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	<title>Senato della Repubblica Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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	<description>Per Studi di Politica, Economia e Storia</description>
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	<title>Senato della Repubblica Archivi - Fondazione Luigi Einaudi</title>
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		<title>Nasce l’intergruppo parlamentare in difesa della scrittura a mano e della lettura su carta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Cruciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Oct 2024 16:47:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dicono di Noi]]></category>
		<category><![CDATA[carta e penna]]></category>
		<category><![CDATA[intergruppo]]></category>
		<category><![CDATA[Senato della Repubblica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Scrivere a mano in corsivo e leggere su carta sono abitudini imprescindibili perché stimolano e sviluppano l’emisfero sinistro del cervello, quello che presiede al pensiero logico-lineare. Perdere queste abitudini significherebbe indebolire le capacità mentali dei più giovani. Il digitale, pur rappresentando uno straordinario strumento di innovazione, va governato e soprattutto non bisogna abusarne nel sistema [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Scrivere a mano in corsivo e leggere su carta sono abitudini imprescindibili perché stimolano e sviluppano l’emisfero sinistro del cervello, quello che presiede al pensiero logico-lineare. Perdere queste abitudini significherebbe indebolire le capacità mentali dei più giovani. Il digitale, pur rappresentando uno straordinario strumento di innovazione, va governato e soprattutto non bisogna abusarne nel sistema scolastico”. Lo ha detto il Segretario generale della Fondazione Luigi Einaudi e direttore dell’Osservatorio Carta, Penna &amp; Digitale, Andrea Cangini, in occasione della presentazione dell’intergruppo parlamentare Scrivere a mano e leggere su carta nell’era del digitale.</p>
<p>L’iniziativa, promossa dall’Osservatorio Carta, Penna &amp; Digitale della Fondazione Luigi Einaudi e nata grazie all’impegno della senatrice Lavinia Mennuni, ha l’obiettivo di tutelare la scrittura a mano in corsivo e la lettura su carta nel sistema scolastico e non solo. Nella Sala Nassiriya del Senato, il segretario generale della Fondazione Einaudi e la senatrice Mennuni hanno dibattuto con il neuroscienziato Antonio Suppa, la grafologa Valeria Angelini, il linguista e presidente dell’Accademia della Crusca, Paolo D’Achille, e la giornalista Annalisa Terranova sull’importanza di mantenere queste buone pratiche, soprattutto nei più giovani, e sui rischi derivanti dall’abuso dei social e degli smartphone.</p>
<p>“Sono lieta che l&#8217;iter del disegno di legge bipartisan sulla tutela dei minori nella dimensione digitale stia procedendo nei lavori parlamentari. È in tale ambito che, in stretta collaborazione con la Fondazione Luigi Einaudi, ho costituito l&#8217;intergruppo in difesa della scrittura a mano e della lettura su carta, importanti abitudini da promuovere soprattutto per i nostri giovani”, ha detto la senatrice Lavinia Mennuni di fronte a una platea ricca di rappresentati dei principali stakeholder di settore come Moleskine, Fieg, Aie, Comieco, Federazione Carta e Grafica e molti altri.</p>
<p>“La Crusca ha aderito con molto piacere all’Osservatorio Carta, Penna &amp; Digitale perché è convinta da tempo dell’importanza della scrittura a mano”, ha detto il professor D’Achille. “Già nel 2014 il neurolinguista Guido Gainotti, in un intervento sul giornale dell’Accademia della Crusca, sosteneva come l’apprendimento della scrittura a mano in corsivo prima del passaggio al digitale fosse fondamentale per le giovani generazioni, tantoché – spiegava – nella Silicon Vally viene impedito l’uso del cellulare ai ragazzi finché non hanno compiuto il ciclo scolastico, fino agli 11-12 anni”.</p>
<p>Nel suo intervento, il professor Suppa ha chiarito come ormai “studi neurofisiologici e di neuroimaging hanno chiarito che la scrittura a mano riflette l&#8217;attività sinergica e diffusa di diverse aree cerebrali, il cosiddetto network della scrittura o writing network”. Tale rete neurale, ha sottolineato, “include numerose aree corticali e sottocorticali per lo più localizzate nei lobi frontali tra cui l&#8217;area di Exner. Il writing network è solo parzialmente attivato durante l’atto della digitazione su piattaforme elettroniche. Sebbene l’atto della digitazione su tastiera sia più rapido, la scrittura a mano offre innumerevoli vantaggi promuovendo lo sviluppo cerebrale, l’apprendimento e la creatività”.</p>
<p>All’intergruppo parlamentare hanno già aderito i parlamentari Enzo Amich, Alessandro Amorese, Alberto Bagnai, Simona Malpezzi, Gianni Berrino, Stefano Candiani, Anna Maria Madia, Roberto Menia, Vita Maria Nocco, Cinzia Pellegrino, Sergio Rastrelli, Marco Scurria, Sandro Sisler, Luigi Spagnolli, Francesco Verducci, Mario Occhiuto, Adriano Paroli, Daniela Sbrollini, Valentina Grippo. Personalità di tutti i partiti politici.</p>
<p>“Per la grafologia la scrittura manuale è un&#8217;espressione unica e irripetibile della persona perché riflette la sua individualità in modo diretto e spontaneo. Ogni tratto di penna racconta dalle caratteristiche di chi scrive: la pressione della mano, il ritmo, la fluidità e le variazioni nello stile”, ha detto la grafologa Angelini. “Ogni persona ha una grafia che evolve nel tempo, influenzata dalle esperienze e dal vissuto personale, rendendola un’impronta unica della propria identità”.</p>
<p><em><strong>Formiche.net</strong></em></p>
