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	<title>Tito Boeri Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>Tito Boeri Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>Tito Boeri: Se il divieto di lincenziare è un errore</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2020 07:06:36 +0000</pubDate>
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		<title>Tito Boeri e Roberto Perotti: All&#8217;Italia serve concretezza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2020 08:20:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La concretezza che manca all’Italia. Dietro alla ostinata resistenza del Paesi frugali ad un accordo sul Recovery Fund ci sono due fenomeni che in Italia vengono interpretati nel modo sbagliato. L&#8217;Italia si è miracolosamente ricompattata nel vittimismo, convinta che i Paesi nord-europei fossero indifferenti al nostro dramma. La realtà è che gran parte dell&#8217;opinione pubblica [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 14pt;"><strong>La concretezza che manca all’Italia.</strong></span></p>
<p><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Dietro alla ostinata resistenza del Paesi frugali ad un accordo sul Recovery Fund ci sono due fenomeni che in Italia vengono interpretati nel modo sbagliato. L&#8217;Italia si è miracolosamente ricompattata nel vittimismo, convinta che i Paesi nord-europei fossero indifferenti al nostro dramma. </span></p>
<p><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">La realtà è che gran parte dell&#8217;opinione pubblica di quei Paesi, a destra come a sinistra, non si fida dei politici italiani: anzi, a torto o a ragione, li disprezza. Questo il termine corretto, e usarne altri non aiuta a comprendere il problema. E, per onestà intellettuale, è un disprezzo che va indietro nel tempo: non stiamo parlando solo dei politici italiani attuali. Secondo un recente sondaggio, il 45 percento dei tedeschi pensa che i problemi della pandemia in Italia e Spagna siano «principalmente dovuti al malgoverno». In Olanda anche i giornali più europeisti, come il <em>Volkskrant</em>, hanno sottolineato come la linea dura di Rutte fosse fortemente sostenuta dall&#8217;opinione pubblica. </span></p>
<p><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">In Danimarca il <em>Politiken</em>, di ispirazione socialdemocratica, ha pubblicato una vignetta con Conte, un cardinale e un mafioso che dice a Conte: &#8220;0k, noi prendiamo il 40%, voi il 50% e quello che resta lo date alla popolazione&#8221;. Ovviamente un banale stereotipo di pessimo gusto, ma rende l&#8217;idea del clima in quei Paesi. Tre primi ministri su quattro del Paesi frugali sono socialdemocratici, non estremisti nazionalisti e anche se (forse) non condividono questo disprezzo, non possono ignorarlo. E non illudiamoci: dopo l’accordo sul Recovery Fund sarà peggio, perché gran parte dell&#8217;opinione pubblica nordica è ancora più irritata, avendo percepito il “regalo” all&#8217;Italia come una ingiustizia imposta dall&#8217;Europa per motivi di realpolitik (l&#8217;olandese <em>De Telegraaf</em> lunedì titolava: &#8220;Mr. No Rutte dice sì al debito&#8221;). </span></p>
<p><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Il secondo fenomeno male interpretato in Italia è la questione dell&#8217;austerità. Secondo una posizione quasi unanime, avremmo vinto quasi da soli la battaglia contro l&#8217;austerità propugnata da gran parte d&#8217;Europa. Ma i Paesi nordici non si battevano per l&#8217;austerità di per sé con varie sfumature, erano d&#8217;accordo sull&#8217;idea di un grande piano di stimolo. Avevano e hanno però dubbi sull&#8217;affidare un fiume di denaro a un Paese che oggettivamente non è noto per la sua capacità di gestire le finanze pubbliche. Mettiamoci nei loro panni: è così strano preoccuparsi che i soldi dei propri elettori non siano usati per finanziare operazioni incomprensibili all&#8217;estero come quota 100, i concorsi per i navigator, o per farsi un bel taglio alle tasse mentre lo stato continua a spendere come prima o più di prima? Anche su questi temi c’era un supporto molto diffuso. </span></p>
<p><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Per <em>De Telegraaf,</em> Rutte faceva bene a richiedere che i Paesi del Sud mettessero prima la loro casa in ordine, a partire dall&#8217;innalzamento dell&#8217;età pensionistica. In Danimarca editoriali del conservatore <em>Berligske</em> hanno fatto ripetutamente notare che i danesi dovranno lavorare fino a 70 anni per pagare chi va in pensione a 60 anni. Date queste premesse, se vogliamo rimanere costruttivamente nella Ue (cosa non più scontata: il 42 per cento degli Italiani vuole uscirne, e probabilmente qualche straniero non si strapperebbe i capelli se ne uscissimo) d&#8217;ora in poi dovremo avere un atteggiamento diverso. Tanto più che l&#8217;accordo deve ancora essere ratificato da tutti i Parlamenti nazionali, e nel Paesi federali anche da quelli regionali. Ciò significa anche più professionalità nei rapporti con i partner europei. Purtroppo abbiamo iniziato con il piede sbagliato. Siamo stati l&#8217;ultimo Paese a presentare il Piano Nazionale di Riforme, il 6 luglio, e non lo abbiamo ancora inviato a Bruxelles. È verboso come gli Stati Generali: tante vaghe dichiarazioni di principio, molto fumo e pochissimo arrosto. C&#8217;è di tutto e di più: la riforma fiscale, la lotta all&#8217;evasione, lo sport e il <em>familyact</em> è un programma di legislatura che ha poco a che fare con il Recovery Fund  e le raccomandazioni della Commissione che saranno determinanti per l&#8217;accesso ai fondi. Eppure un Pnr ben fatto ci avrebbe rafforzato nel negoziato con l&#8217;Europa, che voleva essere rassicurata sulla nostra capacità di spendere bene le risorse; e sarebbe stato uno strumento per cambiare gli stereotipi diffusi sulla qualità della nostra disse dirigente. </span></p>
<p><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Il Pnr olandese è molto più breve di quello italiano e va subito al dunque. Riprende alla lettera, uno per uno, i rilievi della Commissione e si sforza di documentare come l’azione del governo olandese ne tenga conto. È una questione sia di forma che di sostanza: segnala attenzione nei confronti del partner europei. E l&#8217;Olanda è, al contrario dell&#8217;Italia, in una posizione di forza.</span></p>
<p><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Se non vogliamo buttare a mare l&#8217;opportunità che ci viene offerta, dovremo prima di tutto cambiare metodo e atteggiamento: decidere come spendere i soldi prima di chiederli, e capire che in Europa gli standard sono diversi da quelli che possiamo permetterci tra le mura domestiche. La sostanza c&#8217;è o non c’è: i nostri partner non abboccano all&#8217;approssimazione, alla fumosità, alla verbosità come metodo di lavoro.</span></p>
<p><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Tito Boeri e Roberto Perotti</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">La Repubblica, 24/07/2020</span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tito Boeri: Salvare il lavoro dei giovani. Non lasciamoli indietro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2020 05:54:10 +0000</pubDate>
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