiti, ma auspica che la volontà di dibattere appartenga a tutti.</p>
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		<title>Separare: per un giusto processo.</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/separare-per-un-giusto-processo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Sep 2016 12:15:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli per la lettura]]></category>
		<category><![CDATA[giusto processo]]></category>
		<category><![CDATA[separazione carriere]]></category>
		<category><![CDATA[ucpi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[:it]A Bologna, dal 30 settembre al  2 ottobre, si terrà il XVI congresso delle Unione Camere Penali Italiane.[:]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Separare i giudici dai pubblici ministeri, i magistrati dai media, la politica dalla magistratura. Per un giusto processo”. Sarà questo il tema principale del XVI congresso ordinario delle Unione Camere Penali Italiane, che si terrà a Bologna dal 30 settembre al 2 ottobre.</p>
<p>Per maggiori informazioni,<a href="http://www.ucpibologna2016.it/"> clicca qui</a>.</p>
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<p><a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/09/2016-16-9-14-12-49.jpeg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-6594 size-medium" src="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/wp-content/uploads/2016/09/2016-16-9-14-12-49-400x155.jpeg" alt="2016-16-9-14-12-49" width="300" height="116" /></a></p>
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