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		<title>Le università digitali come fattore di riduzione delle diseguaglianze: presentato in Senato il paper della Fle</title>
		<link>https://www.fondazioneluigieinaudi.it/76425/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Cruciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Nov 2023 18:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riFLEssioni]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></category>
		<category><![CDATA[liberali]]></category>
		<category><![CDATA[paper]]></category>
		<category><![CDATA[Senato della Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[università digitali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da un lato i costi elevati per l’affitto di una stanza o di una casa, che hanno portato gli studenti in questi mesi a protestare nelle principali città italiane, dall’altro la difficoltà di conciliare lo studio con il lavoro. Senza contare le difficoltà negli spostamenti interni nelle grandi città. Oggi in Italia esiste una “barriera [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/76425/">Le università digitali come fattore di riduzione delle diseguaglianze: presentato in Senato il paper della Fle</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Da un lato i costi elevati per l’affitto di una stanza o di una casa, che hanno portato gli studenti in questi mesi a protestare nelle principali città italiane, dall’altro la difficoltà di conciliare lo studio con il lavoro. Senza contare le difficoltà negli spostamenti interni nelle grandi città. Oggi in Italia esiste una “barriera naturale” che ostacola l’accesso all’istruzione universitaria, fattore questo che crea un divario sociale significativo con impatti diretti sulle future opportunità professionali dei giovani. Per far fronte a tali criticità molti si rivolgono alle università digitali che, negli anni, aumentando la qualità del livello di insegnamento, hanno aumentato in modo esponenziale il numero dei loro iscritti e laureati. È quanto emerge dal rapporto “Le università digitali come fattore di riduzione delle disuguaglianze” elaborato dalla Fondazione Luigi Einaudi e presentato questa mattina nella Sala Nassiriya del Senato.</p>
<p>“Il mondo cambia, importanti università pubbliche e private si attrezzano per raggiungere i propri studenti a distanza. Nell’era dello smart working, la domanda crescente sta affinando e qualificando l’offerta delle università digitali, oggi più che mai intese come fattore di riduzione delle diseguaglianze territoriali e sociali”, ha detto Andrea Cangini, segretario generale della Fondazione Luigi Einaudi.</p>
<p>Il paper, facendo un’analisi dettagliata delle statistiche riguardanti il numero di iscritti e laureati in Italia, con particolare attenzione alle relative percentuali di genere, età e provenienze geografiche e sociali, approfondisce le opportunità offerte dalla didattica digitale e ne evidenzia i punti di forza sotto il profilo dell’organizzazione degli studi, della sostenibilità economica e della digitalizzazione, in un contesto nel quale la percentuale di laureati in Italia rispetto alla popolazione ci vede in coda alla media europea, sorpassati in negativo dalla sola Romania.</p>
<p>A testimoniare la crescita degli atenei digitali, si legge nel paper, è “il numero di studenti iscritti nelle undici università digitali riconosciute, che è passato – dati Ustat (Ufficio Statistica del MUR) – da poco più di 40mila nel 2012 agli oltre 160mila nel 2021, un numero quindi più che quadruplicato”.</p>
<p>Nel corso dell’incontro Alessandra Ghisleri ha illustrato i risultati di un’indagine sul tema elaborata da Euromedia Research, che sottolinea come “il 27,5% dei giovani intervistati, fascia di età 17-24 anni, ritiene che le università digitali rappresentino il simbolo del cambiamento radicale che ha investito la nostra società in modo particolare dopo il Covid e che ‘il ‘remoto’ diventerà la normalità”.</p>
<p>Alberto Balboni, presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato, durante il suo intervento ha detto: “L’insegnamento a distanza è una grande occasione che si offre ai nostri giovani e a tutti coloro che vogliono migliorare la loro conoscenza e acquisire un titolo di studio. Abbiamo già visto nel recente passato, durante il Covid, quanto siano importanti gli strumenti digitali”. Il senatore Roberto Marti ha messo a disposizione la commissione Cultura del Senato, che presiede, per “approfondire il tema della crescita delle università digitali in Italia come strumento di riduzione delle disuguaglianze”. “Appuntamenti come questo, e ricerche come quella elaborata dalla Fondazione Einaudi, sono convito servano a costruire sempre di più l’idea che in una società aperta, che vuole crescere e dare opportunità ai cittadini, le università digitali costituiscano una novità importante che va coltivata e sostenuta”, ha detto invece il presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, Nazario Pagano.</p>
<p>Hanno partecipato all’incontro, in veste di relatori, il senatore Giulio Terzi di San’Agata, presidente della Commissione Politiche dell’Unione europea, che in apertura di convegno ha ringraziato la Fondazione Einaudi “da sempre promotrice dei valori liberali”, Paolo Miccoli, presidente di United, l’associazione delle università telematiche e digitali, e Gian Marco Bovenzi, ricercatore della Fondazione Luigi Einaudi.</p>
<p><a href="https://formiche.net/2023/11/universita-digitali-diseguaglianze-sociali/?amp"><em><strong>Formiche.net</strong></em></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/76425/">Le università digitali come fattore di riduzione delle diseguaglianze: presentato in Senato il paper della Fle</a> proviene da <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it">Fondazione Luigi Einaudi</a>.</p>
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